Intervista a Corrado Fortuna , attore palermitano multitasking

ATTORE PALERMITANO MULTITASKING. OSPITE DELLA GIURIA LUNGOMETRAGGI DELLA XVIIESIMA EDIZIONE DEL’ORTIGIA FILM FESTIVAL CHE SI TERRA’ DAL 20 al 27 SETTEMBRE
In Giuria all’OFF17, che quest’anno ha come fil rouge: “ Cinema ed Eros- L’Amore salverà il mondo” e che per la prima volta si terrà dal 20 al 27 settembre. Nella Sezione Lungometraggi , Prime e Seconde Italiane, ci sarà insieme a Isabella Cocuzza Fondatrice della casa di produzione Paco Cinematografica e all’attrice di fama Internazionale Valentina Cervi l’attore palermitano Corrado Fortuna, che possiamo definire multitasking, infatti, non solo è tra i migliori attori della sua generazione ,ma è anche Regista di Documentari e Videoclip, autore e coduttore TV(nel 2013 ha creato e condotto su “Dove TV” “ Conosco un posticino”), musicista e DJ, scrittore ( dal 2014 pubblica libri, la sua ultima pubblicazione è “ l’ultimo Lupo”, edito Rizzoli, un romanzo giallo ambientato sulle Madonie del 2021). All’82esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia gli è stato assegnato il Premio Kinèo come Miglior Attore non protagonista per il film “Fuori” di M.Martone e sempre per “ Fuori”, unico film italiano in concorso a Cannes ,accolto con 7 minuti di applausi, ha sfilato sul Red Carpet Francese.L ‘ho raggiunto telefonicamente e ho avuto il piacere di fargli quest’intervista che vi propongo.
Sarà nella giuria Lungometraggi dell ‘OFF17 che quest’anno ha come fil rouge : “ Cinema ed Eros- L’Amore salverà il mondo”, amore inteso in senso lato, non solo come desiderio e passione ma anche come fratellanza che supera ogni confine, come carità che abbraccia il mondo. Considerando il periodo storico che stiamo passando già da qualche anno, secondo lei può bastare solo l’amore per cercare di salvare il mondo? E fino a che punto il cinema può scuotere le coscienze?
Come prima risposta, le dico che l’amore da solo probabilmente non basta ma è sicuramente un ingrediente fondamentale della gente. Poi le dico che è importantissimo a mio avviso, che ci si schieri al di là della categoria lavorativa, come si faceva una volta, che si ci appassionava ad una causa come ad esempio quella del genocidio di Gaza che ci sta invadendo casa per colpa di un governo criminale che consente la vendita di armi ad Israele e che tace sull’argomento. E come se ci fossimo raffreddati, anastetizzati.Però le devo anche dire che la mia esperienza d’attore al’interno di questo cinema, è l’esperienza di un uomo che si vede circondato da persone che la pensano come me, e non soltanto miei colleghi ma anche quelli che stanno intorno alla macchina da presa.Infatti quando in Conferenza stampa a Venezia ho sostenuto pubblicamente la causa del genocidio di Gaza, nessuno mi ha preso per pazzo, anzi mi è sembrato che facendolo ho facilitato il compito ad altri, meno abituati ad esprimersi in questo senso.Penso che sia necessario che il cinema si schieri, chiaramente quando ci si schiera per una causa, all’interno di uno schieramento ci saranno posizioni diverse, c’è chi esprime la solidarietà in un modo e chi in un altro, il mio è un modo abbastanza radicale, credo che in questo momento ogni occasione per parlare di Gaza non sfruttata sia un’occasione perduta e ci pentiremo di questo silenzio come ha scritto il mio collega e amico Massimiliano Gallo. Lei parlava di amore in senso lato, anche i film per i quali sono stato premiato a Venezia “Fuori” e “Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa” parlano di libertà negate, di solidarietà, quindi di amore in senso lato, credo che questa tematica dell’amore in ogni senso sia dentro le storie che stiamo raccontando al cinema, e questo secondo me è un buon segnale. Stamattina mi devo essere svegliato ottimista, di solito non lo sono mai.
A proposito del premio Kinèo che gli è stato conferito a Venezia come Miglior Attore non protagonista per “Fuori” di M. Martone. Prima di interpretare Angelo Pellegrino cosa conosceva di Goliarda Sapienza, aveva letto i suoi romanzi?
