Parla l’attrice Paola Minaccioni, a Catania con “Le stravaganti Dis-Avventure di Kim Sparrow”

Dal 31 Gennaio al 15 Febbraio al T.ABC di Catania sarà in scena “ Le stravaganti Dis-Avventure di Kim Sparrow” con la regia di Cristina Spina, la drammaturgia dell’americana Julia May Jonas e la traduzione di Marta Salaroli. Quest’intrigante Dark- Commedy con un’interpretazione tutta al femminile di Paola Minaccioni (Kim Sparrow), Monica Nappo e Valentina Spalletta Tavella è prodotta dalla Compagnia Gli Ipocriti di Melina Balsamo diretta da Pierfrancesco Favino, in collaborazione con il TSV- Teatro Stabile del Veneto e il Teatro Nazionale. Lo spettacolo, che è una prima assoluta mondiale, vede al centro del racconto 3 eccentriche donne intrappolate in una spirale di disperazione e tradimento e impegnate in sfide quotidiane alla ricerca del proprio riscatto. Kim Sparrow è una hipster 40enne e manager di un negozio vintage, fa da mentore a Tussie un’aspirante faschion designer non –binario di vent’anni. Il loro piano per rubare abiti di couture a una ricca cliente si complica quando Blatta , la più vecchia amica di Kim e ladruncola di professione, s’inserisce con forza nel piano. Ne segue una girandola di errori che porta a violenza inaspettata e a un duro confronto con l’identità e l’absolescenza. La commedia dal 10 al 12 Febbraio si sposterà al T. Golden di Palermo per poi tornare all’ABC fino al 15 e proseguire la tournèe in Puglia- Toscana- Veneto e Lazio. Vi propongo un’intervista all’ecclettica Paola Minaccioni. Artista completa e necessaria.
Quali soni i temi trattati nelle “Stravaganti Dis- Avventure di Kim Sparrow” ?
Ci sono vari temi che s’intrecciano, quelli prioritari sono la questione del tempo che passa e di come una donna si confronta col sistema classista. Kim interpretata da me, è la direttrice di un negozio vintage che avendo fatto degli errori nella sua vita si ritrova ad una certa età ad non avere combinato un granchè, quindi c’è questo sentimento di rivalsa nei confronti della vita, della società. Un altro tema trattato è l’amicizia, la voglia di farcela a tutti i costi anche illegalmente di questi tre personaggi così poco conformi con il panorama italiano, 3 donne pronte a tutto , come in un film , pur di riuscire ad avere un budget per iniziare una nuova vita.
Tre donne con una voglia di riscatto ?
Si, e ci tengo moltissimo a dire che pur essendo 3 donne i tre personaggi, per la prima volta, sarà perchè è un testo americano, non si parla nè di amore, nè di figli, nè di mariti, nè di uomini , nè di estetica e nemmeno di menopausa. Già solo per questo vale la pena venire a vedere cosa diciamo.
Kim Sparrow è la direttrice di questo negozio vintage è anche una specie di guru del web ?
No, lei poverina non è una guru di niente. E’ una donna che ha una grande umanità e speranza negli esseri umani, cerca qualcuno di cui ci si possa fidare, è arrabbiata col mondo, con la vita, però delle tre è quella più positiva quindi è una grande sognatrice, una bambina cresciuta ma non è guru in niente forse è un pò esperta di abiti, di look , di stile questo si.
La traduzione di M. Salaroli rispecchia fedelmente il testo o vi siete adeguati alla comicità e alla dark-commedy italiana ?
No, la storia è ambientata a New York io insieme a C. Spina che mi ha proposto il testo, ho fatto questa scelta proprio perchè volevo presentare al pubblico un’altra sorta d’intrattenimento, non credo abbia molto senso prendere un testo americano per poi declinarlo all’italiano. E’ un tipo di comicità psicologica e un pò sboccata perchè queste 3 donne non sono proprio delle principesse, però stiamo parlando di una drammaturga che già in america firma serie per le grandi major, è una conosciuta. E’ chiaro che,quando nel testo c’erano dei riferimenti culturali impossibili da comprendere qui in Italia li abbiamo adattati rendendoli più comprensibili.
