Guido Morselli, figura tra le più enigmatiche e dolorose della letteratura italiana

Guido Morselli è una delle figure più enigmatiche e dolorose della letteratura italiana del Novecento. E’ stato un caso letterario senza eguali, in cui il genio autentico si è consumato nell’indifferenza e nell’incomprensione.
Morselli (1912–1973) visse la parabola di un escluso , pu provenendo da una famiglia agita, scrisse per tutta la vita con rigore, ambizione e una lucidità rara, presentando i suoi romanzi ai maggiori editori italiani (Einaudi, Mondadori, Feltrinelli ) e ricevendo sistematicamente rifiuti da vari direttori editoriali. Non rifiuti sbrigativi, spesso, ma motivati, persino rispettosi, il che rendeva tutto ancora più lacerante. Morì suicida nel luglio del 1973, a sessantuno anni, convinto di non essere mai stato letto e soprattutto apprezzato. Pochi mesi dopo,la casa editrice Adelphi cominciò a pubblicare postumi i suoi romanzi, riscuotendo un successo immediato e duraturo. Il paradosso è crudele nella sua perfezione e nella sua dimensione davvero clamorosa.



