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La”mafia” del colletti bianchi

Le cosche mafiose che tutti conosciamo hanno due scopi fondamentali: presidio del territorio e arricchimento illecito.

La regola dell’appartenenza ad ogni singolo gruppo presuppone la fedeltà ai capi e il comportamento omertoso.

In cambio si ottengono denaro e favori per sé, per i familiari e per gli amici.

Poi, talora, per mera convenienza, avvengono i passaggi da una cosca a un’altra.

Questa, in estrema sintesi, la logica della mafia.

Le cronache della politica regionale siciliana degli ultimi giorni confermano un quadro del tutto sovrapponibile.

Occupare per interesse di parte le istituzioni, arricchirsi illecitamente mediante la sistematica corruzione, inquinare la qualità del consenso elettorale, favorire gli amici, chiedere fedeltà ai sodali, mercanteggiare, anche con volgare arroganza, i posti di potere: tutto questo è MAFIA.

Anche il passaggio disinvolto da un partito all’altro, per esclusivo interesse personale, è MAFIA.

Ciò che particolarmente rattrista è il fatto che gli esponenti della mafia politica vengo eletti dai cittadini, i quali in tal modo ne diventano complici.

È un circuito perverso che bisogna interrompere.

I cittadini onesti devono organizzarsi per costruire un’alternativa, a partire dalle singole realtà locali.

Giovanni Falcone sosteneva che “la mafia è un fenomeno umano e come tale destinato a finire”, ma è nostro compito contribuire alla sua estinzione.

Se restiamo rassegnati, passivi e indifferenti, contribuiamo invece ad alimentarlo.

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Laureato in Giurisprudenza nell’ Università di Catania. Avvocato penalista di lunga e consolidata esperienza, patrocinante presso la Suprema Corte di Cassazione e Giurisdizioni Superiori. In particolare modo svolge attività di assistenza e consulenza legale, nonché attività di rappresentanza e difesa in sede contenziosa e stragiudiziale, principalmente nel settore del diritto penale e prevalentemente nelle seguenti materie: Reati contro l’ordine pubblico; Reati contro la Pubblica Amministrazione; Reati contro la persona; Responsabilità medica; Diritto penale del lavoro; Reati contro il patrimonio. E’ stato uno dei fondatori del Movimento La Rete e poi deputato regionale dello stesso gruppo politico all’Assemblea Regionale Siciliana per due legislature. E’ un animatore e un attivista dell’impegno antimafia a Catania in Sicilia e si è distinto nell’attività professionale difendendo molti collaboratori di giustizia che hanno reciso i legami con Cosa Nostra.
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