Tra le ossessioni messe alla berlina da K. Sparrow ci sono il continuo confronto che abbiamo con la solitudine e la difficoltà d’invecchiare. A lei quando è capitato di confrontarsi con la solitudine? E ce l’ha la paura d’invecchiare ?
Il tema nella commedia non è trattato in modo banale, non si parla di rughe ma del tempo che passa e di solitudine interiore.Di questi argomenti ne parliamo in modo molto veloce, moderno e cinico. Parliamo dell’impossibilità di trovare una persona di cui fidarsi quindi è un pò più vasto l’argomento. Per quel che riguarda me, non sono una persona che ama stare da sola, però ho imparato a centrare la mia vita su me stessa, questo mi è servito perchè avevo un pò una fragilità da questo punto di vista e quindi la mia solitudine oggi per me è una conquista, poi ovviamente l’amore, le relazioni fanno sempre la differenza quindi non significa che io voglio stare da sola. Per quel che riguarda la vecchiaia posso dire che a nessuno piace invecchiare ma come diceva L. Marx è l’unico modo per non morire giovani. Oggi, mi piaccio di più, sono anche più sana mentalmente in realtà l’essere più adulta me lo sto vivendo come una seconda giovinezza.
Si può affermare che Le Stravaganti Dis-Avventure di K. Sparrow parla anche della complessità delle relazioni interpersonali ed è un’acuta osservazione del sociale?
In modo traslato, perchè questa è proprio una storia di 3 persone. Poi sicuramnte, ma queste sono associazioni che faccio io, si parla di sopraffazione, di tradimento, che un pò fa specchio con quello che sta succedendo nel mondo ma questa è solo una mia associazione, il testo parla di queste 3 persone che forse in Italia sarebbero stati 3 maschi, infatti è un testo che trovo potentissimo perchè per la prima volta si vedono 3 donne che fanno cose che nessuno ha mai rappresentato prima.
Come abbiamo detto lo spettacolo è in centrato su queste 3 donne impegnate nel settore dell’abbigliamento vintage, e nel fil di Ozpetek “ Diamanti” lei ha interpretato Nina caposarta di costumi per il cinema e il teatro. C’è qualcosa in comune tra Nina e K. Sparrow?
No, Nina e le donne di Ferzan con la sorellanza e l’amore per il proprio lavoro riescono a costruire una vita, quindi mandano un messaggio più positivo, invece qui si parla del tempo che passa e di donne che cercano di rientrare in un sistema sociale che le ha fatte fuori. Sono più comicamente disperate, sono tre matte.
Tre matte con molti sogni…..
Si, soprattutto Kim.
Lei come Kim ha dei sogni particolari in questo momento?
Io coltivo la mia bambina, cerco di proteggere quest’aspetto del mio carattere, e sicuramente il mio lavoro mi aiuta ad essere un pò sognatrice, la vita dell’attore è una vita di sogni, di progetti, di obiettivi, siamo naturalmente più spinti rispetto ad un’altra persona che ha un lavoro più “ normale” a coltivare l’aspetto del sogno.
Come le tre protagoniste, qual è stata l’ultima volta che ha avuto voglia di riscatto?
E’ un tema che conosco molto bene perchè ho avuto voglia di riscatto per gran parte della mia vita, adesso per assurdo non ce l’ho più . Ho imparato a godere della mia esistenza e pensare a fare le cose che mi piacciono e non ad avere un riscatto perchè è un’emozione che non porta ad una crescita reale , porta alla rabbia, alla frustrazione, non è un sentimento positivo.
In teatro ha portato in scena “Paola Racconta Anna”, un omaggio alla Magnani scritto , diretto e interpretato da lei. Che rapporto sente di avere con questo mito del cinema italiano ?
