Una notte di Emozioni: i 30 anni della V E del Liceo Leonardo di Giarre

31 luglio 1995. Una data che, per gli studenti della V E del Liceo Scientifico “Leonardo” di Giarre, non è mai stata solo il giorno dell’ultima prova orale. È il simbolo della fine di un’epoca e l’inizio di tutte le altre. Il giorno in cui i cuori, ancora acerbi ma pieni di sogni, si affacciavano alla vita con la forza di chi ha tutto davanti.
8 agosto 2025. Trenta anni dopo, quegli stessi cuori, oggi adulti, vissuti, cambiati, si sono ritrovati. Lo hanno fatto in una calda sera d’estate, tra gli ulivi e il profumo del mare, nella splendida location di Crescenzio a Riposto, proprio a pochi passi da quella scuola che li aveva visti crescere, ridere, sperare, diventare.

È stata una serata che difficilmente si potrà dimenticare. Gli abbracci lunghi, i sorrisi veri, gli occhi lucidi. Ogni sguardo raccontava mille ricordi: una verifica andata male, una gita indimenticabile, una risata scoppiata all’improvviso in classe. Ma anche la timidezza dei primi giorni, l’entusiasmo delle ultime campanelle, la paura dell’esame e l’ebbrezza della libertà.
In trent’anni, ognuno ha seguito la propria strada. Alcuni sono diventati medici, altri avvocati, professori, imprenditori, consulenti, dirigenti scolastici. C’è chi ha costruito una famiglia, chi ha viaggiato, chi ha cambiato città, chi ha inseguito passioni che affondano le radici proprio tra i banchi del Leonardo. Nessuno ha dimenticato da dove è partito.

Più che una rimpatriata, quella di ieri è stata una celebrazione della vita, del tempo e dei legami che non si spezzano. Perché se il tempo cambia i volti, certe emozioni restano intatte. E ieri sera, sotto le stelle, la V E è tornata ad essere una classe. Una vera classe promettendo un arrivederci, al prossimo anno con lo stesso cuore di allora.
Perché il tempo passa, le strade si dividono, le vite si riempiono di nuove storie. Ma ci sono legami che resistono a tutto, persino agli anni. L’amicizia nata tra i banchi è una promessa silenziosa che non conosce distanza né dimenticanza. È quel filo invisibile che ti tiene stretto a chi ha riso, sognato, lottato accanto a te, quando tutto era ancora da scrivere.

Ieri sera, più che una festa, è stato un abbraccio collettivo tra anime che non si sono mai davvero perse. Perché la vera amicizia non chiede nulla, ma resta. Sempre. E la V E, trent’anni dopo, lo ha dimostrato: alcune cose non cambiano. Per fortuna.