Loading
Nuovo quotidiano d'opinione e cultura
Il tempo: la ricchezza per l’umanità
Nuovo quotidiano d’opinione e cultura

Intervista a Gabriele Muccino regista della prima nazionale di “A casa tutti bene”

Giovedì 8 Gennaio al T. ABC dI Catania c’è stato il debutto Nazionale della prima Regia Teatrale di G. Muccino, che ha messo in scena l’adattamento del suo film “ A CASA TUTTI BENE”. Adattamento scritto in collaborazione con Marcello Cutugno e Irene Alison e prodotto da Best Live in coproduzione con il T. Stabile D’Abruzzo.  Il pubblico è già a conoscenza della storia perchè il film nel 2018 ha vinto il David di Donatello dello spettatore. Nella trasposizione teatrale Muccino ha mantenuto il tema con qualche piccola variante, come era logico che avvenisse nella rielaborazione per il palcoscenico, con esigenze di diversa durata e di ritmo recitativo. Chi assissterà a questo spettacolo, che sarà in scena all’ABC fino al 18 di Gennaio, avrà modo di constatare le grandi doti artistiche del regista che con eccellente maestria è riuscito a rappresentare in un’ ora e venti una recita scorrevole e godibilissima non facendo per niente capire di essere alla sua prima prova di regia teatrale, peraltro alquanto complessa da allestire dato l’intercalarsi di storie di 11 personaggi. Personaggi interpretati da uno straordinario cast composto da : A. Galiena, G. Zeno, A. Arcuri, I.Carabelli, M. C. Centorami, L. Cervasio, S. Colombari, V. Dragone, S. Franzo, A. Moneta e C. Savino, e dire straordinario per la prova artistica data e le emozioni che sono riusciti a suscitare all’attento pubblico in sala, è dire poco. Questi eccellenti interpreti sono riusciti sin dal primo quadro scenico, seguendo in maniera impeccabile le indicazioni registiche di G. Muccino, a far subito, respirare agli spettatori, le nevrosi, i vecchi e nuovi rancori, le tensioni che aleggiano tra i membri della famiglia Ristuccia, riunita nella villa sull’isola della madre Alba (A. Galiena), in occasione dei festeggiamenti per il suo ottantesimo compleanno. Stati d’animo trattenuti fino ad esplodere nel momento in cui saranno costretti ad una convivenza di tre giorni, non prevista, causata dalla non partenza dei traghetti per il maltempo. Dopo l’incontro con il cast avvenuto venerdi 10 sempre al T. ABC condotto in maniera brillante da Francesco Attardi,  ho avuto la possibilità d’intervistare G. Muccino che si è dimostrato cordiale e disponibile non solo con me ma con tutto l’uditorio presente.

Con quale stato d’animo ha affrontato il debutto della sua prima Regia Teatrale?

L’ho affrontato pregando parecchio che tutto andasse bene. Il teatro è una creatura vivente che non puoi fermare se c’è qualcosa che non va’ come vorresti, non puoi saltare sul palco e dire “ dilla così , dilla colà”, quindi in realtà quella del regista teatrale è una gestione di passività.

Dopo il debutto, darà delle nuove indicazioni agli attori?

Dirò al cast quello che ho pensato anche perchè non posso trattenermi altri giorni a Catania riparto domani mattina presto.

 

Perchè ha scelto di debuttare proprio qui a Catania?

Il regista non decide un cazzo, mi hanno detto : “ si debutta a Catania, a ottobre ci sono le prove” e io ho risposto : “ Ok, ci sarò”, e sono venuto qui a Catania per la prima, cercherò di seguire il tour almeno nelle grandi città spero di poter essere a Palermo , a Napoli, a Roma ci sarò sicuramente.

Lei comunque ha un particolare legame con la Sicilia ha girato anche un film a Palermo….

Si, è vero, forse prenderò anche casa a Noto.

Come nasce l’idea di fare questa trasposizione teatrale del film “A CASA TUTTI BENE”?

L’idea era nata già mentre giravo il film, perchè mi sono accorto che i personaggi  erano degli archetipi così forti che avrebbero dovuto continuare a vivere e quindi l’ho fatto attraverso una Serie TV , però considerando che la struttura cinematografica per unità di tempo e di luogo fosse molto vicina a quello che può raccontare il teatro , appena me l’hanno proposto ho colto la palla al balzo per tuffarmi in quest’abisso che è l’andare in scena, un abisso emotivo che dà vita ad una creatura vivente, perchè risponde e vive insieme al pubblico avendo un grande impatto emotivo sugli attori le reazioni mosce o reattive degli spettatori. E’ un circolo di energie che per chi lo ha strutturato e costruito si rivela vivente perchè cambia pelle ogni sera e questa cosa lo rende affascinantissimo.

Il film, non la rappresentazione teatrale, si può dire che a parte i rapporti familiari disfunzionali, parla anche della generazione dei 40enni che si trova in difficoltà rispetto alle nuove generazioni che stanno messe molto meglio di loro?