Conoscevo praticamente tutto quello che c’era da conoscere perchè innanzitutto sono impazzito per : “L’Arte della Gioia”, e poi quando ero a New York ho avuto il privilegio di frequentare casa Bertolucci, ed una sera, ad una cena, si parlava di questa Goliarda Sapienza, che loro conoscevano, e si parlava di questo libro : “ l’Università di Rebibbia”,che doveva uscire in settimana, mi ricordo che lo comprai e da lì ho letto tutto quello che riguardava Goliarda Sapienza.
In “Fuori” si racconta la libertà senza freni di una donna e si fanno percepire un 2-3 moventi che indurranno la Sapienza a compiere il crimine che la farà finire a Rebibbia. Io ho pensato che l’ha fatto per poi poterne scrivere, lei che ne pensa?
Sono d’accordo, credo che Goliarda, fosse una scrittrice vera e uno scrittore vuole raccontare vivendo, quello che racconta. Penso che una delle motivazioni che l’hanno indotta a fare questo gesto quasi grottesco sia appunto la possibilità di scriverne, ma anche cogliere l’occasione di ribadire il proprio anticonformismo, ribadire una propria quasi vendetta sociale all’interno della classe dirigente del Partito Comunista. Perchè Goliarda era sola fra i soli era isolata anche da quelli con le sue stesse idee politiche, perchè era donna, avava deciso di lasciare Citto Maselli. Probabilmente anche oggi una donna così anticonformista vivrebbe le stesse difficoltà e verrebbe trattata come fu trattata Goliarda nell’intervista che le fece Enzo Biagi, dopo essere uscita dal Carcere, che Martone ha voluto inserire alla fine di “ Fuori”, dove Biagi e altri tre Maschi bianchi, vecchi, brutti, la massacrano, ed era Enzo Biagi non un giornalista qualsiasi. Dico che “Fuori”è un film d’amore perchè viene raccontata una libertà negata, la vita di Goliarda è stata segnata dall’essere incompresa ed è stato il grande dilemma in vita e in morte di Angelo Pellegrino. Angelo non poteva accettare già in vita, che non fosse considerata la grande scrittrice che era e che . “ L’Arte della Gioia” non fosse considerato un grande capolavoro, alla morte di Goliarda ha dedicato l’intera vita al suo riconoscimento pubblico e ancora continua a dimostrarle amore e dedizione infatti quando a Cannes, ci siamo ritrovati, il giorno dopo la proiezione del film a prendere un caffè al Bar dell’albergo, gli ho detto :” vedi Angelo sembra che la tua missione sia compiuta, il film è a Cannes e ha avuto successo, lo stesso è accaduto con la serie di Valeria Golino, tutti ora conoscono Goliarda.” E lui mi ha risposto :” E ora che faro?”
Martone si è immaginato questi 3 giorni trascorsi da Goliarda, in questa Roma estiva, subito dopo uscita dal carcere, con 2 amiche conosciute proprio lì. Queste 2 figure sono veramente esistite o sono state create da Ippolita Di Majo la sceneggiatrice del film?
Sono veramente esistite, anche se credo che lo zampino di Ippolita Di Majo sia particolarmente presente in questo film , lo è stata sicuramente molto sul set condizionandone l’anima.
Quando hai letto la sceneggiatura per la prima volta che sensazione hai avuto ?
Leggendo la sceneggiatura per la prima volta, ho avuto la sensazione che scorresse come l’acqua a secondo di dove andasse Goliarda, di un film scritto molto in libertà.
E’ stato anche Tommaso, il padre di Andrea Spezzacatena nel film “ Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa”, che tratta il tema del bullismo in fase adolescenziale. Lei ne è stato mai vittima?
Si, ne sono stato vittima, e ne ho anche scritto nel mio primo romanzo, è una cosa che a me personalmente ha condizionato la vita, sull’accaduto si sono costruiti una serie di miei modi di : difendermi, proteggermi, isolarmi, o voler essere eccentrico a tutti i costi, tanti miei modi di essere derivano da quella fase lì dell’adolescenza.
Lo credo bene, dev’essere un’esperienza che segna molto-
Si, ti dà un isolamento che non meriti e non capisci perchè non hai fatto niente per ottenerlo e ti senti sbagliato. Poi continui a sentirti sbagliato probabilmente per tutta la vita.
Anche se capita un pò a tutti di sentirsi sbagliati in determinati momenti della vita-
Si, è un sentimento molto diffuso.
Quando sei andato a presentare il film nelle scuole, come hanno reagito i ragazzi?
