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“Memorabilia – Una Storia di Famiglia”: Il Docufilm sulla memoria storica d’impresa presentato a Catania

“Memorabilia – Una Storia di Famiglia”: Il Docufilm sulla memoria storica d’impresa che ha emozionato le nuove generazioni del Catania Film Fest.

Il docufilm sul Capitalismo Etico e sul teatro come collante identitario ha suscitato un vivo interesse, in particolare tra i giovani spettatori del Catania Film Fest.
La proiezione di “Memorabilia – Una Storia di Famiglia” (Titolo Internazionale: “Memorabilia – A Family History”), il nuovo lavoro di Giovanni E. Morassutti, si è rivelata un notevole successo al Catania Film Fest. La sala, gremita, ha ospitato un pubblico attento e reattivo, trasformando il debutto in un evento di profonda riflessione su memoria collettiva, etica d’impresa e arte.

Il regista e attore Giovanni E. Morassutti durante l’incontro con il pubblico del Catania Film Fest
L’opera, della durata di 69 minuti, celebra l’esempio virtuoso del “capitalismo etico” incarnato dalla Paolo Morassutti. Questa storica azienda, leader nel commercio di ferramenta e casalinghi sin dal ‘700, raggiunse l’apice durante il Boom economico, diventando un modello d’avanguardia con un welfare aziendale esteso, oltre duemila dipendenti e quaranta punti vendita in quasi tutta Italia.
“Memorabilia” non tralascia, tuttavia, il lato oscuro della vicenda: la “finanza tossica” di Michele Sindona. Il docufilm descrive come le attività finanziarie fraudolente abbiano causato la dissoluzione dell’azienda, che negli anni ’80 fu inglobata all’interno della Rinascente.
Il regista, attore e voce narrante, Giovanni E. Morassutti – discendente della famiglia e formatosi all’estero con maestri del calibro di John Strasberg dell’Actors Studio – unisce la sua esperienza artistica internazionale alla storia intima della sua famiglia. La sua sensibilità nel racconto ha avuto un forte impatto sugli spettatori.


Il fulcro emotivo che ha coinvolto maggiormente il pubblico, in particolare i giovani, è l’attenzione posta sulla compagnia teatrale aziendale, oggi testimoniata dalla sopravvivenza del gruppo “Arlecchino Morassutti”. Morassutti utilizza questa eredità per celebrare il valore del teatro come potente strumento di coesione sociale e identitaria.
L’entusiasmo e la carica emotiva percepita in sala sono stati evidenti, come testimoniato dalle numerose domande poste al regista a conclusione della proiezione. Il pubblico giovane ha manifestato un profondo interesse, utilizzando il docufilm come spunto per riflettere su tematiche attuali come cosa significhi davvero ‘fare impresa’ con etica in un contesto economico complesso come quello di oggi e su come l’arte sia in grado di creare legami profondi e duraturi che resistono al tempo.

Si tratta di un docufilm sulla storica azienda italiana, Paolo Morassutti (attiva nel commercio di ferramenta e casalinghi fin dal Settecento e che negli anni sessanta si affermò come azienda leader nel settore ale amatoriale interna, la compagnia stabile Paolo Morassutti, creata negli anni Sessanta e attiva ancora oggi come espressione di un innovativo welfare aziendale filantropico. Il film documentario autobiografico, diretto da Giovanni E. Morassutti, discendente della famiglia, esplora le radici della famiglia del regista intrecciando i suoi ricordi di gioventù durante gli anni della sua formazione all’Actors Studio di New York con quelli degli ex dipendenti ed attori della compagnia. Il film traccia un filo conduttore tra la sua carriera artistica e questa tradizione teatrale unica nata in seno all’impresa familiare, vedendola come un’espressione compiuta dello spirito aziendale e umano della sua famiglia.
“Da ragazzo mi sono sempre sentito diverso dalla mia famiglia che ho sempre pensato orientata solo al profitto. Non riuscivo a trovare nessun continuum tra la mia vita da attore e le mie radici imprenditoriali, ma scoprire questa storia, a mio avviso straordinaria, mi ha fatto rivalutare l’etica della mia famiglia. Il mio bisnonno Federico fu un benefattore per la costruzione di un asilo per i bambini di San Vito al Tagliamento, il paese dove alla fine del Settecento nacque l’azienda familiare. Mio nonno ricostruì a sue spese la chiesa del santuario di Padre Leopoldo a Padova dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale e il sostegno che i miei antenati diedero a questo gruppo di dipendenti per realizzare il loro sogno di essere attori mi ha fatto sentire orgoglioso di far parte della mia famiglia”, ha dichiarato il regista Giovanni E. Morassutti.

“Memorabilia” si apre con il regista-attore in cerca dei suoi ricordi di giovinezza in un luna park, mentre in sottofondo risuona una poesia dialettale incisa su un 33 giri prodotto dalla storica azienda Morassutti negli anni ’60.
La narrazione in prima persona del regista ci guida attraverso la sua storia personale: la sua scelta di partire per New York alla fine degli anni ’90, il suo scambio epistolare con il prozio Paolo, che lo sostenne con una lettera d’incoraggiamento e un travel check per le prime spese.
Attraverso rare immagini d’archivio di New York, audio su bobine, documenti storici e interviste esclusive agli ex dipendenti, il film torna in Italia per svelare l’incredibile storia della ditta Morassutti. Si scopre come l’azienda abbia creato un profondo senso di famiglia tra proprietà e dipendenti, favorendo la nascita di legami indelebili anche grazie al teatro e alla compagnia teatrale aziendale.
Tuttavia, il racconto non evita le ombre: il regista affronta anche la drammatica vendita dell’azienda negli anni ’70, avvenuta a causa delle pressioni mafiose esercitate dal finanziere Michele Sindona, raccontando come l’avidità finanziaria possa distruggere l’inestimabile patrimonio umano e sociale di un’impresa.
Nonostante ciò, il docufilm si chiude con un messaggio di speranza: la resilienza della compagnia teatrale, ora nota come “Arlecchino Morassutti”, e la rinnovata collaborazione con la Morassutti Group per mantenere vivo il legame tra impresa e cultura dimostrano che la perseveranza e l’amore per il teatro resistono e continuano a vivere nel tempo sconfiggendo la sete di potere.

“Memorabilia è un film molto personale, il cui obiettivo è lasciare nello spettatore la profonda consapevolezza del valore perduto di un’imprenditoria a misura d’uomo e dell’importanza della solidarietà”, ha dichiarato Giovanni. “Il vero fulcro del docufilm è l’onestà emotiva del ricordo, evocato con potenza dagli oggetti – veri e propri Memorabilia di un passato glorioso – e le intense emozioni che generano nel presente. Desidero che il pubblico, in particolare chiunque abbia mai guardato indietro con nostalgia e malinconia, o abbia cercato un senso nella propria identità e nel legame indissolubile con le proprie radici, percepisca il peso e la bellezza di questi ricordi e riconosca nell’esperienza degli altri un frammento della propria.” conclude il regista.

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