Loading
Nuovo quotidiano d'opinione e cultura
Il tempo: la ricchezza per l’umanità
Nuovo quotidiano d’opinione e cultura

Le straordinarie scoperte nell’antica Finziade a Licata: un tuffo emozionante nel passato

La campagna di scavo del 2025 nel sito archeologico di Finziade, a Licata, promossa congiuntamente dal Parco Archeologico della Valle dei Templi e dal CNR – ISPC di Catania, ha restituito risultati di eccezionale rilievo. Attraverso i canali ufficiali del Parco, sono stati annunciati ritrovamenti che si rivelano fondamentali per comprendere la vita quotidiana di una città antica che ha plasmato la storia della Sicilia.

Il cuore delle ricerche è stata un’area finora inesplorata, chiamata “casa 19”, dove si sono svelati ambienti domestici incredibilmente ben conservati.

Eretti quali autentici scrigni di storia, custoditi gelosamente per oltre duemila anni, hanno rivelato testimonianze pregnanti di un’esistenza quotidiana e produttiva, intrisa di ricchezza e di complessità.

Tra i reperti più sorprendenti, un laboratorio artigianale comprendente una quarantina di matrici per la produzione di lucerne e statuette votive, insieme a forni, vasche e botteghe perfettamente conservati. A poca distanza, un sacello domestico con statue e oggetti rituali integro, che regala nuove prospettive sulla religiosità privata e sulle pratiche devozionali degli abitanti di Finziade nel periodo ellenistico-romano.

Le case emerse raccontano la storia dell’architettura residenziale nella Sicila di oltre 2100 anni fa: un passato vivo e pulsante, che risale al II secolo a.C. Tra i tesori rinvenuti spicca anche un dado di terracotta, testimonianza tangibile del gioco, compagno immancabile dell’umanità attraverso i secoli. Tra il tardo II e il primo secolo avanti Cristo, Finziade si impose quale fulgida realtà militare e mercantile, intessendo saldi vincoli con Roma nel corso delle guerre puniche, e celebrando in tal modo il suo apogeo di fulgore e grandezza,

documentato dalle strutture straordinariamente conservate oggi riportate alla luce.

Le abitazioni si dispongono intorno a un cortile centrale di modeste dimensioni, ma dal grande valore funzionale: illuminare gli ambienti, collegare i diversi spazi e soprattutto raccogliere l’acqua piovana. Quest’ultima, guidata dalle falde inclinate dei tetti verso l’interno, veniva immagazzinata in ampie cisterne a forma di campana, scavate nella roccia, vera e propria risorsa vitale per gli abitanti.

Alla missione archeologica hanno partecipato circa 25 fra ricercatori, archeologi e studenti provenienti da prestigiosi atenei italiani (Catania, Palermo, Roma, Milano), insieme agli allievi dell’Istituto d’Istruzione Superiore “E. Fermi” di Licata. Un tassello di grande valore si aggiunge così alla storia di Finziade, confermando il sito come uno dei più promettenti cantieri di ricerca nell’area meridionale della Sicilia.

Un patrimonio inestimabile, frutto della sinergia fra ricerca scientifica, istituzioni, comunità locale e giovani generazioni, che ci restituisce il volto autentico di un popolo vissuto oltre due millenni fa. In hoc signo vinces – con questo segno vincerai. Un presagio che annuncia la scoperta. Una vittoria per la conoscenza, una vittoria per la cultura.

Share Article
A soli sedici anni ha iniziato il suo percorso nel giornalismo, scrivendo come corrispondente e raccontando la cronaca di Camastra e Naro sul giornale La Sicilia. Spinto dalla passione per l’informazione, qualche anno dopo ha iniziato a collaborare con testate di rilievo come il Giornale di Sicilia, Corriere dello Sport e L’Amico del Popolo di Agrigento, storico settimanale cattolico. Il suo viaggio lo ha poi portato a Milano, dove ha scritto per il Giornale di Milano Sud, dando voce alle storie e ai cambiamenti della zona meridionale della città. Ma le radici lo hanno richiamato in Sicilia, dove per un decennio ha diretto Tribeart, la prima guida dedicata alle arti visive dell’isola, punto di riferimento per artisti e appassionati. Da sempre convinto dell’importanza dell’etica professionale, afferma con decisione: “Il compito di chi fa giornalismo è uno solo: informare il lettore in modo corretto, senza compromessi”.
TOP