Al Belpasso Film Festival assegnato Premio alla carriera ad Andrea Roncato

Dal 20 al 22 Novembre il Teatro Nino martoglio di Belpasso ospita la II Edizione del Belpasso Film Festival . Evento che vede come ideatore e Direttore Artistico Massimo Condorelli,esperto eventi del Comune, con l’organizzazione e il supporto organizzativo e tecnico curato da VideoBank di Lino Chiechio e Maria Guardia Pappalardo. La kermesse che quest’anno ha come tema : – La Sicilia raccontata nei film- Dove il cinema incontra la Passione! Un’importante vetrina per la promozione dell’arte cinematografica sull’isola-, avrà come madrina l’icona sexy del cinema italiano degli anni 70 Barbara Bouchet. Sabato 22, il Teatro Martoglio, vedrà calcare le tavole del suo palcoscenico da importantissimi nomi che hanno fatto la storia del nostro cinema presentati dal giornalista Salvo La Rosa. Tra Questi Andrea Roncato che riceverà il Premio alla carriera insieme alla Buchet e a Tuccio musumeci. Roncato ha avuto la gentilezza di concedermi una bellissima intervista telefonica che vi propongo.
Lei sabato 22 sarà presente al Belpasso Film Festival è la prima volta che viene a Belpasso e in Sicilia?
A Belpasso si, in Sicilia no, consco bene la Sicilia, ho fatto il militare a Siracusa, sono stato a recitare al Biondo di Palermo, a Segesta, a Tindari alla stessa Siracusa.
E con l’ideatore e direttore artistico del Belpasso Film Festival Massimo Condorelli vi conoscete?
Si, lo conosco e quindi mi ha invitato a questo Festival molto importante che mira a promuovere la creatività e la passione per il cinema raccontando la Sicilia nei film. Per me è anche un’occasione per fare un salto in questa vostra splendida isola che fa sempre piacere.
Lei oltre a fare l’attore e il doppiatore insegna anche teatro –
Si, nel mio lavoro si fa di tutto. Io ho fatto il conduttore Tv, ho fatto 65 film , 250 episodi di fiction. Gli ultimi 8 film li ho fatti quest’anno. Un mese fa è andata in onda su RAI 1 “ La ricetta per la Felicità”, con la Capotondi e la regia di Campiotti, poi non so quando la RAI la metterà in onda ma ci sarà un’altra serie a cui ho partecipato sulla vita di Guareschi con Giuseppe Zeno, ci sono anche 3 film in uscita, uno molto importante che è andato al Festival di Roma e andrà a quello di Berlino che s’intitola “ Il Principe della follia” realizzato dal Teatro Patologico che ha un tema pesante ma molto importante.
E di cosa si tratta?
E’ la storia di un tassista che vive solo con un vecchio taxi, ormai ha solo rapporti con persone che lavorano di notte in locali di travestiti o prostitute, insieme a loro viene a sapere di una famiglia che maltratta un ragazzo down, alla fine lo salveranno e lui si ritroverà con questo ragazzo e rivedrà un po tutta la sua vita. E’ un argomento pesante che va dalla mamma che ha partorito un figlio con grossi problemi fisici a questo ragazzo che è stato interpretato da un attore bravissimo che tra l’altro soffre di Parkinson è un argomento che è stato trattato in maniera cinematografica ma in un modo molto vero e soprattutto è un film che potrà essere distribuito in tutto il mondo perchè quest’argomento è universale e inoltre il teatro Patologico è molto conosciuto a livello mondiale infatti ora è in America a fare questa serie di serate con questi ragazzi che hanno gravi problemi di salute e che però tramite il teatro riescono ad esprimersi.
