La canzone “Sant’Allegria” di Ornella Vanoni: la vita umana tra contraddizioni, nostalgia e fragilità

Un’analisi del testo della canzone
“Sant’Allegria” è una canzone che esplora il rapporto con se stessi e con le emozioni, scoperchiando le contraddizioni dell’umano esistere e lasciando un retrogusto dolceamaro che si esplica in una “ celeste” nostalgia.
Il brano è una versione italiana di “Bem Leve” della cantante brasiliana Marisa Monte scritto da Fava, Antunes, Martinelli e dalla stessa Monte, ed è stato reso celebre dalla Vanoni nel suo album “Argilla” già nel 1997, con un’interpretazione che si fonde con il jazz.
Di Marisa Monte ricordiamo l’album “Verde Anil Amarelo Cor de Rosa e Carvão” (1994) o “Barulhinho Bom” (1996).
Il testo usa immagini naturali come legno, alberi (ciliegio, jacaranda) e il cadere delle parole per esplorare la bellezza e la precarietà della vita. Invita a vivere con leggerezza, accettando il cambiamento e trovando serenità ed equilibrio nell’attimo presente.
La canzone ha trovato nuova luce nel 2024, grazie a Iacopo Sani Melani, in arte Jack Sani, un dj e producer toscano che ha deciso di rielaborarlo in una nuova versione, arricchita da sonorità deep house con influenze Afro, avvalendosi della splendida voce di Mahmood.
Il brano è diventato virale sui social, in particolare su TikTok, con le nuove sonorità aderenti al mood estivo, anche se il testo è l’elegia di un amore che combusta il suo corso, di una incipiente fine, di una definitiva lontananza.
Il testo italiano
E sale e sale e risale più a fior di pelle
In cima a una montagna piena, piena di stelle
Scende e scende la sera, ma è così breve stasera
Nera, nera riviera, c’è chi spera e chi va
Una preghiera, due preghiere pregherò
Nel dubbio della sera
Un’altra frase, mezza frase aspetterò
Sperando chе sia vera
E sole, sole chе sale, rosso che brilla
In mezzo a un desiderio cade, cade una stella
Stella, stella che cade fra le cose e le strade
Questo è quello che accade per chi viene e chi va
Sant’allegria, sant’amore che vai via
Ascoltami stasera
Un’altra frase, mezza frase aspetterò
Sperando che sia vera
Ah, ah
Ah-ah, ah-ah
Ah, ah
E sale, sale e risale le fragilità’ombra d’un fiore
Sereno arcobaleno, dà dolore al dolore
Scende, scende la sera, ma è così breve stasera
Nera, nera riviera, c’è chi spera e chi va
Una preghiera, due preghiere pregherò
Nel dubbio della sera
Un’altra frase, mezza frase aspetterò
Sperando che sia vera
Sant’allegria, sant’amore che vai via
Ascoltami stasera
Un’altra frase, mezza frase aspetterò
Sperando che sia vera
Ah-ah
Sant’allegria è una canzone che canta l’amore, anche se passa in fretta, e la spasmodica ricerca dell’uomo di un equilibrio interiore, mescolando malinconia e speranza, in un percorso che celebra la bellezza del semplice e la ciclicità delle emozioni.
La ricerca di un senso, la fragilità dell’esistenza e la ciclicità di gioia e dolore sono gli altri temi dominanti. L’atmosfera sacrale e struggente si avvale di immagini che richiamano la natura e la preghiera in comunione con essa.
Il significato di Sant’allegria è un percorso interiore fatto di speranza, preghiera e attesa, come indicano le stelle cadenti, tanto celebrate nella poesia di Pascoli.
Si parla di un amore che langue, insieme alla spensieratezza e alle forti emozioni che ha creato, proprio come spesso accade con le prime cotte estive che bruciano in fretta ma lasciano
“il gusto del sale”.
