Si è svolto il Premio Maria Grazia Cutuli: Maria Gianniti, giornalista Rai “Il nostro lavoro è una sfida continua e quotidiana”

Si è svolto a Santa Venerina il Premio Maria Grazia Cutuli, giunto alla XXI Edizione, con la cerimonia di premiazione dei giornalisti al Cineteatro Eliseo. Quest’anno sono insigniti del riconoscimento per la Sezione Stampa Estera Jeremy Scahill, giornalista indipendente cofondatore DropSite News e The Intercep, per la Sezione Stampa Nazionale Maria Gianniti, corrispondente Rai a Gerusalemme e per la Sezione giornalista siciliano emergente Luisa Santangelo, redattrice quotidiano “La Sicilia”.

Jeremy Scahill sul palco con Daiana Paoli
Ha condotto l’evento Daiana Paoli, capo redattore del Tg1, mentre il coordinamento è stato ancora una volta curato da Francesco Faranda, già segretario di redazione del Corriere della Sera. Il sindaco di Santa Venerina Santo Raciti ha confermato l’impegno dell’Amministrazione Comunale per le prossime edizioni dell’importante manifestazione poiché Maria Grazia Cutuli resta viva nel ricordo di tutti.

Daiana Paoli e Santo Raciti
Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Sicilia Concetto Mannisi ha ribadito l’adesione del giornalismo siciliano a tale evento di grande rilievo che si inquadra nell’ambito delle numerose iniziative promosse dall’Odg in ricordo dei giornalisti morti nell’adempimento del loro lavoro e nella ricerca della verità.

Luisa Santangelo, Concetto Mannisi e Daiana Paoli
Dopo la consegna dei riconoscimenti ha avuto luogo un confronto sui temi di grande attualità dell’informazione con particolare riferimento al ruolo degli inviati e corrispondenti della stampa estera soprattutto nello scenario della guerra di Gaza e si è discusso diffusamente sulle prospettive della pace alla luce della situazione attuale. Hanno preso parte al dibattito oltre i tre giornalisti premiati anche l’ex ministro Enzo Bianco e la docente universitaria Sara Gentile.

Immagine del dibattito finale
Alla fine della manifestazione abbiamo posto qualche domanda alla corrispondente Rai Maria Gianniti.
Cosa significa questo premio soprattutto per te che vivi da corrispondente e inviata all’estero?
Per me è il riconoscimento del nostro lavoro giornalistico. Non ho avuto la fortuna di conoscere Maria Grazia ,la quale era sul campo per cercare di raccontare un contesto indubbiamente molto difficile che in quel momento era la “storia dell’anno”, come abbiamo ascoltato stasera e, purtroppo, ci ha rimesso la vita. Noi corrispondenti e inviati dobbiamo andare su quei fronti di conflitto ma c’è sempre una grande difficoltà ad essere in grado di raccontare quei contesti drammatici e di spiegarlo al pubblico. Non sempre tutto ciò è possibile, non sempre abbiamo accesso ai luoghi che vogliamo raccontare. Mi sento onorata per questo premio ricevuto e penso che il nostro lavoro è una sfida continua e quotidiana. Però oggi per me è interessante e bello vedere a distanza di tanti anni da quando è morta Maria Grazia nel 2001, ci sia ancora tanto interesse per ricordare la sua figura e tenere viva la memoria di questa coraggiosa collega aiuta anche noi nel nostro lavoro.

Sabina Cutuli, Daiana Paoli e Maria Gianniti
Hai iniziato a Radio Rai…
Si ,sono entrata con un concorso nel 1996 iniziando a lavorare in radio e per 19 anni sono stata una radiofonica. Da inviata , ho potuto girare molto, sono andata ovunque e la mia formazione giornalistica è stata indubbiamente la radio . Da quattro anni sono corrispondente da Gerusalemme per la televisione….
C’è una grande differenza lavorare in radio e comparire in video…
Sono due mondi completamente diversi. E anche nel raccogliere le storie perché la telecamera crea molta soggezione, cosa che invece magari il microfono di una radio non fa, e, quindi, forse anche più facile.

Maria Gianniti, Miranda Grasso e Rosario Sorace
Continuerai a fare l’inviata oppure aspiri ad altro…?
Per ora sono corrispondente e, quindi, faccio prevalentemente televisione ma anche radio. Infatti prima non mi conosceva nessuno, era molto bella questa cosa (sorride divertita n.d.r.) , poi quando sono andata in video mi conosce un po’ più di gente, però va bene così.