Sergio Cotta,grande filosofo del diritto e rigoroso critico del positivismo giuridico

Sergio Cotta è stato uno dei più importanti filosofi del diritto italiani del Novecento. Nasce in Piemonte ad Ivrea e svolse in prevalenza la sua carriera di docente universitario all’Università di Roma “La Sapienza”, dove insegnò Filosofia del diritto per diversi decenni influenzando e formando numerose generazioni di giuristi e filosofi. Il suo pensiero è stato fondato su un’impostazione di tipo fenomenologico ed esistenziale allo studio del diritto. Tale metodologia si ispira alla filosofia di Edmund Husserl e Martin Heidegger e anche del personalismo cristiano, concezione in cui diviene prioritario il rapporto tra diritto, persona umana e dimensione sociale dell’esistenza.
La visione di Cotta non valuta il diritto come insieme di norme positive, bensì le inquadra nella dimensione e nel contesto dell’esistenza umana come essere sociale. Il diritto è originato secondo questa idea da una necessità ontologica della coesistenza e convivenza tra persone. Nella filosofia giuridica del celebre accademico vi è la persona umana in quanto essere relazionale non atomistico e non staccato dalla società. E in conseguenza di questo assunto la giustizia è interpretata nel senso di regolatore delle relazioni interpersonali. Cotta sviluppò una razionale critica al positivismo giuridico rifuggendo dalla tentazione di ridurre il diritto a mera norma positiva, sostenendo, invece, l’esistenza di una dimensione meta-positiva del diritto fondata sulla natura dell’uomo. Diede un impronta indelebile nella filosofia del diritto in Italia recuperando la dimensione ontologica del diritto che andasse oltre il positivismo dominante nel XX secolo. Il suo metodo fenomenologico integrava la riflessione etica, evitando i cascami giuridici del relativismo e del giusnaturalismo tradizionale.
Mentre si ricollegava con la tradizione filosofica europea, manteneva un dialogo dottrinario con la cultura giuridica italiana in una prospettiva originale e autonoma.
Cotta ha saputo affrontare questioni contemporanee dalla violenza incipiente, alla tecnologia contemporanea e alla crisi dei valori alla vita civile con il rigore dello studioso che non di discosta dalla realtà vivente. Sergio Cotta ha lasciato un’impronta profonda nella filosofia del diritto italiana, che non si limita alla tecnica giuridica ma interroga il senso e il fondamento dell’esperienza giuridica. La sua scuola ha formato numerosi studiosi che continuano a sviluppare e ad approfondire tutte le tematiche che lui aveva curato.