Il significato di Sant’allegria si esprime anche nel contrasto tra chi rimane in attesa e chi va avanti, tra chi spera e chi agisce, lasciando trasparire una tensione tra potenza e potenza che si traduce in atto. Quant’è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
Chi vuole esser lieto, sia,
di doman non c’è certezza.
Così scriveva Lorenzo il Magnifico, facendo sua la morale oraziana del “tempus edax” cioè del tempo divoratore, con l’invito a cogliere l’attimo, nel celeberrimo “carpe diem”, il meno possibile fiduciosi nel domani.
Nella canzone figura lo scarto tra il desiderio di significato ontologico e l’incertezza del domani.
Ecco l’analisi delle principali figure retoriche presenti nel testo:
Anafora: consiste nella ripetizione di una parola o un gruppo di parole all’inizio di versi o frasi successive per enfatizzare un concetto e creare ritmo. Inoltre si utilizza la “duplicatio” per rimarcare il concetto
“sale e sale e risale”
“piena, piena di stelle”
“Scende e scende la sera”
“Nera, nera riviera”
“Una preghiera, due preghiere pregherò”
“Un’altra frase, mezza frase aspetterò”
“E sole, sole che sale”
“cade, cade una stella”
“Stella, stella che cade”
Parallelismo: consiste nell dea disposizione di elementi sintattici o concettuali simili in modo simmetrico.
“Sale e sale e risale” (verbi di movimento ascendente)
“Scende e scende la sera” (verbi di movimento discendente)
“c’è chi spera e chi va” (costruzione sintattica identica)
“per chi viene e chi va” (costruzione sintattica identica)
Antitesi / Contrasto: costituisce l’accostamento di concetti di significato opposto.
“Sale e risale” vs “Scende e scende”
“c’è chi spera e chi va” (speranza come stasi/attesa, andare come movimento/azione, e quindi scelta decisiva)
“per chi viene e chi va” (movimento opposto)
Chiasmo: la disposizione incrociata di termini o sintagmi.
Potrebbe essere identificato un chiasmo concettuale tra la prima e la terza riga:
“sale e sale e risale” (movimento ascendente).L’uso della ripetizione suggerisce un’emozione crescente, quasi un brivido fisico o un’eccitazione che si manifesta sulla pelle.
“Scende e scende la sera” (movimento discendente) come se subentrasse il disincanto.
Allitterazione: è presente attraverso la ripetizione di suoni consonantici o vocalici simili in parole vicine per creare un effetto ritmico o fonico.
“Sale e sale e risale” (suono della S)
“Scende e scende la sera, ma è così breve stasera” (suono della S)
“Nera, nera riviera” (suono della R e N)
“preghiere pregherò” (suono della P e R)
Metafora: indica un’espressione che trasferisce il significato di una parola a un’altra, basandosi su un rapporto di somiglianza implicito.
“A fior di pelle”: indica un’emozione o sensazione molto intensa, superficiale e immediata.
“montagna piena, piena di stelle”: immagine suggestiva che evoca un cielo notturno limpido e vasto, forse simbolo di speranza o di un sogno irraggiungibile.
“Nera, nera riviera”: un’immagine di oscurità, malinconia o tristezza dopo i balli e la gioia (la riviera solitamente è luogo di allegria).
Climax / Gradazione: consiste nella disposizione di termini o concetti in ordine di intensità crescente.
“Una preghiera, due preghiere pregherò” (crescendo numerico e di intensità nell’azione del pregare). Accusativo dell’oggetto interno e figura etimologica
Il testo evoca un’atmosfera malinconica e riflessiva, incentrata sui temi della ciclicità e dell’opposizione degli eventi (giorno/notte, salire/scendere, venire/andare) che indicano la vita umana e il continuo contrapporsi di emozioni alla ricerca di un punto fermo o di una speranza (la stella, la preghiera, la frase vera) in un mondo fugace.
“In cima a una montagna piena di stelle”: rappresenta il raggiungimento di un momento di massima intensità o di un ideale poetico e sognante, sempre un comunione con la madre natura, in un ascolto consolatorio e profondo, nella consapevolezza dei limiti umani.