A Catania lo storico Palazzo delle Poste e Telegrafi che fine farà ?

Francesco Fichera in una relazione tecnica così scrive : “Il Palazzo che il sottoscritto ha avuto l’onore di progettare, non è soltanto per ampiezza, struttura, planimetria, bene appropriato alla sua destinazione, così da assicurare una perfezionata modernità di impianti e una razionale distribuzione dei servizi ma , sorgendo nel punto in cui Catania fa maggiore sfoggio di bellezza, dando il fronte su via Etnea che sale dal mare al monte, solenne, magnifica, e il fianco alla villa Bellini, verde gioiello che si ingemma di tutti gli splendori e gli incanti tropicali, esso è pur degno di sì privilegiata ubicazione e con l’armonica sua mole aggiunge imponenza e decoro all’estetica dell’insieme.” Il Fichera introduce elementi classici, come timpani, colonne e conchiglie, ma anche elementi rivisitati dal Liberty come festoni floreali , mascheroni e arlesiane.

Queste ultime vengono rese curvilinee ma concave come delle bow window invertite. Tutto è rivisitato nel modernismo planimetrico che dà funzionalità a tutto. Il Palazzo delle Poste e Telegrafi già al tempo fu una struttura molto complessa architettonicamente , che armonizzò il passato ma che fu orientata all’evolversi dei gusti del tempo. Molti elementi ornamentali sono infatti indotti dal futurismo e si possono ravvisare in vetrate con un biplano , o in macchine industriali come i trasformatori di tensione , che, in una rivisitazione artistica , sono trasformati in sculture, diventando elementi architettonici ornamentali spiccando sulle trabeazioni sorrette da colonne degli ingressi alle sale o anche all’esterno , riecheggiando la funzione delle classiche pigne dell’artigianato calatino che un tempo ornavano i colonnati di ingresso a giardini e ville mentre qui come nuovi elementi sono a suggerire che l’edificio è anche una stazione telegrafica. Sul prospetto gli elementi ornamentali ricordano, sempre all’insegna del futurismo, che la posta viaggia per treno mostrando una ruota di treno con l’asse di accoppiamento , o che è già posta aerea , grazie a un’ elica mossa che lascia una scia, e sembra che Poste Italiane come servizio inaugurò per prima rispetto a tutte nel 1917 , e altro ancora .

L’arredamento interno rispecchia il gusto del tempo : banconi , scrivanie, panche ed anche sedili e scrittoi dove alloggiavano i calamai , il tutto inserito in una elegante boiserie, fanno un tutt’uno con la struttura e ne accrescono il fascino. La Posta Centrale di Catania, che dal suo nascere è stata fruibile dal pubblico e anche dai turisti, chiuderà le porte per sempre ?
“Accoglierà innovativi spazi di Co-working che saranno disponibili a cittadini e a imprese e per farlo hanno preventivato 3 mesi di lavori .
Che destino hanno riservato alle Poste Centrali e che fine farà l’elegante arredamento d’epoca che da sempre ha dato carattere alla struttura? Una cosa comunque è certa, Catania non avrà più un grande ufficio postale così come lo ha goduto per 95 anni. Avevano la necessità di fare co-working proprio nel più prestigioso edificio postale della città?