La paura frena l’umanità

È difficile essere persone adulte.
Il vero adulto è autonomo e responsabile.
La responsabilità è una dimensione orizzontale che indica le cose importanti da fare, non solo per sé ma soprattutto per gli altri.
Responsabilità significa uscire dalla dimensione individualistica e assumersi il compito di partecipare alla storia collettiva di una comunità.
Ma non si diventa responsabili se prima non si è autonomi.
Vi sono due elementi che imprigionano la mente e il cuore della persona e non la rendono libera: la paura e la ricchezza.
La paura è forse il determinismo più importante e più pericoloso per la libertà della persona.
La paura del domani, dell’avvenire, dei figli, è quella che produce l’avarizia, e quindi entra nella scelta di indirizzi politici, economici, e di strutture nelle quali questa paura possa trovare riposo.
La scienza e la tecnica sembra che ci stiano liberando da tante paure, ma in definitiva non è così.
Esse rimangono dentro di noi, impediscono la visione serena degli avvenimenti, e inducono alla mistificazione e alla menzogna.
La paura non consente di attraversare tutto lo spessore della storia, la sua ispirazione profonda, la verità sostanziale che sta dentro i fatti.
La paura rende sudditi e talora schiavi.
La paura impedisce di essere profetici.
La ricchezza è l’altro elemento che non ci rende liberi.
Essere schiavi del denaro, impegnare le vita nella sua spasmodica ricerca determina la sclerosi della persona.
Tale schiavitù intacca lo spirito, determina la stasi interiore, pone fuori dalla complessa e varia vicenda umana.
La schiavitù del denaro aliena dalla storia e immette in un mondo parallelo.
Diventare liberi dalla paura e dalla ricchezza è il presupposto per diventare veramente adulti.
Educare i giovani a sperimentare tale percorso di libertà può garantire un reale cambiamento.