Da Alessandro a Giulio Cesare in una linea di sangue svelata in una villa romana a Boscoreale

I Faraoni si riconoscevano dai loro cartigli, i re di Macedonia dal loro sole, il sole di Verghina. Dalla genealogia di Alessandro Magno, attraverso gli studi dei genealogisti si giunge da una discendenza in linea femminile, all’ultimo personaggio di una grande stirpe romana, Giulio Cesare, la cui unica figlia, Giulia, morì senza figli. Inizierò con un grande albero genealogico , che userò come indizio ardito per giungere alla gens Julia e svelare una connessione fra questa e la villa romana di Boscoreale di Contrada Grotta Franchini, nota oggi col nome di Publio Fannio Sinistore, una tesi che potrebbe aprire la strada a nuove ricerche.
Filippo II di Macedonia ebbe sette mogli e sette figli; da Olimpiade ebbe Alessandro Magno e Cleopatra di Macedonia. Alessandro Magno ebbe una relazione con Barsine di Frigia, che era circa otto anni più grande di lui, e da questa relazione nacque Eracle. Barsine partorì Eracle a Sogdiane (territorio dell’ odierno Tagikistan , seguendo Alessandro di vittoria in vittoria. Plutarco ci racconta che Barsine, figlia del satrapo della Phrigia Ellespontina, Artabaze , è colta e parla il greco e aveva conosciuto Alessandro Magno prima di Rossana. Ma quando Alessandro Magno sposò Rossana , Barsine si ritirò a Pergamo. Alla morte di Alessandro Magno, Eracle si trovava a Pergamo dove viveva con la madre. Eracle fu chiamato in Grecia da Poliperconte che lo invitava a rivendicare il trono paterno. Poliperconte era stato nominato successore dallo stesso Antipatro che governava la Macedonia per volere di Alessandro, impegnato nelle guerre d’Asia. Poliperconte, che aveva riunito un esercito per combattere contro Cassandro, figlio di Antipatro, poi si accordò con quest’ultimo che aveva già fatto uccidere Olimpiade, madre di Alessandro. Eracle che si era lasciato coinvolgere da Poliperconte, in una guerra di successione che non aveva cercato, fu alla fine tradito, perdendo anche la vita. Eracle però aveva avuto da Néféle di Pergamo una figlia che aveva chiamato come la madre, e ricordata come Barsine di Macedonia, che aveva sposato un romano, Lucius Caecilus Metellus Denter e dalla figlia di questi si ha il ricongiungimento con la gens Julia. Lucio Cecilio Metello Denter , politico e console romano, figlio o nipote di Quinto Cecilio è stato il primo ad unire il cognome Cecilio ai Metello . Questi morì forse nella battaglia contro i Senoni ad Arezzo nel 284 a.C. o a seguito delle ferite riportate in tale battaglia l’anno successivo.

La figlia di Lucio Cecilio Metello Denter , Cecilia Metella Macedonica sposò Lucius Julius Libo ( Lucio Giulio Libone) che fu console romano e che vantava la discendenza da Julo figlio di Enea, fondatore di Alba Longa e da cui discesero i fondatori di Roma , Romolo e Remo. Lucio Giulio Libone ricoprì la carica di console insieme a Marco Attilio Regolo , insieme al quale gli fu tributato i trionfo per i successi contro i Messapi. Il figlio di Lucio Giulio Libone I prese il nome del padre. Il figlio di Lucio Giulio Libone II , Numerio Giulio Cesare , fu il primo della famiglia ad aggiungere il cognome Cesare. ll Figlio di Numerio, Lucio Giulio Cesare I fu Tribunus Militum (250 a.C) . Sextus Julius Caesar ,figlio di Lucio Giulio Cesare I e Cornelia Cinna Minore, fu Tribuno Militare , Tribuno di Roma , Governatore della Liguria , Proconsole di Sicilia. Questi ebbe tre figli : Sextus Julius Caesar II edile curule nel 165 e console nel 157 a.C che aveva sposato Popillia Laenates , Lucius Julius Caesar che fu eletto pretore nel 183 a.C e Gaius Lucius Caesar I. A Lucius Julius Caesar fu assegnata la provincia della Gallia Cisalpina con il compito di impedire ai Galli Transalpini di costruire una città sul sito di Aquileia, dove questi stavano incominciando a stabilirsi, ma senza arrivare ad azioni ostili. Si pensò allora di realizzare una colonia romana sul sito di Aquileia e a Lucio quindi si deve un ruolo determinante nella fondazione della città che fu una delle più grandi dell’antichità classica; Gaius Julius Caesar I fu senatore. Il figlio di questi, Gaius Julius Caesar II , ebbe tre figli da Marcia Regia che era figlia di Quintus Marcius Rex, della gens Marcia discendente dal Re Ancus Marcius quinto re di Roma: 1) Julia Caesaris che sposò Gaius Marius ; 2 ) Sextus Julius Caesaris III ( ebbe discendenza); 3) Gaius Julius Caesaris. Gaius Juilius Caesaris che ebbe da Aurelia Cotta tre figli, due femmine , Julia Major e Julia minor e Julius Caesar che fu dittatore romano. La discendenza di Alessandro Magno ci ha quindi condotti alla gens Julia ed è proprio nelle pitture della villa di Publio Fannio Sinistore che troviamo esplicitato questo legame: Lo scudo della casa reale macedone, raffigurato due volte sugli architravi delle architetture dipinte del cubicolo ed altra volta nella stanza h, parete ovest della villa, in una megalografia di un personaggio con il capo coperto dalla kausia, tipico copricapo indossato dagli antichi macedoni ma che nell’affresco sembra essere di porpora con diadema di stoffa bianca come quella usata da Alessandro Magno, seduto in trono indossante una toga mentre stringe l’Hasta Pura , una lancia senza punta, una sorta di scettro , insegna di Dei , di Re ma anche di imperatori e augusti diventati culto.

Forse in questo personaggio dobbiamo riconoscere lo stesso Alessandro con ai piedi Barsine di Phrigia , un’altra interpretazione potrebbe vedervi la rappresentazione della Macedonia con accanto la Persia inchinata ma la scena sembra più amorevole che di soggezione. Il grande scudo dorato mostra il sole di Verghina, simbolo dei Re di Macedonia. In questo contesto la figura del filosofo appoggiato al bastone, che sembra far parte della corte, potrebbe essere quella di Aristotele precettore di Alessandro Magno. Negli affreschi della villa di Publio Fannio Sinistore , chiamata così per il fatto che fu trovato il suo nome sul vaso , (anche se forse il proprietario poteva essere stato L. Herius Florus o Herennius Florus per un sigillo in bronzo ritrovato in situ ) appare Venere madre di Enea, da cui la gens julia vanta la discendenza, ma anche Enea con accanto Didone seduto su regali seggiole, similmente alla raffigurazione dell’affresco della Casa de Citarista, come si può vedere dal confronto fra le immagini. Qui mi distacco nettamente dalle interpretazioni date fin ora grazie a dati e riscontri bibliografici e iconografici finora non riportati ma certamente evidenti.