Intervista a Lucia Sardo, interprete di una Rosa Balistreri da brivido

Ho avuto il piacere d’intervistare la “nostra” Lucia Sardo attrice di fama nazionale e internazionale, reduce dal successo dell’interpretazione di Rosa Balistreri nel film – L’Amore Che Ho- di Paolo Licata, per la quale ha ricevuto molti riconoscimenti tra i quali il Premio –Miglior attrice all’Italia Film Festival di Malta– organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di La Valletta.
Nel film di P. Licata –L’Amore Che Ho-, hai interpretato l’ultima parte di vita di Rosa Balistreri. Ho notato che hai costruito il personaggio basandoti soprattutto sulla recitazione corporea è cosi ?
Io mi sono formata sul teatro di movimento che quasi si avvicina alla danza. Ogni personaggio ha un corpo e in questo ho avuto più tempo per far vedere il mio lavoro perchè ci sono vari passaggi , c’è la Rosa con la figlia, quella malata, quella delusa, quella arrabbiata tutto ciò si esprime con il corpo, perchè se il corpo è giusto, per esempio stanco, con poca energia, la faccia si colora senza bisogno di fare le faccette che molti cattivi attori fanno.
L’Amore Che Ho, ha puntato lo sguardo non solo sui successi della Balistreri ma anche e soprattutto sui suoi dolori.
Certo, perchè la vita di Rosa è stata dolorosissima. Oggi ci sembrano cose assurde, ma una volta c’era la cultura del patriarcato.Anche oggi esiste, in alcune situazioni, però almeno lo si riconosce, una volta era prassi, ed eravamo sbagliate noi perchè quando volevamo ribellarci ci veniva il senso di colpa.
Vedendoti nell’interpretazione della Balistreri mi è venuta in mente la – Lupa- che hai interpretato ccon la regia di A. Grimaldi, anni fa a Vizzini. Fra questi 2 personaggi vi ho riscontrato delle affinità come la voglia di emancipazione e ribellione sei d’accordo?
Rosa è una tigre e la Lupa la chiamano così perchè è una che non cede. Sono le imperdonabili cioè quelle donne che non sai dove collocarle perchè non ci sono etichette che gli puoi mettere addosso. Sono delle donne reiette, La Lupa soccombe e viene uccisa , Rosa viene salvata dal canto e dalla sua arte sennò sarebbe morta anche lei.
La Balistreri è stata un simbolo della cultura e della politica lei affermava : – Si può fare politica e ribellarsi in vari modi, io canto faccio i comizi con la chitarra-.
Si, questa è una frase che diceva lei e che condivido infatti anche per me recitare è il mio modo di resistere e di attraversare questa vita, tant’è che il mio teatro solitamente è un teatro sociale, di denuncia, perchè mi piace andare in questa direzione sennò lo troverei inutile. Con questo non voglio dire che l’altro tipo di teatro è inutile , dico solo che io ho bisogno di parlare attraverso il teatro di giustizia, di mancanze.
Ma tu l’hai conosciuta la Balistreri ?
Si, l’ho conosciuta, abbiamo passato una giornata insieme eravamo Io , Lei e Buttitta. Ti sto parlando dell’85, io ero ospite di Mimmo Cuticchio che organizzava un Festival – La Macchina Dei Sogni- e arrivò Rosa con Buttitta, siamo stati a pranzo insieme e ho il ricordo di questa donna vulcanica, simpatica, piena di vita, spiritosa.
Purtroppo molti giovani non sanno chi è la Balistreri…
lo so, molti giovani non la conoscono, ma grazie a questo film finalmente molte persone sanno chi è. Mi sono arrivati dei messaggi di ringraziamento, da gente che lo ha visto, per avergli fatto conoscere questa cantante straordinaria. Una ragazza mi ha pure detto- da qualche giorno ascolto solo canzoni di Rosa.
La colonna sonora dell’Amore Che Ho è stata composta da Carmen Consoli che nel film ha anche fatto un cameo. Che tipo di lavoro avete fatto voi attrici con lei per quel che riguarda il canto?
Guarda a me mi ha solo incoraggiata, lei è speciale ti motiva tantissimo e comunque con me ci siamo solo divertite perchè ha riscontrato che la mia era la voce più simile a quella di Rosa da Contralto, chiaramente la mia voce somiglia a quella di Rosa nei bassi , negli alti io non esisto , lei raggiungeva delle vette pazzesche.

