Lettera aperta a Salvatore Resca

Caro Salvatore, ci siamo conosciuti 40 anni fa, e numerosi sono stati i momenti di incontro e confronto personali.
Molto spesso abbiamo concordato, solo poche volte su questioni particolari abbiamo avuto valutazioni diverse.
Ma sempre accomunati dagli stessi valori e dallo stesso progetto: liberare Catania dalla mafia, dalla cattiva politica e restituire dignità ai suoi abitanti.
Oggi sono stato al Tuo funerale e mi sono intimamente commosso.
In tanti Ti hanno ricordato, anche sui c.d. social.
Hanno parlato del Tuo importante impegno come sacerdote e come cittadino, in una determinata stagione, per questa città.
Ho poco da aggiungere, e non intendo cadere nella retorica.
Ma prima di salutarci desidero esprimere due brevi considerazioni.
Catania, come certamente sai, non si è
ancora liberata né dalla mafia né dalla cattiva politica.
Anzi, la mafia si è articolata in varie forme, penetrando in settori delle istituzioni, della società civile, della politica, dell’economia: si è fatta “sistema”.
Tale “sistema” va contrastato senza sosta, e ciascun cittadino onesto deve fare la propria parte.
Pertanto l’esperienza di CITTÀINSIEME deve continuare con rinnovato impulso, perché questo è il modo migliore di ricordarTi.
Auspico che nei prossimi giorni tutti assieme si faccia una riflessione che consenta di ripartire
con assoluta determinazione.
Ti prometto che io ci sarò.
Ti abbraccio spiritualmente