Indro Montanelli, giornalista irriverente e opinionista controcorrente

Indro Montanelli è stato uno grandi giornalisti italiani del Novecento, figura di grande rilievo del giornalismo d’opinione, raffinato pubblicista della divulgazione storica.
La sua carriera prese avvio negli anni ’30 come corrispondente all’estero e dopo divenne protagonista di alcune delle più importanti testate italiane: dal Corriere della Sera a Il Giornale, che fondò nel 1974 insieme a un gruppo di giornalisti dopo aver lasciato il Corriere per divergenze editoriali.
Montanelli si distinse per uno stile giornalistico personale e icastico con un modo di scrivere incisivo, chiaro, accessibile però i suoi pensieri lasciavano il segno per la sua prosa davvero efficace e persuasiva. Il suo punto vista era sempre originale caratterizzato dall’indipendenza di giudizio e andava sempre in rotta di collisione con l’opinione dominante. Dotato di ironia pungente e corrosiva, utilizzava anche il tono sarcastico quando si trattava di criticare il potere per fatti e misfatti.
Montanelli si schierò sempre su posizioni liberali e conservatrici, critico spesso in egual misura della sinistra e anche della destra. Le sua rubrica le “Stanze” sul Corriere della Sera era un appuntamento fisso per milioni di lettori, letto e apprezzato per la sua capacità di interpretare l’attualità con lucidità e senza conformismi.
Oltre al giornalismo Indro Montanelli scrisse numerosi saggi e da ricordare sono la pubblicazione della “Storia d’Italia” e della “Storia di Roma”, che divennero best seller di ampia diffusione per la brillante scrittura di carattere divulgativo, in cui l’ approccio di tipo narrativo rendeva la storia accessibile al grande pubblico, pur mantenendo sempre un rigido rigore documentale.
Subì un attentato dalle Brigate Rosse nel 1977 quando venne ferito alle gambe e negli ultimi anni della sua vita furono riportate alla luce questioni controverse del suo passato, in particolare riguardo al periodo coloniale in Etiopia.
Rimase distante dal monopolio giornalistico di Silvio Berlusconi quando quest’ultimo scese in campo in politica fondando Forza Italia, dimettendosi dalla direzione de Il Giornale nel gennaio 1994 proprio per evitare di sostenerlo nella campagna elettorale e per evidenti divergenze sulla linea editoriale. Montanelli fondò quindi la Voce che non ebbe però grande diffusione e ritornò a lavorare al Corriere della Sera nel 1995.
Montanelli rimane comunque una figura centrale del giornalismo italiano, maestro di generazioni di cronisti e esempio di come il giornalismo d’opinione possa coniugare libertà di pensiero, cultura e capacità comunicativa.