La signora Magnani mi ha sempre ricordato mia madre. Quando l’ho vista per la prima volta in TV ho avuto l’impressione che fosse un’amica di mia madre non un’attrice. Crescendo con la stratificazione e la complessità della vita e le fatiche che fanno tutti, ma forse una donna fa di più, sono riuscita a comprendere totalmente la solitudine che hanno provato le donne come la Magnani che hanno fatto qualcosa di diverso in una società che si aspettava che le donne una volta sposate lasciassero il lavoro. Anche lei dopo sposata lasciò le scene, lavorava solo se il marito glielo concedeva. Poi il divorzio l’ha resa autonoma e l’ha fatta diventare la diva che tutti noi conosciamo.Non ha più fatto entrare un uomo in casa anche se ne ha amati molti. Ha gestito la sua carriera e i suoi soldi autonomamente , è stata una rivoluzionaria. Oggi alla mia età ho compreso che fatica ha fatto, infatti questo spettacolo è un abbraccio a tutte le donne che hanno iniziato a fare qualcosa, compresa mia madre.
Devo dire che lei in teatro ha interpretato un personaggio più interessante dell’altro.
Grazie, cerco di diversificare, di levarmi dalla confort-zone, è anche per questo che propongo un testo come “ le Stravaganti Dis-Avventure di Kim Sparrow” che è ironico, cinico, spietato, divertente, cattivo. Con questa Kim, che per certi aspetti a livello culturale è così lontana da me essendo un’americana nata nel Missuri. Voglio che il pubblico sia sempre sorpreso.
Da recente ha interpretato anche Elena Di porto, che pur non essendo pazza, come la poetessa Alda Merini ha conosciuto il manicomio, tutte e due erano donne non conformi.Lei come si sente una donna conforme o non conforme?
Diciamo che la mia vita per quello che ci si aspetta da una donna è più non conforme.
“Elena La Matta” è uno spettacolo ispirato al libro di Petraglia “La Matta di Piazza Giudia”.
Si, in realtà Petraglia ha fatto un’impotante lavoro d’archivio, ha raccolto inforrmazioni sulla vita vera della Signora Di Porto dopo di che Elisabbetta Fiorito ha saputo magistralmente trarne un racconto e un punto di vista potentissimo.Petraglia è stato senz’altro una parte delle fonti che hanno ispirato la creazione artistica della Fiorito e penso che la bellezza di questo racconto dipenda dalle scelte storiche e dal punto di vista che ne ha tratto.
Un’altra fonte d’ispirazione sono state le memorie di Settimia Spizzichino, reduce di Auschwitz
Esatto, i racconti dei nipoti della Di Porto, insomma Elisabetta ha fatto un grande lavoro di ricerca.
Vedendo questo spettacolo il pubblico cosa ha appreso, che già non sapeva, della Shoah e dei sorprusi del regime fascista?

Foto di Azzurra Primavera
In realtà la potenza di questo racconto è stata quella di puntare tutto sulla storia di una donna libera, la storia di una donna che nonostante fosse povera, ebrea e donna negli anni 40, si comportava in maniera non conforme. In quegl’ anni in cui nessuno si aspettava da una donna che si separasse dal marito perchè non lo amava e per giunta senza avere soldi, con 2 figli.Ne è venuto fuori uno spettacolo fortemente antifascista, un inno alla libertà, lei è un’eroina perchè fino alla fine si è immolata per i suoi principi, picchiava i tedeschi, ha difeso le persone che conosceva e quelle che amava fino alla fine e tutto questo si basa sulla verità dei fatti quindi è uno spettacolo potente perchè non è manipolatorio nel pensiero è un dato di fatto.
Quando la Di Porto è stata per la prima volta in manicomio?
