“Morte di un giudice” con l’attore Nicola Costa per combattere il silenzio, l’indifferenza e l’omertà

Al teatro Gilberto Idonea di Sant’Agata Li Battiati Omaggio a Rocco Chinnici per un futuro di legalità
Silenzio, Indifferenza, Omertà
Tre parole cariche di complicità, di connivenza e di morte, percorrono con impietosa prepotenza la pièce teatrale “Morte di un giudice” andata in scena ieri sera al teatro Gilberto Idonea presso il Polo culturale di Sant’Agata Li Battiati.
Con il patrocinio del Comune di Sant’Agata Li Battiati, lo spettacolo è stato prodotto dall’Associazione culturale Statale 114, diretto e interpretato dall’attore-regista catanese Nicola Costa, testo scritto da un superbo Giovanni Coppola. Allestimento tecnico Marco Napoli, Assistente alla regia Tiziana d’D’Agosta.
Suggestiva la scena caratterizzata dai quadri dell’artista Nunzio Papotto che con i loro colori accesi e linee nette e spigolose, sembrano urlare verità nascoste creando un’atmosfera sospesa tra immaginifico e realtà.

Uno spettacolo volto a rendere omaggio al magistrato Rocco Chinnici, nato a Misilmeri nel 1925, entrato in magistratura nel 1952 e ucciso dalla mafia il 29 luglio 1983 a Palermo con una autobomba collocata dentro una 126 posteggiata di fronte la sua abitazione, in via Pipitone, in cui morirono i due agenti di scorta e il portiere dello stabile.
Magistrato, simbolo della lotta alla mafia, promosse il noto “pool antimafia” consapevole che solo un lavoro di condivisione collegiale avrebbe portato a dei risultati concreti contro le cosche mafiose, poiché l’isolamento dei magistrati inquirenti li rendeva vulnerabili e i progressi delle indagini venivano annullati con la morte di chi veniva assassinato.
Memoria storica, umana e di impegno civile, portata in scena dall’intenso monologo di Nicola Costa, il quale domina la narrazione con profondità emotiva, intrecciando con consistente pathos recitativo, i sentimenti di determinazione, di rabbia e di solitudine, di un uomo che ha sacrificato la vita per i propri valori e principi di legalità.
Su un palcoscenico in penombra, in cui luci e ombre sembrano rappresentare simbolicamente quelle luci e ombre che hanno segnato un momento difficile e spietato della storia della Sicilia, Costa attraversa e sublima la forma teatrale e fa emergere Rocco, non solo magistrato, ma anche la sua dimensione umana di uomo solo nella sua ricerca della verità.
Un uomo e un giudice ingabbiato in una realtà siciliana in cui bene e male si fondono l’uno nell’altro in una visione distorta di complicità. Ma anche, e soprattutto, un uomo determinato a non lasciarsi sopraffare dalle oscure dinamiche del potere, deciso nel voler percorrere la strada intrapresa, pur sapendo di combattere contro un mostro potente fatto di collusioni e di legami difficili da spezzare per la connivenza di Istituzioni e politici corrotti.
“Figure mitologiche, metà uomini e metà poltrone” un’immagine metaforica potente che definisce e stigmatizza in modo feroce, ma altrettanto veritiero, una realtà politica inadeguata, facilmente manipolabile, tacita.

L’attore e regista Nicola Costa
Con una narrazione toccante, accanto a Rocco Chinnici, rivivono le figure dell’agente di scorta e del portiere dello stabile, entrambi morti nell’attentato.
Vittime innocenti, uomini uccisi nel compimento del loro lavoro. Vite spezzate, sogni infranti dalla brutalità feroce della criminalità mafiosa che, pur di colpire lo Stato, non guardava in faccia niente e nessuno.
Nicola di Costa, vestendo i panni, dell’uno e dell’altro, attraverso la drammaticità delle sue parole, li riporta in vita e dà voce ai loro sentimenti più intimi, al loro dolore di uomini feriti che si tramuta nello sgomento sconfortato per una società siciliana immobile, che ha scelto di non reagire, che si autocompiace di affondare nel fango dell’illegalità, che non chiede verità.
“Morte di un Magistrato” si conferma una rievocazione storica di forte impatto emotivo e densa di tensione, che riaccende i riflettori sulla realtà politica e civile della Sicilia del tempo, segnata, in modo brutale, dallo scontro tra Stato e Cosa Nostra e la restituisce alla società di oggi come potente mezzo di riflessione e di comprensione.
Un omaggio a Rocco Chinnici, un esempio da ricordare, eredità preziosa, per la sua integerrima visione di vita e per lo straordinario coraggio dimostrato:
“La cosa peggiore che possa accadere è essere ucciso. Io non ho paura della morte, e anche se cammino con la scorta so benissimo che possono colpirmi in ogni momento. Spero che se dovesse accadere non succeda nulla agli uomini della mia scorta. Per un Magistrato come me è normale considerarsi nel mirino delle cosche mafiose ma questo non impedisce né a me né agli altri giudici di continuare a lavorare”.
Questa realtà di conflitti, di morti brutali e di solitudini, emerge prepotente, colpisce ogni singolo spettatore con la stessa durezza di un pugno allo stomaco e conduce a una consapevolezza critica della società di ieri così come quella di oggi, per un impegno civile che coinvolga tutti in egual misura.
Silenzio, Indifferenza e Omertà ritornano alla fine non più solo come giudizio severo, ma come monito a non ricadere nella voragine e come speranza di costruzione di un futuro di legalità.
Un impegno civile sottolineato dal sindaco di Sant’Agata Li Battiati Marco Nunzio Rubino, nel suo intervento finale a conclusione dello spettacolo, il quale ha ribadito che “solo dalla memoria storica si può giungere a una cultura della legalità, in quanto non c’è futuro senza memoria!”
In qualità di primo cittadino, insieme a tutta la sua amministrazione ha fortemente voluto portare sul palcoscenico del teatro comunale questo testo di forte impatto, simbolo di quel teatro civile di formazione di cui oggi l’intera collettività ha ancora estremo bisogno.
Un gesto significativo, posto in rilievo sia dall’autore del testo, Giovanni Coppola che dall’attore Nicola Costa, i quali hanno mostrato sincero apprezzamento per questa iniziativa, segno della precisa volontà comunale di porsi come esempio e testimonianza concreta di impegno fattivo contro ogni forma di criminalità organizzata.
Un impegno civile, sociale e politico che non deve mai smettere di nutrire ogni siciliano di questa nostra terra.
Ferita e offesa da troppo tempo.