Acireale, alla Galleria Operà l’arte contemporanea dialoga con la memoria del Novecento

Successo per la mostra “Quattro per Cinque” tra luce, materia e identità siciliana
Nella suggestiva cornice della Galleria Operà – Art Gallery and Events di Acireale, diretta da Edoardo Scarabelli, si è inaugurata lo scorso 4 ottobre la mostra “Quattro per Cinque”, un evento che ha saputo coniugare la forza della ricerca artistica contemporanea con la bellezza intramontabile della tradizione.
L’esposizione, ospitata in uno spazio di rara eleganza architettonica – con tetti a volta, dettagli in pietra lavica e un’atmosfera sospesa tra storia e innovazione – ha offerto ai visitatori un viaggio tra linguaggi visivi, materici e simbolici. Operà, nel cuore del centro storico acese, è oggi un punto di riferimento per l’arte contemporanea in Sicilia: un luogo dinamico che ospita mostre, incontri con artisti, laboratori creativi e conversazioni culturali, in un continuo dialogo con la città.
Protagoniste di questa edizione, Adele Castro, Elisa Marchese, Enza Palumbo e Lucia Mignosa, quattro artiste che hanno condiviso visioni e poetiche differenti, ma unite da una comune tensione verso la ricerca e l’emozione.
Adele Castro incanta con la sua maestria nel catturare la magia della natura morta, dove luci e ombre si fondono in una danza armonica di forme e colori.
Elisa Marchese, abile nella modellazione dell’argilla, propone una serie di sculture zoomorfe in cui la materia trascende la fisicità per diventare simbolo di forza e sacralità.
Enza Palumbo, forte di una lunga esperienza nella grafica, racconta attraverso segni e trame delicate la relazione tra figura e natura, costruendo un linguaggio visivo di rara intensità.
Infine, Lucia Mignosa esplora i sentimenti umani con cromie vibranti e tecniche miste, restituendo emozioni e introspezione attraverso la dinamicità del colore.
Le eminenti protagoniste della mostra “Quattro per Cinque”: Adele Castro, Elisa Marchese, Enza Palumbo e Lucia Mignosa, hanno ricevuto una testimonianza elogiante di peculiare valore critico-artistico, su almeno un’opera presentata nella splendida cornice espositiva della galleria prescelta. Si ricordano, invero, i critici d’arte: Amedeo Fusco e Rosario Sprovieri, Giuseppe Milone, Giuseppe Sciacca, Margherita Porrovecchio.
Accanto a queste nuove voci dell’arte, la Galleria Operà ospita anche una mostra permanente di autori contemporanei e maestri del Novecento, creando un dialogo fra generazioni artistiche. Tra i nomi in esposizione figurano Gianni Moramarco, con le sue affascinanti sculture luminose 3D, esemplari unici firmati sul basamento, dedicate alla Sicilia e ai suoi paesaggi iconici: opere che uniscono tecnologia e poesia, luce e identità. Con lui, anche Pietro Alessandro Trovato, Antonio Sciacca e Giuseppe Sciacca, interpreti di una pittura che continua a evolversi tra radici e sperimentazione.

Il percorso visivo si completa con un omaggio ai grandi protagonisti del Novecento italiano e siciliano, da Renato Guttuso a Giuseppe Migneco, da Salvatore Fiume fino a Amigoni, figure che hanno saputo dare forma e voce all’anima del Mediterraneo e alle sue sfumature emotive.
Come ha sottolineato il direttore Edoardo Scarabelli, la Galleria Operà “nasce per essere uno spazio aperto al dialogo, dove l’arte, in tutte le sue forme, si connette con la città e con le persone. Crediamo che la bellezza non sia solo contemplazione, ma anche partecipazione e crescita collettiva.”
La mostra “Quattro per Cinque”, visitabile fino all’11 ottobre, ha rappresentato dunque non solo un evento espositivo, ma un ponte tra linguaggi e generazioni, un invito a riscoprire – attraverso la creatività – la forza della cultura siciliana e la vitalità dell’arte contemporanea.
Un’esperienza che conferma Operà come uno dei centri più vivaci della nuova scena artistica isolana, capace di far dialogare materia e luce, tradizione e avanguardia, in un continuo atto di rinascita e contaminazione estetica.