Le note critiche dell’Associazionismo ionico etneo e di Alessandra Strano, Garante delle persone con disabilità del comune di Giarre

Le numerose associazioni del Comitato per la salvaguardia della sanità pubblica della zona ionico- etnea hanno ricevuto una nota a firma della Garante delle persone con disabilità del comune di Giarre, dott.ssa Alessandra Strano.
La nota rileva le condizioni di isolamento e di discriminazione delle persone con disabilità che non possono, al pari delle altre persone, svolgere la loro personale vita quotidiana e partecipare a quella civile delle città. Eppure le norme più incisive per l’abbattimento delle barriere architettoniche risalgono al 1986, un lungo periodo in cui le amministrazioni avrebbero potuto approntare la questione. Per fare, invece, un esempio il luogo emblematico, che dovrebbe accogliere tutte le cittadine e tutti i cittadini, è il salone del Consiglio comunale di Giarre, che dopo 39 anni dalla legge non è ancora dotato di ascensore.

Le disabilità, soprattutto motorie, sono condizioni che chiamano in campo tutti gli aspetti del governo di una città: dalle politiche socio sanitarie alle politiche urbanistiche.
Le associazioni, attive su tutto il nostro territorio e che aderiscono al Comitato, accolgono e fanno proprio quanto analizzato, segnalato e proposto dalla Garante, in quanto è anche una rivendicazione di tutte le associazioni che non intendono escludere nessuna persona dal diritto di poter svolgere una vita senza discriminazioni, anzi si impegneranno in futuro ad individuare per le proprie attività luoghi accessibili a tutte le persone.
Comitato per la salvaguardia della sanità pubblica zona ionico- etnea
Di seguito si allega la lettera inviata dalla dott.ssa Alessandra Strano:
Alla c.a. delle/gli Associazioni/O.d.V./Cooperative/Enti del Terzo Settore del Comune di Giarre e del Territorio limitrofo
L’abbattimento delle barriere architettoniche rappresenta, da decenni oramai, un tema saliente del paradigma e delle tutele formali che mirano a favorire l’inclusione delle persone con disabilità.
L’excursus normativo che ne ha caratterizzato il percorso attesta la volontà di rendere effettivo ed esigibile un diritto, quello dell’accesso e dell’accessibilità, che fin troppo spesso viene disatteso o considerato erroneamente di rango inferiore.
Un primo fondamentale dispositivo è stato il P.E.B.A (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche), introdotto con l. 41/1986, il quale prescriveva che tutti i Comuni ne facessero ricorso. Al P.E.B.A. sono seguiti la l. 13/1989 ed il relativo D.M. 236/1989 che stabilivano rispettivamente i criteri di progettazione ed i requisiti di accessibilità. La 104/1992, prima legge quadro in materia di disabilità, ha stabilito, fra le altre cose, agevolazioni fiscali per favorire l’abbattimento barriere e ribadirne l’importanza; il d.p.r. 380/2001, testo unico disciplinante l’attività edilizia; sino a giungere alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
La Convenzione, siglata nello stesso anno dell’emanazione della l. 67/2006 (legge a presidio delle persone con disabilità vittime di discriminazione) e ratificata in Italia nel 2009, ha esteso a livello sovranazionale la tutela delle persone con disabilità. Con riferimento alla questione affrontata in questa sede va fatta menzione dell’articolo 9, rubricato “Accessibilità”, il quale recita: “Al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita, gli Stati Parti adottano misure adeguate a garantire alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o forniti al pubblico, sia nelle aree urbane che in quelle rurali […].
Nonostante il suddetto costituisca un quadro normativo piuttosto esteso e sorretto, da circa 16 anni, da raccomandazioni che trascendono la dimensione nazionale, la sua traduzione in atti ed interventi concreti fatica a realizzarsi impedendo, di fatto, una reale partecipazione sociale e politica delle persone con diversa funzione motoria.
Le ragioni dell’estremo ritardo nell’ottemperanza delle leggi esplicitate sono riconducibili a fattori molteplici, da quelli economici a quelli culturali, sui quali è stato e si è dibattuto all’interno di una vasta letteratura scientifica. Esistono anche ragioni banalmente numeriche e di facile intuizione, ovvero che essendo poche le persone che presentano disabilità motoria, la questione dell’abbattimento delle barriere architettoniche non è mai stata sostenuta con forza sufficiente da porla tra le priorità dell’agenda politica e dei pubblici lavori dell’Ente locale, continuamente sollecitato dalle ordinarie amministrazioni, dalle emergenze e dalle contingenze.
Con la Presente, l’Ufficio del Garante Vi esorta a sposare e sostenere il tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche e Vi invita ad un approccio che sia ponderato e lungimirante dal momento che, in maniera transitoria o permanente, la disabilità rappresenta una condizione che può coinvolgere qualsiasi persona nel corso della propria vita.
Come primo passo, quale dimostrazione attestante solidarietà e solerzia, l’Ufficio del Garante chiede che la Presente venga firmata da tutte quelle Associazioni e realtà che, a decorrere dal 1 febbraio 2026, si impegneranno a richiedere che gli eventi a carattere culturale/educativo/divulgativo e politico vengano svolti in luoghi accessibili ed in linea con le norme in materia consentendo a quei concittadini, compresa la Sottoscritta, che sino ad ora sono stati impossibilitati, di partecipare ai suddetti eventi in ragione del fatto che i medesimi vengono prevalentemente svolti presso il Salone degli Specchi, sito al 2 piano del palazzo comunale che risulta privo di ascensore e di altre caratteristiche che lo rendano conforme alle richieste di legge.
L’Ufficio Scrivente rimarca come la Presente, lungi dal costituire un atto di accusa, voglia invece suggellare un atto di solidarietà e coesione territoriale che, innanzi ad obiettivi di legalità, rispetto del prossimo e giustizia sociale, potrà rappresentare una solida base di unione civile per altri fronti in cui i cittadini possano e vogliano investirsi nell’interesse del proprio territorio dimostrando compattezza, attivismo e capacità di autorappresentanza al versante politico-istituzionale e, soprattutto, affinché nessun cittadino rimanga indietro.
Si richiede inoltre che la Presente costituisca un impegno a vigilare altresì sugli sviluppi del PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche) sul quale quest’Ufficio si investe dal principio del proprio mandato.
Giarre, lì 15/12/2025 La Garante delle persone con disabilità
Alessandra Strano