A 15 anni e mandare una bambina in un manicomio è un’esperienza abbastanza forte. Nello spettacolo raccontiamo che le donne venivano definite matte perchè si erano ribellate al marito violento , o avevano espresso un’opinione politica diversa da quella del regime, o volevano sposarsi quando invece le famiglie volevano che diventassero suore, per associazione le persone capiscono che tipo di percorso hanno fatto le donne nella società e da che tipo di mondo siamo venute fuori con i nostri principi femministi. E queste storie che raccontiamo sono prese dal manicomio di Santa Maria Della Pietà.Mi ha molto colpita che alla fine dello spettacolo le persone si alzavano in piedi come se fossero allo stadio, questo significa che il teatro è vivo ed è di tutti. Noi abbiamo fatto questo spettacolo con semplicità senza pensare di fare chissà quale rivoluzione abbiamo solo amato il testo e lavorato con amore attorno a questa storia insieme anche a Valerio Guaraldi che ne ha scritto le musiche e al Regista Nicoletti, evidentemente abbiamo captato una storia di cui c’era bisogno.
Ho letto che lei si è formata come attrice, alla scuola di cinema e alla Gitis- Accademia dell’Arte Teatrale Russa- Che metodo di formazione usano alla Gitis?
Sono andata alla Gitis solo per degli approfondimenti perchè io ho studiato con un maestro russo al Centro Sperimentale di Cinematografia sul metodo Mejerchol’d e poi sono andata a Mosca a specializzarmi. Il Gitis è una scuola formativa che punta sull’uso del corpo dell’attore, anche la battuta e le reazioni nascono dal corpo e questo penso che mi abbia condizionato in tutto quello che ho fatto, anche quando ho fatto l’imitazione di Amy Winehouse con gli Gialappi, per le cadute, per i movimenti usavo le tecniche che avevo imparato lì, è un bagaglio che un attore si fa e poi declina a secondo delle esigenze.
Suo padre, Roberto Minaccioni è stato uno storico massaggiatore della Roma. So che con sua sorella volete preparare un documentario su di lui, avete già raccolto del materiale?
Si, ci siamo messe in contatto con la Roma che ci ha accolto con molto affetto e disponibilità e spero presto di poterle dire che lo stiamo realizzando. Abbiamo già un produttore e stiamo cercando dei player con cui davvero realizzarlo, appena ci sarà una certezza sarò felice di comunicarglielo.
E lei si cimenterà nella prima regia video?
Si, al Teatro ho già diretto “ Paola racconta Anna” e anche la regia di “ Elena la matta” è stata una regia condivisa con Nicoletti, si lui è il mio regista ma è un progetto che è nato con me, E. Fiorito e V. Guaraldi e che poi è stato ampliato con la produzione di Federica Vincenti econ Nicoletti alla regia.
Ozpetek è chiaramente innamorato di lei artisticamente, l’ha scelta in quasi tutti i suoi film fino ad arrivare a “ Diamanti”.Le ha mai detto cosa gli piace di più delle sue qualità artistiche?

Non ce lo siamo mai detto esplicitamente, però penso che glin piacciono le sfumature dell’animo che oscillano tra il comico e il tragico e questa possibilità di prendersi in giro, credo che sia questo che ci unisce.
Lei lavora in TV, In Teatro , al Cinema e alla Radio. Qualè la sua confort-zone tra queste espressioni artistiche?
In radio ho la possibilità di lavorare con i 2 più grandi che ci sono in Italia Marco Presta e Antonello Dose, sono fortunata lavoro anche con Vaime, quindi lì è un’isola felice che proteggo e che resiste ai cambiamenti culturali, al cinema mi sento sempre come se fosse un inizio è un pò il fidanzato nascosto, il teatro è certamente casa ,lì sono più libera da tutti i punti di vista perchè scelgo i progetti, i personaggi e perchè ho un’esperienza più vasta.
Quindi se dovesse scegliere opterebbe per il Teatro?
