Mala tempora currunt!

Il tramonto di ogni dimensione etica pubblica e privata ha una radice profonda che ha sede nella vasta povertà educativa e affettiva che affligge innanzitutto le nuove generazioni.
Povertà che si percepisce prima nella famiglia e poi nella scuola.
Si cresce senza valori certi di riferimento, nella logica di ottenere tutto e subito, nella bramosia del possesso sia dei beni che delle persone.
Si alimenta così una criminalità minorile che trae ispirazione anche dalla devianza di numerosi adulti, sia appartenenti alle note organizzazioni malavitose che al mondo della politica e della pubblica amministrazione.
Numerosi minori vivono in quartieri di storico abbandono, esclusi dai benefici della cittadinanza sociale, e per essi è disconosciuto il diritto alla educazione.
La complessiva deprivazione psicologica determina una forte spinta a delinquere, talora incentivata dalla speranza della impunità.
Enormi sono le responsabilità di quanti amministrano la “res pubblica”.
Sempre più numerosi sono gli appartenenti a partiti, detentori di pubbliche funzioni e professionisti che operano trasferimenti di ricchezza, in maniera trasgressiva, dall’ambito pubblico ai patrimonio privati.
L’ urbanistica, i lavori pubblici, i contributi in denaro, le forniture, i contratti e gli appalti, i concorsi e gli incarichi, sono alcuni dei molti campi nei quali la torsione delle regole è divenuta la norma.
Il sistema delle illegalità è diventato pervasivo, infestando le coscienze e i comportamenti.
All’ingresso dell’Inferno dantesco vi è questa scritta: “Per me sì va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente…..Lasciate ogni speranza voi che entrate!”
Si attaglia perfettamente alla condizione del nostro Paese.
Ma, nonostante tutto, coltivo sempre la SPERANZA contro ogni forma di rassegnazione.