Intervento di Paolo Battaglia La Terra Borgese: “La critica artistica nasce 70.000 anni fa” “Se non è scienza, non può essere Arte”

La scienza dell’Arte è l’Arte della scienza, e viceversa, afferma Battaglia La Terra Borgese con un gioco di parole.
Il critico d’Arte Paolo Battaglia La Terra Borgese non ci sta, e interrogato sulla pittura e sulla scultura, dice “Già Aristotele, nel IV secolo a.C., oltre a quelle pratiche e le teoretiche, connotava le scienze poietiche che, puntando a produrre, si occupano del creare artistico, e che comprendono la poetica e la technè. La technè è l’arte del sapere fare. La poetica afferisce all’estetica, dunque alla bellezza, sia essa pittorica, scultoria, letteraria, teatrale, musicale e così via”.
Perché l’Arte è Scienza
Il critico d’Arte Paolo Battaglia La Terra Borgese è determinato: “La scienza senza la figurazione non potrebbe assolutamente esistere né evolversi, inutile fare ricerca per produrre inesistenti distinguo”
ECCO LE RAGIONI DEL CRITICO
L’arte – dice – si trova ovunque. Si pensi che fino a più di un secolo fa l’uomo pensante relegava l’arte fra le attività pratiche, e che la scienza veniva applicata ad ogni teoria, persino a quella di uno sport come il pugilato. (Per inciso: non riconosco valore sportivo al pugilato come alla caccia). È vero che questo era una specie di gergo, ma la cosa importante è che ognuno era d’accordo con ciò che significava il vocabolo.
La lingua è una cosa vivente e cambia significato col cambiare delle generazioni. Ma è importante ricordare a noi stessi che la parola “arte” non fu sempre usata con la lettera maiuscola A, confondendo l’artigianato con l’Arte. E ancora oggi noi spesso parliamo dell’arte del cucinare o del cucire, usando ancora il vocabolo nel suo senso originario. Questa mia osservazione coglie un punto fondamentale dell’evoluzione semantica e storica del termine: la separazione tra Arte (con la maiuscola, intesa come “Belle Arti”) e arte (come abilità, mestiere, artigianato.
Il dato è che l’uomo poteva disegnare prima che potesse scrivere. Noi non sappiamo come l’uomo parlava 70.000 anni fa, ma sappiamo come ha comunicato alcune idee per mezzo del disegno, con l’Arte rupestre. Questa comunicazione visiva, con disegni, colorazioni e rilievi di risalto (cioè scultura), ha preceduto la scrittura di decine di migliaia di anni, e ha permesso all’uomo di fissare idee, credenze e narrazioni su un supporto durevole, creando una forma di “linguaggio visivo” prima della parola scritta; un esperanto per immagini, dal quale l’uomo astrarrà, pian piano, la scrittura vera e propria che creerà vita a parole sempre più definite, verso un linguaggio sempre più efficace, complesso e circostanziato. Ovvio che lì è nata la discussione, attraverso la comunicazione, il confronto, l’analisi e la tecnica, e dunque lì è nata la Critica Artistica vera e propria, contrariamente a quanto dogmatizzato dalla Storia della Critica Artistica.
I PASSAGGI CHE CI HANNO DIFFERENZIATO DAGLI ALTRI ESSERI ANIMALI
Dalle prime forme pittografiche (disegni di cose), si è passati agli ideogrammi (segni per idee) e infine a sistemi più astratti, da cui l’uomo letteralmente astrae le lettere dal disegno. Dunque senza la Scienza dell’Arte non staremmo qui a scrivere, a leggere, a socializzare; perché è il di-segno delle lettere che ci consente di tramandare e accumulare conoscenza, e di elaborarla, di fare Civiltà.
A differenza di Aristotele, io mi permetterei, sommessamente, di aggiungere – termina Paolo Battaglia La Terra Borgese – la Pittura, la Scultura e l’Architettura tra le scienze pratiche, quelle che vertono sul “possibile”, ossia ciò che può essere, che mirano a orientare l’agire, e che comprendono l’etica e la politica.
Paolo Battaglia La Terra Borgese
è un critico d’arte, saggista e politico italiano, noto per i suoi studi sull’arte (tra cui approfondimenti su Leonardo da Vinci e l’Espressionismo) e per posizioni critiche su temi sociali. È figura attiva nel panorama culturale italiano con interessi che spaziano dalla storia dell’arte alla filosofia, fino a tematiche sociali e di costume. I suoi interventi riguardano prevalentemente la storia dell’arte, la satira politica e la critica sociale, come dimostrano le ricerche online che rivelano focus artistici e non tematiche legate perfino all’alimentazione o alla spesa.
“La legge consente molte cose che la buona educazione sconsiglia – ama ripetere.