Devo essere sincera io non riesco a scegliere sono onnivora forse la TV in questo momento è quella che mi appartiene meno a parte le fiction dove ho avuto la fortuna di lavorare con Marco Pontecorvo in una serie che non so quando, uscirà su RAI 1 , si chiama “ La finestra di fronte”, io sono una suora lombarda degli anni 30 cresciuta come un maschio. E’ un bellissimo prodotto con tanti attori bravissimi. Poi ho fatto una serie internazionale per Amazon con un regista premio Oscar Jessica Yu “ Postcards from Italy” che mi ha dato la possibilità di stare un mese a Palermo è stato bellissimo.
Quando ha iniziato a fare l’attrice pensava di arrivare a fare quest’ importante carriera?
All’inizio pensavo solo a sopravvivere, ad inventarmi qualcosa per continuare a fare questo lavoro, non lo so se mi aspettavo di arrivare a tanto, poi le cose sono andate per il verso giusto. Comunque noi attori di desideri ne abbiamo sempre tanti per fortuna ed io quindi desidero ancora altre cose.
“ Postcards From ItalY” quando uscirà?
Penso nel 2027 però non so il periodo.
E’ anche nella VI Edizione di LOL. Ma a lei cosa la fa ridere?
Mi fanno ridere le imperfezioni degli esseri umani. Mi fanno ridere anche i comici giovani, anche se preferisco la comicità più strutturata, le cose spicciole mi fanno ridere ma la goduria è quando un comico presenta un testo, una cosa strutturata. Vengo dagli anni in cui si faceva satira sociale o politica per cui sono molto interessata quando vedo i grandi comici come Crozza che ancora oggi ci regala delle perle.
Nel programma della Dandini lei imitò G. Meloni quando ancora era ministro della gioventù con Berlusconi. Come reagì a quest’imitazione?
Io fui la prima in assoluto ad imitarla lei si è sempre super divertita è stata sempre gentile, mi telefonò , mi fece i complimenti. Ancora oggi la imito non in TV ma in Radio al “ Ruggito del Coniglio”.

Altri progetti teatrali ?
Sto preparando uno spettacolo che si chiamerà “ Le Particelle Elementari” , il tema trattato sarà la libertà però per parlarne partiamo dalla fisica quantistica. Questa storia della libertà e della fisica quantistica la sento moltissimo, perchè la fisica quantistica ti apre alla politica, al femminismo, all’ecologia e anche al mistico prendo spunto da lei per poi fare dei pezzi d’intrattenimento sulla libertà.
Quando lo metterete in scena?
Lo abbiamo già fatto a Napoli e penso che dovrebbe avere una collocazione verso Giugno in qualche luogo storico romano. Io con il mio gruppo composto da E. Fiorito, V. Guaraldi e C. Giusti siamo amici che lavorano bene insieme,quindi ogni anno proponiamo uno spettacolo che non necessariamente ha una tournèe , magari lo facciamo come proposta per un Festival. Poi, appena si può riprenderò “ Elena la Matta”. Per il cinema oltre alla fiction con Pontecorvo uscirà un film di Giorgia Farina e uno di Riccardo Antonaroli. Anche in questo momento ho delle proposte ma per ora penso al teatro che mi impegnerà fino a Maggio.
Quali sono stati i personaggi e i momenti di svolta che hanno segnato il suo percorso professionale?
Per quel che riguarda il teatro ad Anna Foglietta e Michela Cescon devo il mio ritorno al drammatico con lo spettacolo “ L’Attesa”, ps teatrale riuscitissima, Nazional- popolare, bellissima, e da lì ho cominciato poi a fare “ Paola Racconta Anna” “Elena la matta” e così via. Lillo e Greg mi hannon portata alla TV con un certo tipo di comicità, Ferzan Ozpetek mi ha portata al cinema d’autore.
E per finire. Il pubblico come reagisce quando vede un’attrice abituato a vederla come comica, fare uno spettacolo impegnato anche se con sprazzi di comicità ?
Le persone hanno molto meno pregiudizi e preconcetti delle leggi di mercato, basta che gli proponi una cosa che sai fare e fatta bene.