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Giuseppe Sciuti e la visione celeste

Sacro tra Segno e Colore: Disegni e Dipinti al Museo Diocesano di Acireale

L’universo pittorico di Giuseppe Sciuti, figlio prediletto della terra etnea e interprete magistrale del verismo tardo-ottocentesco, torna a risplendere nelle sale del Museo Diocesano di Acireale.

Dal 16 gennaio al 17 febbraio 2026, la mostra “Giuseppe Sciuti e la visione celeste. Disegni e dipinti per il Sacro” invita il pubblico a un’immersione profonda nel laboratorio creativo dell’artista, svelando quel delicato passaggio che conduce dal fremito del segno grafico alla solennità del colore.

L’Anima del Maestro: Tra Fede e Verità

Nato a Zafferana Etnea nel 1834, Sciuti ha saputo forgiare un linguaggio figurativo capace di dialogare con l’eterno. Formatosi nel fervore artistico napoletano, sotto l’egida di Domenico Morelli, egli ha saputo assorbire il rigore del vero trasfigurandolo in una poetica della luce.

La sua non è una devozione di maniera, ma una ricerca antropologica: nei suoi affreschi, che decorano i volti dei templi acesi e catanesi, il divino non appare distante o ieratico, ma si incarna in una “compassione umana” vibrante e tangibile. Sciuti libera il sacro dalla retorica, restituendogli una dimensione di armonia universale e quotidiana.

Il Percorso: Genesi di un’Emozione

Curata con rigore scientifico da don Antonio Agostini direttore Museo Diocesano e dalla storica dell’Arte dott.ssa Daniela Vasta, l’esposizione si configura come un viaggio filologico e spirituale. Attraverso una selezione di bozzetti e opere compiute, il visitatore ha il privilegio di osservare la genesi dell’idea: quel momento magico in cui la matita delinea la struttura del cielo prima che il pennello la colmi di grazia.

L’iniziativa, che vede la sinergia tra la Diocesi, il Comune di Acireale e l’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, si inserisce nel più ampio orizzonte del “Mese dell’Arte Sacra”, riaffermando il legame indissolubile tra l’identità del territorio e la sua eredità artistica.

Appuntamento con la Storia

L’inaugurazione avrà luogo domani 16 gennaio 2026. Il programma prevede: Ore 17,00 Conferenza di presentazione presso la Sala dell’Archivio Diocesano (secondo piano). Un momento di studio per approfondire la statura intellettuale del pittore.

Ore 18,30: Vernissage ed apertura delle sale espositive al primo piano.

Risalire alle fonti della bellezza di Sciuti significa, oggi, riappropriarsi di una sensibilità antica che parla ancora al nostro presente. Un’occasione preziosa per guardare verso l’alto, guidati dalla mano di un artista prolifico, classico (o neo classico) e realista che ha saputo dipingere l’invisibile.

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A soli sedici anni ha iniziato il suo percorso nel giornalismo, scrivendo come corrispondente e raccontando la cronaca di Camastra e Naro sul giornale La Sicilia. Spinto dalla passione per l’informazione, qualche anno dopo ha iniziato a collaborare con testate di rilievo come il Giornale di Sicilia, Corriere dello Sport e L’Amico del Popolo di Agrigento, storico settimanale cattolico. Il suo viaggio lo ha poi portato a Milano, dove ha scritto per il Giornale di Milano Sud, dando voce alle storie e ai cambiamenti della zona meridionale della città. Ma le radici lo hanno richiamato in Sicilia, dove per un decennio ha diretto Tribeart, la prima guida dedicata alle arti visive dell’isola, punto di riferimento per artisti e appassionati. Da sempre convinto dell’importanza dell’etica professionale, afferma con decisione: “Il compito di chi fa giornalismo è uno solo: informare il lettore in modo corretto, senza compromessi”.
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