A Giarre “Matti da slegare”, ridere dell’altro per riconoscere sé stessi

Matti da slegare, commedia diretta da Eugenio Patanè,messa in scena dalla Compagnia teatrale Jonica, al teatro Garibaldi di Giarre, è uno spettacolo che affronta con intelligenza e ironia uno dei temi più delicati e attuali del nostro tempo: il confine sottile tra normalità e follia, tra salute e disagio, tra ciò che definiamo “noi” e ciò che etichettiamo come “altro”.
La vicenda si apre nello studio di uno psicologo, dove un gruppo eterogeneo di pazienti psichiatrici si incontra per la prima seduta di terapia di gruppo. Ma qualcosa va storto: il terapeuta viene trovato svenuto e, presi dal panico, i pazienti decidono di improvvisare una soluzione tanto assurda quanto rivelatrice. Nel tentativo di sostituire lo psicologo e capire se qualcuno stia tramando contro di loro, i personaggi danno vita a una girandola di situazioni comiche, equivoci e momenti di irresistibile comicità.

Ogni personaggio incarna una diversa fragilità: l’ipocondria, il disturbo bipolare, la paranoia, la germofobia. Etichette cliniche che, sulla scena, diventano strumenti narrativi per raccontare l’umanità nella sua forma più autentica. La commedia non deride la malattia, ma la usa come lente d’ingrandimento per osservare le paure, le ossessioni e le contraddizioni che appartengono a tutti noi.

Rita Composto interpreta Germana, l’ipocondriaca: sempre in allerta, vive nella costante paura di malattie immaginarie, trasformando ogni sintomo in un’emergenza. Elvira Piacenti è Lucia, la bipolare: imprevedibile e intensa, passa con disarmante naturalezza dall’euforia al crollo emotivo. Angela Giammuso veste i panni di Paola, la paranoide: sospettosa e diffidente, vede complotti ovunque e non si fida di nessuno. Veronica Scandurra interpreta Fabiana, la germofobica: ossessionata dalla pulizia e dal contagio, combatte il mondo armata di disinfettanti e rituali. Gaetano Venuto è Mimmo, il doc: figura pratica e concreta, cerca di mantenere un ordine apparente, nel caos del gruppo. Rosario Rizzieri interpreta lo psicologo, il Dott. Grilli Testa: presenza centrale e ambigua, attorno alla quale ruotano sospetti e dinamiche surreali. Manuela Antoci è la segretaria: personaggio di raccordo che contribuisce ad alimentare equivoci e situazioni comiche.


Il messaggio che emerge è chiaro e potente: la vera chiave della scoperta sta nell’osservare con attenzione, senza paura. Non a caso lo spettacolo si chiude richiamando le parole di Andrea Camilleri: “Non bisogna mai avere paura dell’altro, perché tu, rispetto all’altro, sei l’altro.”
Matti da slegare è dunque una commedia che intrattiene, ma soprattutto invita a guardare l’altro – e noi stessi – con occhi nuovi, più curiosi e più umani. Una risata che scioglie i nodi del pregiudizio e ci ricorda che, in fondo, siamo tutti un po’ “matti”…e proprio per questo profondamente umani.