La storia del bambino di quattro anni mortificato con un castigo

Tra le tante notizie offerte dalla cronaca, mi soffermo su una che appare minore, ma non credo lo sia.
In un asilo della Versilia le maestre hanno messo in castigo un bambino di 4 anni perchè
“si era comportato male”; “troppo agitato” hanno detto.
In aggiunta al castigo non gli hanno consegnato il piccolo dono natalizio che, invece, è stato dato a tutti gli altri compagni.
All’uscita la mamma lo vede mogio e con qualche lacrima che gli solca il viso.
Chiede spiegazioni e apprende quanto è accaduto.
La direttrice didattica attiva un accertamento interno e il provveditorato apre un procedimento disciplinare nei confronti delle maestre.
Atti dovuti.
Ma a me interessa il bambino.
Pare che cambierà scuola.
A casa ha continuato a chiedere se per lui Babbo Natale non avesse riservato alcun dono perchè era stato cattivo.
Quanto accaduto a scuola per lui è stato un trauma.
Poco importa che poi le maestre si siano scusate riconoscendo di avere sbagliato.
Mi rafforzo in una mia convinzione: fare l’insegnante, specie ai bambini piccoli, è uno dei compiti più importanti e delicati che vi siano.
Occorrono doti elevate, che non tutti posseggono, e una selezione rigorosa dei docenti.
Occorrono una formazione permanente ed una verifica periodica delle attitudini.
Nella scuola vi sono mansioni diverse, e chi non è idoneo ad insegnare faccia altro.