Dopo ogni presentazione, mi sono sempre fermato a parlare con qualcuno che mi ha raccontato la sua esperienza di bullizzato. Il film è molto importante, intanto perchè è molto dedicato alla fascia di spettatori adolescenti, credo che infatti abbia spopolato nelle sale cinematografiche pure per il gran passaparola tra gli studenti, ha un liguaggio cinematografico molto comodo per i ragazzi di 14-15-16 anni ma anche più piccoli.E poi anche questo lo definirei un racconto d’amore perchè riesce a raccontare bene anche che il bullo probabilmente è un ragazzino solo, pieno di problemi, pieno di bisogno d’amore che non ha ricevuto da qualche altra parte.
Che rapporto ha istaurato con i genitori di Andrea Spazzacatena, li ha conosciuti?
Per delicatezza nei confronti di Tiziano che è il vero nome del padre di Andrea l’abbiamo chiamato Tommaso nel film, perchè lui aveva voglia di stare nell’ombra, ed anche io ho assecondato questa sua scelta infatti non l’ho conosciuto e ho cercato di dare al personaggio questa forma di non voler essere protagonista della scena. Questa famiglia era in qualche modo classica italiana con una madre molto presente e un padre molto lavorante.Lo stesso schema della mia famiglia. La madre invece l’ho conosciuta bene, abbiamo condiviso parecchio, prima, durante e dopo il film. Ad esempio la prima volta che abbiamo visto il film insieme a Festival di Roma, ci siamo fatti i primi 10 minuti del film tenendoci la mano e piangendo a singhiozzi sconvolti. Lei è stata importantissima e non smetterò mai di ringraziarla.
Lei oltre ad essere un ottimo attore è stato assistente alla Regia di P. Virzì, con il quale ha debuttato nel mondo del cinema, in “ Caterinava in città” e nel “ Capitale Umano”, è regista di Documentari e Videoclip, è autore e conduttore TV, è Dj e musicista, è scrittore. Perchè l’urgenza di fare tutte queste cose insieme?
Per imparare a farle. Fare l’assistente alla regia di Virzì e potere rubare non solo da lui ma da tutti i grandi di cui si circonda è stato come fare una scuola di cinema.Nello stesso periodo giravo i miei primi documentari, che non faccio più da tempo, non perchè non voglia, ma perchè non ho il tempo di fare tutto, anche provare ad esprimermi dietro la macchina da presa mi ha insegnato a sapermici muovere meglio davanti. Scrivere è stata sin da bambino la mia grande passione, in realtà io non volevo fare l’attore ma sognavo di fare lo scrittore però ho sempre pensato che un romanzo di Corrado Fortuna non serviva nel mondo della narrativa italiana e quindi avevo una certa timidezza nel propormi, poi sono riuscito a superarla e adesso la scrittura è una costante della mia vita e anche in questo campo sento che sto imparando romanzo dopo romanzo. Certo a scrivere ci metto molto, dato che faccio anche altro, l’ultimo mio romanzo dal titolo :” L’ultimo Lupo” è uscito nel 2021 ed è un giallo ambientato sulle Madonie.
Da dove è scaturita l’idea di un giallo e di ambientarlo in Sicilia ?
Io ho una casa che mio nonno fece portare, perchè è una casa mobile, sulle Madonie nel 1965, ed è un posto al quale sono molto legato.Mi ci sono trasferito per un periodo di tempo e ho immaginato la storia di un migrante in una montagna in Sicilia, tutto è partito da là. Poi sono tornato con una scaletta più o meno completa, sono posti molto solitari e silenziosi soprattutto in inverno, io ci passo molto tempo da solo, mia moglie sostiene che siano un pò inquietanti, questo ha sicuramente contribuito all’idea del giallo.Poi quando scrivevo era un periodo molto scuro, era il 2018, l’estate dei migranti costretti dentro le navi, io la sentivo molto forte quest’ingiustizia dentro di me e ho sentito il dovere di scrivere su qualcosa di orrendo, su di un’umanità povera come quella dei personaggi del mio romanzo.
Ha anche lavorato col maestro F. Battiato in “ Perduto Amor”. Casa ricorda di quell’esperienza?