Uno dei temi trattati nella “ ricetta per la felicità” è la sorellanza fra le protagoniste-
Si.Io sono molto contento di aver fatto questo progetto perchè ho recitato con attrici bravissime come la Capotondi, la Mascino, la Fabrizzi e con un regista Campiotti che ha fatto delle opere soprattutto televisive molto importanti e poi perchè è un argomento un pò diverso dai soliti. Ultimamente stiamo vedendo fiction dove gli eroi sono dei delinquenti, non faccio titoli perchè non voglio denigrare nessuno, oppure film sulla mafia, la camorra, sulla violenza di genere e sulle donne, sul bullismo verso i bambini, film sulla violenza sugli animali tutti argomenti negativi che purtroppo basta che senti la tv se ne parla dalla mattina alla sera. Sarebbe bello dare anche un messaggio di speranza e nella “ ricetta della felicità” le donne sono le protagoniste della vita, come dicevi tu si mette in risalto la sorellanza fra di loro, sono rispettate, ci sono valori di cui non si parla più. I valori negativi sono così tanti che è più facile fare un film sottolineando loro. E’ bene dare anche messaggi positivi , del bullismo ormai se ne parla dalla mattina alla sera ma non tutti i ragazzi vanno in giro a bullizzare gli altri, sarebbe bello fare qualche film anche sui ragazzi che sono contro il bullismo o contro la violenza sulle donne.Ormai ci sono guerre in tutto il mondo, ci sono bambini che muoiono, non solo a Gaza ma daperttutto, ci sono religioni che approvano la violenza sulle donne, viviamo un periodo storico molto confuso dove qualsiasi cosa va bene e qualsiasi cosa è sbagliata quindi fare anche qualche film che dia un pò di speranza secondo me ci vorrebbe.
Nella “Ricetta per la felicità” il suo personaggio ,Giovà, è molto poetico, è un nonno un pò triste e un pò allegro-
Si perchè ha fatto le sue cazzate nella vita. C’è una frase che dice la Fabrizi quando Giovà le mostra la sua discoteca :” sono vecchia purtroppo mi dimentico le cose” e lui gli risponde : “ si, è brutto invecchiare però siamo ancora qui a ballare ed è una cosa importante che siamo ancora qui a ballare quindi dobbiamo ancora cercare di tirare avanti e di vivere questa vita” tutto questo è realistico e poetico nello stesso tempo.
E questo come dicevamo prima è un messaggio di speranza-
Si, non dobbiamo perdere mai la speranza. Prima ti ho parlato di questo film realizzato con il Teatro Patologico, alla fine c’è un’ immagine dove il tassista spinge il dondolo con questo ragazzo down, quest’immagine rappresenta la speranza, se perdiamo anche quella è finita.
Lei fa anche molte campagne contro il maltrattamento degli animali-
Si, mi batto contro il loro maltrattamento, la vivisezione, il loro abbandono, ma mi batto anche per i bambini. Spesso mi dicono : “ Tu parli degli animali, però i bambini muoiono”, ma non è che se uno ama gli animali non ama i bambini , si possono amare gli animali, soffrire per le angherie che gli fanno, ma soffrire anche per quelle che fanno ai bambini e non solo, ai vecchi, alle persone deboli, alle donne a tutto, non è che uno soffre per un problema e per gli altri no, o uno si dà da fare per una certa categoria e non lo fa per le altre. Anche perchè io lo dico sempre ,noi adoriamo un Dio e non vediamo, però lo adoriamo, e dopo roviniamo gli alberi , sfruttiamo gli animali, ammazziamo i bambini, violentiamo le donne, facciamo dei danni a tutto quello che c’è intorno non sapendo che tutto quello che c’è intorno non è altro che quel Dio che noi adoriamo.
A proposito di bambini lei è Ambasciatore nel mondo per la difesa dei bambini disabili-
Si, infatti come ti dicevo mi interesso anche dei bambini.
Anche sua moglie so che si occupa della difesa degli animali-
Si, ha un’Associazione che si chiama M.A.S.E.S (movimento antisperimentazione sugli esseri senzienti) , e anche lei si dà da fare con l’aiuto di altri volontari per difendere e far rispettare le leggi contro la vivisezione e il maltrattamento , questo è un impegno che ci unisce molto. Nel mondo vengono fatte tante angherie alla natura, agli animali con gli allevamenti intensivi , su di loro fanno esperimenti che molte volte non servono a niente ma intanto li torturano. Ci sono mille cose che non vanno in questo mondo e purtroppo noi non lo possiamo cambiare, però almeno ne possiamo parlare sperando che un giorno i giovani possano cambiarlo, anche se noi non gli diamo dei messaggi giusti perchè se continuiamo a fare fiction che parlano di violenza, poi non ci possiamo lamentare se i ragazzi vanno a scuola con il coltello in tasca perchè in fondo glielo abbiamo insegnato noi.
