L’occasione del Sicilia Express per ripensare ad un sistema di mobilità complessiva per l’Isola

Si chiama Sicilia Express. E’ l’iniziativa assunta dalla Regione Siciliana per favorire il raggiungimento dell’isola in rotaie durante la parentesi delle festività natalizie. In tal senso più di duemila biglietti sono stati venduti già nei primi trenta minuti, con gli ultimi posti disponibili per il viaggio di andata del 27 dicembre e il ritorno del 10 gennaio.
I ticket per il treno del 20 dicembre, dalle regione del Nord diretti in Sicilia, sono andati esauriti in meno di mezz’ora, mentre quelli per il collegamento di ritorno del 5 gennaio sono stati venduti in appena trenta minuti. Anche gli altri due treni programmati, il 27 dicembre e il 10 gennaio, hanno fatto registrare numeri molto significativi: a tre ore dall’apertura delle prenotazioni il tasso di riempimento aveva già raggiunto percentuali elevatissime.
In una questa cornice, il Sicilia Express diviene l’occasione per ripensare ad un sistema di mobilità complessiva che, nel Mezzogiorno, e più in particolare nelle isole caratterizzate dal tema dell’insularità, resta agganciato a infrastrutture obsolete e talora fatiscenti, come se vi fosse una certa predilezione per il mantenimento del vintage e un ostracismo perenne verso l’innovazione.
Nondimeno, al di là delle battute, il Sicilia Express è una misura destinata a consentire il rientro in Sicilia, soprattutto nei periodi di forte richiesta legati alle festività, di tanti siciliani che lavorano o studiano fuori dall’Isola, mettendo a disposizione un’opzione di viaggio economicamente a portata di mano e sostenibile.
“Il successo del Sicilia Express – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò – dimostra che come governo regionale abbiamo risposto a un’esigenza concreta di mobilità. Ribadiamo, però, che non si tratta di un’alternativa alle misure contro il caro-voli, che per altro sono state già prorogate fino al 28 febbraio 2026”.
Pur essendo un’iniziativa lodevole in virtù degli scopi sottesi a mitigare gli effetti dei costi spropositati che insistono su migliaia di siciliani “emigrati” in altre aree del Paese, si tratta comunque di rimedio una tantum che, con ogni probabilità, non consentirà di soddisfare l’intero fabbisogno di un bacino di utenza ben più ampio. Pertanto, salutare con favore la misura è cosa giusta, ripiegare sui trionfalismi assolutamente no a causa della permanente e sistemica difficoltà che attanaglia la mobilità in Sicilia.
Non mancano, infatti, posizioni critiche: secondo una delle principali associazioni di categoria a tutela dei consumatori, il Codacons, si ritiene inaccettabile che migliaia di siciliani fuori sede debbano ammassarsi su convogli ferroviari e affrontare viaggi lunghi una giornata intera per rientrare in Sicilia. Raccontare questo scenario come un successo istituzionale significa, secondo l’associazione, “normalizzare il disagio, comprimere diritti essenziali e disattendere le aspettative di cittadini, studenti e lavoratori”.
Sempre a parere dell’associazione posta a tutela di interessi collettivi, “il Sicilia Express è il simbolo di una Sicilia che non riesce a cambiare, che rinuncia a garantire il diritto alla mobilità e che subisce un mercato dei trasporti fuori controllo, con tariffe aeree spesso proibitive”.
E allora come spesso accade in situazioni di tale tenore, emergono visioni contrastanti in cui la ricerca di un equilibrio e la volontà di individuare soluzioni concrete rimane la bussola a cui orientare lo sguardo. Il Sicilia Express è un intervento che non può essere demonizzato, poiché ricollega la presenza di un’opportunità ulteriore e parallela rispetto a quelle di norma esistenti – non esenti da criticità specie in relazione ai costi elevatissimi – ma considerarlo alla stregua di un successo probabilmente è un po’ troppo, non rappresentando il valore di una misura strutturale destinata ad accelerare una quantum sulle gravi difficoltà di spostamento dei cittadini meridionali per il rientro ai luoghi nativi.
La continuità territoriale non può essere ridotta a un evento straordinario né raccontata con slogan celebrativi. Servono politiche serie, strutturali e durature, capaci di garantire collegamenti dignitosi, tempi di viaggio ragionevoli e tariffe accessibili. Ciò vale a significare: accelerare la spesa pubblica mettendo a terra i diversi finanziamenti concepiti per tali finalità, a partire da quelli previsti in ambito europeo nell’ambito della programmazione economica; snellire la burocrazia per avviare rapidamente i cantieri e godere di una visione politica che punti al superamento del binario unico di origine borbonica, al ripristino delle principali arterie di collegamento in territorio isolano (si pensi, ad esempio, alle autostrade A18 o A19) e all’apertura di quelle nuove attese da molti anni come la Siracusa Gela od ancora la Catania Ragusa, senza omettere di considerare numerosi altri aspetti parimenti significativi in ordine al sistema di mobilità che negativamente insistono su milioni di siciliani che, quotidianamente, si spostano da un luogo all’altro, spesso con viaggi della speranza interminabili.
Pertanto, il Sicilia Express rappresenta l’occasione per mettere al centro del dibattito il tema della viabilità in un’ottica complessiva, con l’obiettivo di sfruttare lo slancio positivo che scaturisce da dette iniziative per poterle mutuare estendendone gli effetti positivi in chiave ordinaria con strategie, investimenti e soluzioni, invero non più procrastinabili, per un Paese che si riconosce civile.