Era il 2002, avevo appena girato “ My name in Tanino” con Virzì e ancora non avevo un’idea chiara di cosa fosse il cinema, mi chiama questa Casting-Director, io neanche sapevo cosa fosse una Castig-Director, nei suoi studi e mi dice :” sei stato scelto per fare un personaggio molto importante, ma non ti posso dire da chi, è un cantautore siciliano.” Sono subito caduto dalla sedia. Io sono un palermitano del 78. Franco è sempre stato una bandiera delle mie comitive. Negli anni dopo le bombe lo ascoltavamo per non parlare sempre e soltanto di Mafia e trovare uno sfogo culturale che non fosse legato direttamente alle stragi. Quel periodo, come diceva Italo Calvino, lo ricordo come una leggerezza profonda, diversa dalla superficialità. Franco era un uomo profondamente leggero o leggermente profondo, era spiritoso, allegro, coltissimo, curioso, non era soltanto l’asceta che ci immaginiamo. Io gli ho voluto bene, l’ho avuto anche in un mio documentario, lui mi ha aperto le porte di casa sua a Milo, ci siamo molto divertiti quel pomeriggio prima che lui si defilasse all’inbrunire.
A proposito di suoi documentari, io ricordo : “ La Linea della Palma” ambientato nel periodo in cui era Presidente della Regione Siciliana Crocetta-
Si,io ero a Roma e guardavo l’exit poll delle elezioni, mi resi conto che il primo partito siciliano erano i 5 stelle. In quel periodo era uscito un articolo “dell’Espresso”dove si sosteneva che la Mafia non avesse votato, mi sono subito chiesto che cosa fosse successo, io non sono un giornalista d’inchiesta, ho più un atteggiamento poetico nel raccontare i fatti, mi sono incuriosito e a modo mio con i miei soci abbiamo deciso di andare a Palermo a girare quello che succedeva. Abbiamo girato a Palermo, Catania e Trapani e abbiamo realizzato questo documentario che non saprei bene come definire è un’inchiesta poetica sulle elezioni del 2012, infatti intervistammo Battiato che era stato nominato dal Governo Crocetta Ass.Regionale alla cultura. Non aveva mai rilasciato un’intervista su quest’argomento e quando gliela chiesi io mi disse :” Corrado vieni su però prima dell’inbrunire tu lo sai”.
La sua passione per la musica invece quando è iniziata?
A 14 anni cominciai a fare il Dj, il mio impianto nel mio salotto attuale è sempre lo stesso, avevo anche la chitarra e da adolescente che perde tempo la suonavo, mi piace la musica elettronica, per me quando sono libero è un bel passatempo. Lei prima mi diceva quante cose fa. Mi dovrò decidere a mollarne qualcuna prima o poi, perchè devo anche vivere, mangiare, ho una famiglia e ne devo avere cura, devo allenarmi, andare dallo psicologo, devo fare tante cose ed è sempre più difficile mantenerle tutte. Intanto il 26 Settembre esce un pezzo di musica elettronica che ho realizzato insieme ad un mio amico Matthew S dal titolo : “ My metiuly dream”.Quest’inverno nell’attesa di lavorare, nel mio studiolo, ci abbiamo lavorato ed è venuto fuori un bel pezzo, un sigolo che dura tre minuti e mezzo.E’ vero faccio tante cose però credo di essere anche un padre e un marito presente. Il darsi tanto da fare è un consiglio che do a tutti i malinconici e i depressi come me, è il modo migliore per sfuggire alla depressione di cui io purttoppo sono vittima, quindi più faccio, meno penso alle varie pippe mentali e paranoie e invece mi concentro sulle cose importanti.
Quindi ha fatto l’attore anche per questo, dato che questo mestiere è come se fosse una seduta psicanalitica?
Si lo è, e lo è anche scrivere.
Scrivere a mio avviso è anche una catarsi
Beh! Dipende. Sono alle prese con un lavoro che mi ha lacerato, spero che sia una catarsi quando lo finirò, per il momento non mi ha pulito e liberato di nulla, per fortuna il cinema arriva sempre verso la primavera e finisce verso l’autunno dandomi la possibilità in inverno di dedicarmi alla scrittura e alla musica.Quand’ero piccolo mia madre mi diceva che io volevo tutto e subito, e che invece di fare tutte cose male ne dovevo fare una bene.Io invece ho sempre preferito sperimentare qua e là invece che farne una bene.
Questo oltre ad essere un rimedio, come mi diceva, contro la depressione a mio avviso fa parte del suo modo di essere-.
Si, sono curioso, quando mi piace una cosa la voglio imparare al meglio, mi piace studiare le lingue, se mi appassiono di un autore lo voglio leggere tutto, sono un pò Nerd.
Dopo aver vissuto a Firenze, Roma e Milano con la sua famiglia è tornato a vivere a Palermo, Nostalgia della Sicilia?