Ha partecipato anche a “Ballando con le stelle”-
Si, io ho cominciato negli anni 80 a fare “Premiatissima” con Dorelli, la Muti e Miguel Bosè, poi ho condotto “ Grand Hotel”, poi “ Festival”, “Risatissima”, “ Sabato al Circo”, “ Luna di miele”, poi ho fatto “ Bellezze al bagno”, per 3 anni ho fatto” Domenica In” con la Venier fino ad arrivare a “ Ballando con le stelle” e alle mille ospitate nelle varie trasmissioni. Negli anni 80 ho fatto anche tantissimi film comici di successo . Adesso dal 2000 in poi ho lavorato con Muccino, P. Avati, P. Virzì, cominciando a fare anche parti impegnate perchè volevo evolvermi. Quando fai il comico non sei un attore perchè il comico al cinema interpreta sè stesso. Quando facevo i film insieme a Giggi erano : “ Giggi e Andrea al mare” , “ Giggi e Andrea in Montagna”e così via, ma se vuoi fare l’attore devi fare personaggi comici e drammatici. Negli anni 80 avevo 30 anni e mi facevano sempre fare il conquistatore romagnolo pieno di ragazze, ma se lo facessi adesso che ne ho 70 sarei patetico quindi devi anche cambiare personaggio in base alla tua età, come hai detto tu nella “Ricetta per la felicità” infatti ho fatto il padre e il nonno non l’amante. Per questo il nostro lavoro non finisce mai, quando dicono :” Largo ai giovani”, sono d’accordo io sono uno che fa di tutto per i giovani, però i film rappresentano la vita e nella vita ci sono i giovani, i meno giovani, i grandi, gli anziani, c’è spazio per tutti, bisogna solo adeguare la parte che interpreti alla tua età.
Ha avuto difficoltà a passare anche alle parti drammatiche? Perchè in Italia di solito si tende ad incasellare gli attori in determinati ruoli e non sempre si ci riesce a farne anche altri di genere diverso.
E’ vero, io ho dovuto fermarmi un attimo per far capire che potevo recitare anche in ruoli drammatici perchè per far ridere bisogna sapere come si fa a far piangere.Per far ridere bisogna avere una sensibilità maggiore in modo da cogliere i lati comici della vita, ma proprio questa maggiore sensibilità ne fa cogliere anche quelli drammatici ed è molto più facile che un attore comico possa fare bene parti drammatiche che viceversa. E poi nel nostro lavoro è fondamentale studiare. Quando dicono “ sono bello, posso fare l’attore”, sono d’accordo, ma devi anche sapere recitare, essere un pò colto, imparare le lingue, imparare a cantare perchè il cantare ti aiuta a prendere bene i fiati, a respirare bene, a parlare col diaframma e non con la gola, si dovrebbero imparare mille cose perchè in un film ti possono chiedere di andare a cavallo e lo devi sapere fare, di andare in moto, e adesso che ci sono le piattaforme possono chiederti di fare un film parlando in Inglese o Francese. Io ad esempio ho girato a Parigi una serie dal titolo : “ La Mitomane”, 2 stagioni da 6 film ognuna, che è su Netflix e l’ho dovuta girare in Francese. Sotto questo punto di vista io sono arrivato preparato perchè sono Laureato in Legge, diplomato in Pianoforte, ha fatto 10 anni din gavetta con S. Mondaini e poi ho cominciato a fare l’attore, per andare avanti bisogna che impari sempre più cose sul lavoro che fai così come in tutti i mestieri.
Tornando alle trasmissioni TV, nel periodo di P. Baudo a Mediaset lei ha fatto “ Festival” con lui-
Si, c’erano anche B. Nielsen e L. Cuccarini, Baudo conduceva e Zuzzurro e Gaspare io e Giggi eravamo i comici.

Che ricordo ha del nostro Pippo Baudo?