Non l’ho pensato in funzione di generazioni o altro, l’ho esclusivamente pensato come una famiglia che quando si ritrova insieme per più di 6-7 ore non sa come gestire la tenuta delle maschere che si mettono per le grandi occasioni, c’è un timer interno collocato per durare un tot di numero di tempo  a Natale, Capodanno, e nel caso della trasposizione teatrale per gli ottanta anni della madre Alba, un timer che durerà per poche ore, poi via a casa. E se a casa non puoi andarci e devi fare i conti con quella famiglia con la quale pensavi di passare solo qualche ora e invece ci devi  stare inaspettatamente 3 giorni, non riesci più a stare in quella recita e quindi le maschere cadono, mettendo in moto un meccanismo di sopravvivenza e uno schema che introduce tutte le catene in cui le dinamiche di questa famiglia da generazioni ricade, cioè escono fuori tutte le ricriminazioni, i rancori non sedati, non guariti, le cicatrici che fanno ancora male e cito una battuta di A. Galiena dello spettacolo teatrale, tutto quello che è irrisolto in una famiglia quando hai a che fare particolarmente con la famiglia di origine, quindi una famiglia che non ti sei scelto. Oltre un tot di numero di ore il nostro organismo non è strutturato per resistere e quindi crolla e crollando in gruppo viene fuori un caos abbastanza importante che può finire anche peggio di come finisce nello spettacolo perchè qui come nel film i traghetti poi arrivano ma se non fossero arrivati non so cosa sarebbe successo.

Il film finisce con la coppia anziana, capostipide della famiglia, che fa colazione insieme, questo ad intendere un loro rimanere di nuovo soli?

Si, li c’è un misto di rassegnazione e di accettazione della propria condizione. Nello spettacolo teatrale non c’è quella scena , ma c’è comunque lo stesso spirito nel monologo finale di Anna Galiena che racchiude questa solitudine di chi resta sull’isola ma ci resta facendo i conti con tutta una vita che è passata e che ha dato vita a questa famiglia sgangherata, incompiuta, irrisolta, e quindi ormai assisti  passivo a quello che tu hai generato e creato e forse hai contribuito a costruire in questo modo così fallato.

Questo è uno spettacolo corale dove nessuno è protagonista, lo sono tutti, nessuno deve prevalere sull’altro. Che tipo di lavoro ha fatto con gli attori per coordinarli anche bene in scena?

Il lavoro che si fa quando fai un piano sequenza al cinema. Devi trovare i blocchi dove si devono posizionare quando entrano in scena e quando escono dalla scena in modo da non disturbare chi è in primo piano, perchè un conto è isolarlo con la macchina da presa , un conto è avere un palcoscenico in cui sono 11 in scena e fare in modo che solo alcuni attraggano l’attenzione del pubblico non facendolo distrarre dagli altri attori presenti sul palcoscenico nello stesso tempo, questo che è stato fatto è un lavoro complesso e che mi sembra funzioni.

Ha già in mente un’altra regia teatrale da fare?

No, adesso non ce l’ho in mente ma l’attitudine è quella di farla.

Il suo prossimo film “ LE COSE NON DETTE” in uscita nelle sale cinematografiche il 29 gennaio con S. Accorsi- M. Leone-C. Crescentini- C. Santamaria-B. Savignani e M. Pantaleo si presta ad essere messo in scena?

No, quello non si presta.

Quali sono le cose non dette?

Sono quelle che non diciamo per mancanza di coraggio, perchè non vogliamo essere giudicati, quelle cose che non confidiamo neanche alle nostre esistenze. Camminiamo su un filo sottile nelle nostre esistenze barcamenandoci tra tanti non detti. A volte basterebbe parlare, ma non siamo capaci, non ci fidiamo di chi  ci ascolta.

Quando inizierà le riprese della serie per SKY dedicata alla famiglia Gucci, ispirata al libro “ Fine dei Giochi- Luci e Ombre sulla mia Famiglia” di Allegra Gucci ?

 A Maggio

 

Share Article
Sono Fausta Testaj’ diplomata e abilitata come maestra di scuola dell’infanzia , con conoscenze basi della lingua inglese e della Patente Europea. Sin dall’adolescenza le mie passioni sono state tre : i bambini, infatti mi sono diplomata alla Maria Ausiliatrice e abilitata alla Parini di Catania, il mondo della cultura in generale con particolare attenzione verso il teatro e il cinema, e la scrittura. Crescendo ho deciso di assecondarle queste passioni, andando a insegnare all’ Istituto comprensivo di Certaldo in provincia di Firenze, dal 2001 al 2005, organizzando al Teatro Metropolitan di Catania due spettacoli, nel 2007 “Romana” interpretata dalla cantattrice Tosca meglio conosciuta come Tiziana Tosca Donati per la Regia di Massimo Venturiello,bellissimo omaggio a Gabriella Ferri, e nel 2008 “Delitto Perfetto”, dall’omonimo film di Alfred Hitchcok con la regia di Jeppy Gleijeses e l’interpretazione di Stefano Santospago, Marianella Bargilli, Massimo Cimaglia e Raffaele Pisu. Dal 2016 sono articolista, scrivendo di cinema, teatro e libri, per il SUDONLINE. Oggi la mia professione è gestire case vacanza, cosa che peraltro amo molto fare, ritenendola stimolante e arricchente, come il mondo della cultura.
TOP