Non soltanto, anche se un pò di nostalgia io ce l’avevo, avendo già curato quell’astio che in qualche modo lega tutti noi della diaspora siciliana che ad un certo punto ce ne andiamo perchè non ci sopportiamo più dentro questa terra, poi per fortuna, come dice anche Battiato alla fine del film :” ora sei diventato scrittore, sei andato a Milano e parlerai male di noi fino a quando la nostagia ti riporterà qua.”Sgalambro diceva una cosa del genere ed effettivamente sembra che parla di me oggi. Tutto potevo pensare, tranne che anche mia moglie avesse desiderato di vivere qua. Quando durante un capodanno vide la casa dei mie nonni di Mondello disabitata e sfitta, fu proprio lei a propormi di tornare in Sicilia e vivere in quella casa, in realtà io non vedevo l’ora, l’abbiamo ricostruita facendola diventare bellissima, viviamo a un metro dal mare con un buon clima, un buon cibo, bella gente.Ci sono tante componenti che ci hanno fatto decidere di tornare a vivere qua, oltre alla mia nostalgia, la vita costa meno rispetto a Milano e soprattutto a Roma, e noi devo ammettere facciamo una vita un pochino da privilegiati vivendo in questa bellissima casa, inoltre abbiamo un bambino e lo vogliamo fare stare quanto più possibile a contatto con la natura.
Noi ci siamo incontrati sul set di “ Vanina- un Vicequestore a Catania”, fiction che verrà trasmessa da Canale 5 con la Regia di Davide Marengo tratta dai romanzi di Cristina Cassar Scalia in cui lei interpreta Manfredi Che sviluppi avrà in questa nuova stagione il suo personaggio? E quando andrà in onda?
Quando andrà in onda non lo so ancora. Per quanto riguarda gli sviluppi del personaggio non posso dire niente, posso solo accennare che continuerà il triangolo tra Manfredi Vanina e Paolo e Manfredi quest’anno si farà valere tirerà un pò più fuori le unghie.
Da siciliano, volevo sapere se è pro o contro la costruzione del Ponte sullo stretto di Messina-
Secondo lei? F. T. :” secondo me contro, anche io sarei contro perchè ci sono molte infrastrutture più urgenti da realizzare prima del Ponte.” C. F. : “Guardi chi non vive da queste parti, e ci includo anche la Calabria, non si può rendere conto di come siamo messi, la settimana scorsa per tornare da Porto Empedocle a Palermo ci sono stato più di 3 ore e in macchina con mia moglie dicevamo : “ meno male che fanno il ponte così da Palermo ad Agrigento ci mettiamo meno”. E’ un’opera che non è fatta per il cittadino, è un’altra di quelle famose proposte che poi non si sono mai realizzate, è pura propaganda.
Anche io credo che sia solo propaganda, però seccome è un’opera che farà ricordare il nome di Salvini nel tempo, per questo ci tiene tanto, almeno che lo facciano nella speranza che poi pensino alle altre infrastrutture-.
No guardi, abbiamo veramente troppi problemi prima da risolvere, se ci sono quei soldi li dovremmo spendere in altro. Questo è un Paese che sta andando alla rovina, la soglia della povertà si è alzata a livelli spaventosi, siamo il secondo Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone , non nascono più bambini in questo Paese e non vogliamo i bambini degli altri. Abbiamo problemi molto più gravi del ponte sullo stretto.
Siamo d’accordissimo, soprattutto la Sicilia ha problemi molto gravi, però ne acquisterebbe in economia e turismo non crede?
No perchè una volta arrivati in Sicilia i Turisti non avrebbero dove andare, trovano le strade che sono quelle che sono, gli ospedali e le strutture idem. F. T. : “ infatti bisognerebbe a poco a poco fare tutte le altre cose, facendole davvero, senza false promesse, perchè la Sicilia ha davvero bisogno di un vero e proprio restauro. C. F. : “facciamo prima il restauro, poi una volta che abbiamo fatto il restauro facciamo pure il Ponte”. F. T. : “ sono della stessa opinione, però bisogna dare il via a qualcosa perchè sia i politici del Governo Italiano che quelli del Governo Siciliano promettono sempre grandi cose per la Sicilia e poi non fanno mai niente e a mio avviso è ancora più grave che i politici siciliani non tengano a migliorare la propria terra. C. F. : “ Questo è vero”.
E per concludere quest’interessante chiaccherata le chiedo. Progetti futuri?
Posso solo dire che a Febbraio uscirà il film di Francesco Lagi dal titolo : “ Il Dio dell’amore”, sono tra i protagonisti di questo bellissimo film che non vedo l’ora di vedere perchè l’ho amato moltissimo