Italia Israele

L’8 settembre scorso si è giocata in Ungheria (Budapest) la partita di calcio Israele – Italia, per la qualificazione ai Mondiali del 2026, fase organizzata dalla UEFA. I calciatori israeliani hanno giocato con la fascia nera al braccio, segno di cordoglio per le vittime dell’attentato avvenuto la mattina stessa a Gerusalemme. Spostamento della gara e fascia nera, regolarmente autorizzati dalla UEFA.
In precedenza, da più parti si era chiesto alla UEFA, alla Federazione Italiana e agli stessi atleti di non disputare la gara a causa del genocidio in atto a Gaza. Inoltre, davanti l’abitazione del tecnico della nazionale italiana, Rino Gattuso, era apparso uno striscione con la scritta “Rino non si gioca con chi uccide i bambini”. Infine, pare che alcuni dei pochi tifosi italiani presenti a Budapest, si siano girati di spalle ed abbiano fischiato durante l’esecuzione dell’inno israeliano. Cosa che ha scatenato le proteste israeliane1.
UEFA e FIFA, nonostante le reiterate richieste di sospensione di Israele da ogni competizione, non hanno mai adottato alcun provvedimento, mentre avevano immediatamente sospeso le rappresentative russe da qualsiasi competizione. Il “doppio standard” ha permesso assoluta solerzia con la Russia, impegnata in una guerra di aggressione, e totale passività con Israele, impegnato in un genocidio2. In questa situazione, una decisione della Federazione Italiana, o degli stessi atleti, di non scendere in campo, avrebbe comportato una serie di conseguenze negative di carattere sportivo (sconfitta a tavolino, penalizzazione in classifica, multa, eventuale cancellazione dal girone di qualificazione e da altre competizioni) ed economico (si pensi agli accordi commerciali, alle sponsorizzazioni e ai diritti televisivi)3.
Personalmente, sono convinto che Federazione e atleti avrebbero potuto/dovuto affrontare qualsiasi sanzione pur di affermare il rispetto dell’Italia per la Convenzione contro il genocidio e per il diritto internazionale. E, da ingenuo idealista, il mio sogno era quello di vedere Israele campione del mondo di calcio dopo aver vinto a tavolino tutte le partite, di qualificazione e della fase finale, per il rifiuto delle altre nazionali di scendere in campo contro la squadra di un paese genocidario.
Tuttavia, esisteva una via d’uscita per affermare i valori di pace in cui crediamo, o diciamo di credere, e che sono professati nella nostra Costituzione, senza pretendere da Federcalcio e/o atleti un gesto “eroico”. Sarebbe bastato al nostro governo vietare la partecipazione della nazionale italiana al girone di qualificazione in cui era inserita anche la nazionale israeliana. Esiste un precedente. Nel 1980, molti paesi boicottarono le Olimpiadi di Mosca, per via dell’intervento dell’URSS in Afghanistan, ma non subirono sanzioni sportive, poiché il boicottaggio era stato deciso a livello governativo.
Sono certo che il nostro governo abbia le sue buone ragioni per omettere un simile provvedimento e per non adottare, né proporre in sede UE, alcuna sanzione contro Israele. Tuttavia, il governo spagnolo, forse non conoscendo le buone ragioni del nostro, ha imposto a Israele nove provvedimenti sanzionatori. Il Primo Ministro, Pedro Sànchez, li ha annunciati pubblicamente e ha spiegato che per il governo iberico “una cosa è difendere il proprio paese e la propria società, mentre una cosa molto diversa è bombardare ospedali e far morire di fame bambini e bambine innocenti”. Evidentemente, non tutti condividono questa distinzione4.
Da ultimo, il lutto al braccio dei calciatori israeliani. Nessuno mette in discussione il sacrosanto diritto di piangere i propri morti ma, prima di lagnarsi, bisognerebbe considerare che, forse, i quasi settantamila morti palestinesi (secondo stime probabilmente al ribasso) autorizzano i tifosi italiani a porgere “le terga” all’inno israeliano. E non si usi la solita retorica secondo cui lo sport è, o dovrebbe essere, “politicamente neutrale” (tesi già discutibile), perché qui si tratta soltanto di umanità.
1https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/08/striscione-gattuso-israele-italia-protesta-news/8119340/