La nostra Agenzia Teatrale di allora era composta da pezzi forti c’eravamo io e Giggi, P. Baudo, L. Cuccarini, P. Chiambretti, B. Grillo, Zuzzurro e Gaspare. P. Baudo per noi era un amico, con lui e la Mondaini io e Giggi abbiamo fatto anni di tournèe insieme. Pippo dormiva nel lettone insieme a noi e quando veniva a Bologna dormiva a casa di Giggi. C’era un rapporto di grande fratellanza, anche quando facevamo un film andavamo da lui a farci dare dei consigli, a lui piaceva fare il papà grande che ci consigliava e in genere i suoi consigli erano sempre molto azzeccati. Quando parlo di Pippo mi ricordo sempre quando veniva a casa nostra a fare il bagno nella mia vasca. Come ricordo come con S. Mondaini ridevamo e cantavamo in macchina nei viaggi per andare a lavorare, o come Sandra , che dormiva in un’altra stanza, quando pioveva e c’erano i tuoni ci diceva :” Beh! Vengo a dormire con voi nel lettone grande”, trattandoci da figli. Di Baudo e della Mondaini noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerne il lato umano oltre che quello professionale, io li vedo come dei familiari.
Mettendo a confronto la vostra comicità con quella di oggi, quella di oggi vi piace?
Non è che non mi piace, ci sono dei bravissimi comici guarda Zalone. Io però sono dell’epoca di Cochi e Renato, la Smorfia, di questi comici immensi. I comici di oggi purtroppo dicono battute trite e ritrite e poi noi facevamo delle gag con delle vere e proprie storie con un inizio, uno svolgimento e una fine, adesso molto spesso urlano, fanno versi da fuori di testa, mettono i capelli gialli, un pantalone si e uno no ma se io prendo una persona qualsiasi e la vesto da Topolino, fa ridere, ma non è comico, è ridicolo, c’è una differenza tra l’essere comico e l’essere ridicolo e spesso la comicità di oggi rasenta il ridicolo.
Qual’è un regista cinematografico o teatrale con il quale ancora non ha lavorato e ci terrebbe a farlo?
BeH! Devo dirti che ultimamente sto lavorando con i più bravi, ho fatto vari film con Avati e lavorare male con Avati vuol dire che devi smettere di fare questo lavoro perchè Pupi anche se hai una sola cosa bella dentro riesce a tirartela fuori, ho lavorato con Muccino in “ Ricordati di me”, ho lavorato con Campiotti che ha fatto da “ Braccialetti rossi” a “Una sposa”e secondo me è un regista eccezionale, negli anni 80 ho lavorato con S. Martino, con N. Parenti, registi di film comici che andavano per la maggiore. Poi chiaramente non ho mai fatto un film co F. Fellini, ero troppo giovane, e mi sarebbe tanto piaciuto, o con E. Scola purtroppo quando sono arrivato io questi registi non c’erano più. Con quelli bravi di adesso già ti ho fatto alcuni nomi con i quali ho già lavorato, poi ce ne sono altri bravi ma sono contento di quello che ho avuto.
Quindi dovesse fare un bilancio della sua carriera fatta finora sarebbe positivo-
Si
Si dice che nella vita i comici sono malinconici èvero o è una diceria?
No, sono tutte cavolate, i comici sono persone normali, quindi quando c’è da ridere ridono e quando c’è da piangere piangono, se io passo una serata con te al ristorante e ci divertiamo mi piace ridere e scherzare, se poi tiri fuori il mio cagnolino che mi è morto un mese fa mi viene da piangere, l’importante è farlo sempre nel momento giusto. Ci sono persone che ridono sempre e allora non sei un comico sei un poveraccio che ha problemi di cervello, essere allegri non vuol dire essere allegri sempre e comunque bisogna esserlo quando serve cosi come essere tristi perchè la vita è così c’è la cosa che ti fa piangere e quella che ti fa ridere l’importante è che non sia mai forzata. Anche nel lavoro è così, se al cinema devo fare una parte dove piango non è che faccio finta di piangere, rivivo una parte della mia vita che mi ha fatto piangere e piango, adatto la mia vita al personaggio che devo interpretare in modo che sia sempre vero e non forzato, così la mia risata e il mio pianto saranno veri. Al teatro avendo il pubblico distante è diverso , lì puoi far finta di ridere o di piangere invece la cinepresa ce l’hai a 10 cm dagli occhi quindi lo vede se sei vero o falso.

Ma con Giggi ogni tanto lavorate ancora insieme?
