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Le origini siciliane di Sophia Loren

Lo Studio Araldico Genealogico Italiano ha ricostruito la storia della famiglia paterna di Sophia Loren e risulta che la diva avesse gli avi del ramo  paterno a Licata (Ag) e a Palermo.

Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone nacque a Roma, nella Clinica Regina Margherita, da Romilda Villani (1910-1991), insegnante di pianoforte originaria di Pozzuoli, e da Riccardo Scicolone (1907-1976), affarista nel settore immobiliare, nato a Roma, ingegnere mancato, dato che non si laureò per soli  tre esami e la tesi. All’inizio il padre non volle riconoscere la piccola Sofia, che portava  il nome della nonna, di origine veneta e il cognome della madre. Dopo qualche tempo diede il proprio cognome a Sofia, ma rifiutò sempre di sposare la madre Romilda, probabilmente perché non era di sangue blu come lui.

Come scrive l’avvocato araldista e genealogista Nicola Pesecane, “ il cognome Scicolone, alias Scichilione, è di origine alquanto incerta in quanto, secondo una tesi risalente al linguista e lessicografo Emidio De Felice (1918 – 1993) si tratterebbe di una forma di cognome etnico, cioè toponomastico, derivato dal toponimo Scicli, Comune della Provincia di Ragusa, a sua volta derivante da Siclis, con il significato di siculi”.

I genitori portavano avanti un rapporto turbolento. La madre aveva vinto nel 1932 un concorso per andare ad Hollywood come sosia e controfigura di Greta Garbo, ma per la forte opposizione dei suoi genitori aveva rinunciato. Il 20 settembre 1934 era nata Sofia e poiché il marito non provvedeva al loro mantenimento  con costanza, madre e figlia, dopo qualche anno, dovettero trasferirsi  da Roma a Pozzuoli, presso la  famiglia d’origine, dove la futura diva rimase fino ai primi anni dell’adolescenza, durante la seconda guerra mondiale.

Il porto e il magazzino di munizioni di Pozzuoli venivano spesso bombardati dalle forze aeree degli Alleati e Sofia, nel corso di uno di questi bombardamenti, fu colpita al mento da una scheggia di shrapnel che le lasciò una piccola cicatrice. Dopo tale incidente, la famiglia si trasferì a Napoli. Finita la guerra, tornò a Pozzuoli, anche perché nel 1938 era nata la secondogenita Maria, che, non riconosciuta dal padre, cresceva nella casa dei nonni.

Intanto Sofia insieme alla madre, determinata nella sua ansia di indipendenza e di rivalsa sociale, si era trasferita a Roma, in cerca di fortuna e provini a Cinecittà . La sorella, frequentate le scuole elementari a Pozzuoli come Maria Villani (cognome materno), fu obbligata dalla madre a interrompere gli studi per seguirla a Roma, dove rimaneva quasi sempre in casa chiusa a chiave. Sebbene fosse desiderosa di terminare gli studi alle medie inferiori le venne impedito di frequentare la scuola pubblica come qualunque altra ragazza della sua età, poiché era considerato sconveniente che la sorella dell’allora promettente attrice Sofia Scicolone avesse il cognome materno “Villani”, come le figlie illegittime. Il riconoscimento venne comprato successivamente con circa due milioni di lire, dato che Sofia pagò i debiti che il padre aveva contratto, a condizione che desse il cognome alla sorella. Intanto Sofia e la madre vennero denunciate dall’ uomo che non accettava la carriera della figlia nel mondo dello spettacolo, per una presunta attività di prostituzione avviata  nella casa romana. Tutto si risolse con un chiarimento di fronte alle forze dell’ordine, ma le malelingue, però, non si misero subito a riposo.

 Nella foto del 1958 Sophia Loren mostra un pupo siciliano, alludendo al legame con la Sicilia 

A Roma Sofia gareggiò in vari concorsi di bellezza, fra cui Miss Italia nel 1950, dove venne eletta Miss Eleganza; posò per fotoromanzi e come modella; partecipò a diverse pellicole cinematografiche come comparsa o in ruoli marginali che a poco a poco  misero in luce la sua prorompente bellezza e la sua bravura. In un solo anno fu scritturata in 15 film.

Affiancò anche Corrado, allora divo della radio, nella conduzione di “Rosso e nero”. La svolta arrivò quando, nel 1951, incontrò il produttore Carlo Ponti, all’epoca trentottenne e sposato dal 1946 con Giuliana Fiastri.