Lucia Sardo nei panni di Rosa Balistreri
Hai portato in tour anche uno spettacolo teatrale dal titolo – Mille Rose-, scritto da te con la regia di Maria Arena dove parli della Balistreri e di tante altre Rose invisibili. Lo stai portando ancora in giro?
Si, il 25 Novenbre ad esempio siamo stati con la Woman Orchestra al Biondo di Palermo.
Ma quali sono le Rose invisibili?
Sono come hai detto tu , Rose tratte da testi scritti da me e poi ho voluto la Regia di M. Arena perchè anche se racconto cose cruente , i miei testi voglio che siano leggeri e poetici, non mi piace un linguaggio duro per far capire che c’è stato uno stupro e M.Arena è una regista con un certo tipo di sensibilità e devo dire che ci ho azzeccato perchè lavorare con lei è stato bellissimo non sembrava neanche che lavorassimo.
Con P. Licata hai girato anche – Picciridda- mi dici cosa ti ha detto Oliver Stone dopo la prima al Festival di Taormina del 2019?
Mi ha detto che gli sono piaciuta tantissimo e non si scorderà mai dei miei occhi. E poi mi ha detto una cosa bellissima, che quando ha visto –Picciridda– gli ho fatto provare la stessa emozione che ha provato quando ha visto per la prima volta Anthony Quinn in –Zorba il Greco-, per fortuna c’erano altre persone intorno a noi che hanno sentito sennò si poteva pensare che me l’ero inventato. Lui ha amato moltissimo questo film pensa che ci ha suggerito una frase da mettere nella locandina– un film che va dritto al cuore-, e quando a Settembre è venuto alla Mostra del cinema di Venezia dove c’eravamo pure noi ci ha voluto incontrare, è nata una stima reciproca. Io ho anche i suoi contatti. Al tempo del Covid quando in Italia eravamo tutti chiusi al contrario degli americani, ho pensato di fare qualche lavoro che rimandavo da anni fra cui fare il mio curriculum in Ingkese, avendo la sua e-mail , gliel’ho inviato, mi ha risposto il giorno dopo dicendomi di averlo ricevuto e che non si dimenticherà mai di me e il fatto che si ricordava a distanza di due anni è una cosa che mi ha molto emozionata.
Anche il libro di Catena Fiorello dal quale è stato tratto il film è molto bello.
Con Catena siamo amiche, e per certi versi l’idea del film è venuta a me, perchè quando lessi –Picciridda- le ho detto che era già un film. Sono passati un pò di anni e poi Paolo ha pensato di realizzarlo.
Tu hai recitato anche nel film dei Sansone.
Si, e non lo volevo fare perchè era in contemporanea – All’AmoreChe Ho-, e io quando faccio un film voglio essere concentrata su qel personaggio, poi loro mi hanno stalkerizzata e alla fine sono stata molto contenta di averlo fatto perchè loro sono due ragazzi deliziosi e mi sono divertita moltissimo.
Hai aperto e insegni a Catania in un laboratorio di teatro, che differenza c’è tra scuola e laboratorio?
La scuola ha degli schemi precisi, il laboratorio è un working in progress. Io faccio sempre quest’esempio, se hai 10 tipi di piante e le metti tutte nella stessa serra con la stessa temperatura, ci saranno quelle che fioriranno e quelle che appassiranno, il laboratorio è il riuscire a trovare la temperatura per ognuno di loro, quindi non una scuola codificata ma un laboratorio in cui si ci trasforma insieme alla persona che apprende.