Si, con Giggi c’è un rapporto più che di amicizia di parentela perchèci conosciamo da quando eravamo bambini. Giggi è meno portato per il cinema serio, lui è un ottimo comico, un’ottima spalla, a lui piace fare questo e poi non ha la malattia del lavoro come me. Lui è Laureato in Pedagogia, poteva fare qualsiasi lavoro, poi ha incontrato me e insieme abbiamo iniziato a cantare in un gruppo musicale e poi abbiamo provato a fare cabaret ed è andata bene, però per lui non è indispensabile fare questo lavoro. Per me invece si, come ti ho detto prima ho fatto 8 film e ne ho ancora in programma da fare anche pwer quest’altranno perchè il mio lavoro è la mia vita, io amo stare a casa con mia moglie i miei animali e il mio lavoro, invecev Giggi può farne benissimo a meno.A lui piace stare a Mare, vive a Marbella, gli piace correre tutti i giorni si fa 20 km di corsa, fa anche gare di corsa alla maratona di New York, di Las Vegas, di Barcellona, di Sydney perchè giustamente si diverte così ha i suoi soldini da parte e se lo può permettere. Però se io lo chiamo, lui viene felicemente a fare una serata in piazza con me.
Ma per lei qual’è la ricetta per la felicità?
Per me la ricetta per la felicità è la normalità. Ci sono 2 cose che ti rendono infelice al mondo . La mancanza di rispetto e l’invidia. Io amo talmente questo lavoro , che amo tutti quelli che lo fanno, se vedo un collega che fa una cosa bella in Tv io sono quello che gli invia un messaggio alle 3 di notte tutto gasato, contentissimo per la bella cosa che ha fatto. Se vivi invidiando vivi male non vivi felice, la stessa cosa è per la mancanza di rispetto , la gente va rispettata anche se la pensa diversamente da te.C’è la frase famosa che dice :” io non la penso come te, combatterò la tua idea, ma son disposto a morire perchè tu la tua idea la possa dire sempre”.
Qual è il suo impegno più prossimo?
Può darsi che facciamo il seguito della “Ricetta per la Felicità” perchè ha lasciato molte cose in sospeso, poi dovrei fare un’altra serie TV sempre con Campiotti però non sappiamo ancora la data intanto adesso aspetto che escano questi altri film, anche perchè l’anno scorso non ho mai smesso di lavorare e adesso vorrei passare il Natale tranquillo a casa, ogni tanto ci vuole un pò di riposo. E poi devo dirti che io sto benissimo a casa mia , abito a 10 minuti dal centro di Roma un pò fuori città e dove abito ci sono solo alberi e prati e io ho bisogno di avere l’erba davanti casa mia e qualche albero dove poterci stare sotto quando piove o quando c’è il sole. Mi piace molto la vita tranquilla, stare a casa con mia moglie, i miei animali e uscire la sera insieme agli amici, non necessariamente amici che sono star del varietà ma amici che fanno lavori “normali”, comuni, anche perchè se vuoi diventare grande io dico sempre , frequenta le persone normali, sono loro che ti fanno diventare grande, le persone grandi ti fanno diventare meno che normale.

E per finire dato che la conosce bene, quali sono i momenti più belli passati in Sicilia?
Io ad esempio ho di Tindari un ricordo stupendo, ora sono in ufficio e ho davanti proprio il Manifesto dell’Alcesti di Euripide fatto con Fiorella Rubino in questo teatro meraviglioso con la traduzione della Iursenau quindi portato ai nostri tempi, modernizzato con gli effetti di adesso , mi ricrdo che piacque moltissimo. Ho recitato anche al Massimo di Palermo con la commedia di Mayer , poi sai, io mi trovo molto bene in Sicilia perchè ho vari amici e poi si mangia bene, la cucina siciliana mi piace molto. F. T. : ma anche la romana non scherza. A. R. : Io sono bolognese sulla romana direi che mi piacciono molto i primi piatti, anche se devo dirti che in Italia si mangia bene daoerttutto. Da buon bolognese mi piacciono anche alcuni piatti della mia città, però vado più verso la cucina siciliana e napoletana. F. T. : Io la cucina bolognese l’adoro, sono stata in varie città dell’Emilia Romagna e sono ingrassata 7 KG in pochissimi giorni. A. R. : Si, il difetto dell’andare in Emilia Romagna è che poi bisogna stare più di un mese per perdere i chili chec sin sono presi.