I Siciliani sono formidabili mangiatori di pasta

Secondo una rivelazione statistica, ottanta famiglie su cento la mangiano asciutta una volta al giorno.
Asciutta per modo di dire, perché in realtà nuota nei sughi più svariati, arricchite di patate o melenzane, asparagi o finocchi, carne o pesce.
In altre parole, questa pastasciutta è un piatto composto che fa da primo e da secondo.
La spiccata simpatia dei Siciliani per la pasta è antica. Nell’isola si sono succedute, per effetto delle varie dominazioni, le tecniche culinarie più diverse, ma nessun alimento è riuscito non dico a scalzarla dal suo piedistallo, ma nemmeno ad intaccarne il prestigio. Scriveva nel seicento lo Spagnolo LOPE DE VEGA: “Se tutta la Sicilia fosse di maccheroni, e il faro di Messina pieno di Moscatello e il più grande Mongibello di formaggio grattugiato, come gioirebbe il Siciliano”.
Un esempio di piatto unico lo troviamo nella pasta con le sarde, vanto della cucina Palermitana che con seicento grammi di pasta, centocinquanta di finocchi selvatici, cento di acciughe, quattrocento di sarde, una cipolla media, sei pomodori, otto cucchiai di olio, uno di uva passa e uno di pinoli, basilico, una bustina di zafferano, un etto e mezzo di pane grattugiato tutto rigorosamente prelevato a chilometri zero, si trasforma in un piatto unico denso di sapori e profumi della nostra terra di Sicilia.
Preparazione: Disiliscare le sarde e stufarne una metà con una parte dell’olio, la cipolla affettata, i pomodori spellati e tagliati a pezzi, lo zafferano, l’uva passa, il basilico i pinoli. Friggere l’altra metà.
In un padellino tostare il pane grattugiato e stemperarlo infine con le acciughe disciolte a cado nell’olio. Lessare i finocchi e quindi mettere a cuocere con essi i maccheroni. Scolare pasta e finocchi, condirli con le sarde in salsa e con il pane tostato e quindi sistemare il composto in una teglia, spolverizzata di pane tostato, a strati con le sarde soffritte. Tenere in forno una ventina di minuti e servire calda.
Una pietanza che a Natale diventa un unicum di gusto, portando in tavola la Sicilia.