A San Pietro Clarenza per SuddiVisioni lo spettacolo “Cappuccetto Rosso Kamishibai”

La narratrice conduce gli spettatori attraverso una rivisitazione originale di Cappuccetto Rosso. Ma in questa versione, Cappuccetto e la nonna si salvano e la storia prende una piega diversa, sorprendente. Il racconto si fa teatro grazie a un grande Kamishibai, l’antica arte giapponese del “teatro di carta”, arricchito da contaminazioni stilistiche e culturali: dal racconto popolare siciliano alla moderna sand art.
Un viaggio tra linguaggi, immagini e immaginazione. Un omaggio al cantastorie di ogni epoca e provenienza, per ricordare che le storie non solo si raccontano – si tramandano, si trasformano, si vivono insieme.
Il Kamishibai (da kami = carta e shibai = dramma, “teatro di carta”) è un’antica forma di narrazione giapponese, nata nei templi buddisti del XII secolo, dove i monaci lo usavano per raccontare storie con insegnamenti morali. Rinasce nel Giappone degli anni ’20 come forma di narrazione popolare: ex narratori del cinema muto, i “Benshi”, iniziarono a spostarsi di villaggio in villaggio portando storie su due ruote, con una piccola valigetta di legno montata sulle loro biciclette. All’interno, immagini illustrate che accompagnavano la voce del narratore. Un teatro d’immagini capace ancora oggi di incantare.
Antonella Caldarella e Steve Cable confermano sempre più la loro idea di far teatro creando osmosi con altre compagnie provenienti da tutta Italia. “Le sinergie creano positività e nutrimento per l’anima sia per gli artisti come noi che per il nostro pubblico”. affermano i creatori de La Casa di Creta.