Lucia Sardo
Per ogni ragazzo utilizzi un metodo diverso?
Il metodo c’è ed è sempre quello solo che si trasforma di volta in volta a secondo di chi abbiamo davanti, nel laboratorio si fa un lavoro di osservazione di quello che accade attraverso il movimento al corpo, alla psiche, al gesto e quest’osservazione è molto pià interessante che avere un codice già stabilito si può paragonare a quello che avviene in un laboratorio di chimica infatti Marcello Capelli è quasi Laureato in Chimica.
E ai tuoi ragazzi cosa gli farai fare quest’anno?
Prepareremo uno spettacolo sulla vita di Giovanni Grasso, il grande attore catanese, cominceremo le prove a gennaio è anche quelle uno studio.
Così date luce alla figura di questo grande attore totalmente dimenticato dalla sua città-
Si, pensa che anche i giovani che fanno teatro non sanno chi è, perchè la città di Catania non gli ha mai dato risalto, fosse nato a Milano ci sarebbero dedicati a lui almeno un teatro e un Festival, dato che è stato considerato il più grande attore del mondo.

Se è per questo neanche S. Randone viene mai ricordato.
E’ vero io adoravo Randone, però G. Grasso è un simbolo in tutto il mondo, è stato adorato da Stanislavskij, da Gordon Graig, Mejerchol’d quando vide Grasso disse :” io finalmente ho visto un attore che mette in atto tutte le mie idee sulla biomeccanica.” Graig disse :” ho visto l’attore marionetta come lo intendevo io”. Stanislavskij lo ha invitato a lavorare con i suoi attori. All’Actors Stodio c’era proprio una materia su di lui. Elia Kazan, il Fondatore dell’Actors Studio, affermò di avere deciso di fare recitazione quando ha visto Grasso e glielo faceva studiare ai suoi ragazzi che erano M. Brando, J. Dean perchè vedendo recitare Grasso e la Duse riteneva che la Duse era straordinaria ma Grasso era un’altra cosa. Addirittura un grande scrittore russo gli ha dedicato un suo racconto e qui invece se ne parla solo all’Università. Con i ragazzi abbiamo fatto una grandissima ricerca su di lui, abbiamo scoperto che il T. Macchiavelli di P.zza Università era suo e di suo padre quindi dovrebbe essere dedicato a lui , la sua casa ora è adibita a Bed and Breakfast e fino a 3-4 anni fa ci vivevano dei ragazzi extracomunitari.
Che progetti futuri teatrali e cinematografici hai ?
Come progetto teatrale è ancora in atto “Mille Rose”, abbiamo fatto il rodaggio estivo e ora c’è il tour invernale. Per quel che riguarda il cinema ci sono delle idee, forse anche qualche altra cosa con Paolo ma non subito.
Volevo soddisfare una mia curiosità, a che età hai cominciato a fare teatro?
Ho iniziato a 28 anni
E qual’è stato il tuo percorso artistico?
Molto semplice e banale . Era un periodo di depressione e una mia amica mi ha quasi costretto a fare un laboratorio teatrale con il T. di Ventura che era uno dei più importanti gruppi di ricerca teatrale italiani e dopo questo laboratorio mi hanno chiesto se volevo rimanere a lavorare con loro.
E questo T. di Ventura dov’è a Milano?
Treviglio, Bergamo. Poi sono andata a vivere in Emilia Romagna con loro e abbiamo organizzato per tantissimi anni il Festival Teatrale che è stato uno dei più importanti d’ Europa.

Il premio ricevuto a Malta da Lucia Sardo
E poi in Sicilia ci sei tornata per tua scelta o per amore?
Per mia scelta. Avevo il bambino piccolo ero venuta a fare un lavoro a Siracusa, c’era un sole splendido a dicembre e ho pensato di ritornare a vivere in Sicilia , soprattutto perchè volevo che mio figlio vivesse la sua infanzia qui ,come l’avevo vissuta io, fra i colori, i profumi, vicino al mare.