 Il resto è noto… ricordiamo solo che “a principio” fu usato il  nome d’arte di Sofia Lazzaro. Successivamente venne “creato a tavolino” il nome Sophia Loren, su suggerimento del produttore Goffredo Lombardo, che si ispirò a quello dell’attrice svedese Märta Torén, così da presentarsi più “internazionale”.

Come risulta dalla ricostruzione genealogica, tutti gli antenati diretti Scicolone furono ufficiali dell’esercito borbonico, dal bisnonno fino alla metà del 1700. Padre, nonno e bisnonno, invece, ricoprirono cariche come quella di impiegato, segretario e notaio.

Gli Scicolone contrassero matrimoni con donne provenienti dalla Campania, poiché si trovavano in servizio come ufficiali dell’esercito borbonico di stanza tra Napoli e Capua.

Nonostante gli antenati, almeno fino ad Angelo (1758-1831), fossero nati a Palermo, il ramo sarebbe originario di Licata (AG). Giuseppe (circa 1725), l’antenato più antico ricostruito,  figlio del fu Don Carlo e Donna Giulia Morillo, nacque proprio a Licata.

Si legga un articolo pubblicato sul mensile licatese “La Vedetta”  nel maggio 2007: “Un tal Giovanni Basilio Salarice, che in data 26 giugno 1828 “certifica che, visti ed esaminati i registri degli Squittinii, dove trovasi annotate e descritte tutte le famiglie nobili, ascritte nell’abolito Mastro Nobile del suddetto Comune di Licata, vi esiste annotata tra le suddette famiglie nobili, la famiglia Scicolone, avendo il fu D. Giuseppe Scicolone Morillo, figlio del fu D. Carlo e Donna Giulia Morillo, ed il fu D. Gioacchino Barone Scicolone, appartenente alla suddetta nobile famiglia, esercitato nel suddetto Comune tutte le cariche di: Patrizio Nobile, Giurato, Sindaco, Capitano di Giustizia, Regio Portolano di questo Caricatore”.

I motivi che spinsero un antenato di Riccardo Scicolone a richiedere la patente di nobiltà, li ritroviamo in un’intervista che lo stesso Riccardo rilasciò, rintracciabile nell’archivio Rizzoli.

Ne riportiamo uno stralcio significativo: “La famiglia di mio padre proveniva dalla Sicilia e vanta nobili origini. Il nostro cognome completo è infatti Scicolone Morillo dei baroni di Licata. L’atto fa parte dei documenti di proprietà della mia famiglia perché servì a un mio avo per entrare come ufficiale nell’esercito del Regno delle Due Sicilie. A quell’epoca gli ufficiali erano tutti nobili e gli aspiranti, prima di essere ammessi, dovevano documentare la loro nobiltà”.

La nobiltà degli Scicolone può definirsi come “civica”, legata all’esercizio di funzioni pubbliche e amministrative nel territorio, piuttosto che a un titolo nobiliare feudale.

Gli Scicolone a Licata  risultano notai già nel 1645 e a gestire tale importante funzione li troviamo ancora nel 1716. Nel 1804 e nel 1812 incontriamo assessori a Licata, rispettivamente Gioacchino e Filippo. Ma gli Scicolone furono anche architetti prestigiosi. (Tratto da una ricerca dellohttps://studiogenealogicoitaliano.it/)

La stessa Loren, oggi 91 anni, nell’autobiografia intitolata “Ieri, oggi, domani”, ricorda  le proprie origini siciliane e i titoli del padre.

 Nel 1999 l’American Film Institute l’ha classificata al ventunesimo posto fra le più grandi attrici del cinema statunitense.

Grande icona di stile, Sophia Loren rimane una delle più grandi regine del cinema mondiale.

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Nata a Catania nel lontano 19..(il tempo è solo uno stato d’animo!), dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo di Catania. Si laurea in Lettere classiche con votazione di 110/110 “cum laude” e si immerge nel mondo del lavoro. Dopo aver vinto il Concorso a cattedra nel 2001 inizia ad insegnare presso i Licei. Partecipa a diversi convegni come corsista e come relatrice, cercando di tenersi costantemente aggiornata. Si occupa di temi e problemi della sfera umanistica, collaborando con diverse riviste. Appassionata di libri, ama dipingere, recarsi a teatro, ascoltare musica e suonare il pianoforte. Ama viaggiare, e la sua valigia è sempre pronta!

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