Loading
Nuovo quotidiano d'opinione e cultura
Il tempo: la ricchezza per l’umanità
Nuovo quotidiano d’opinione e cultura

Israele, Russia e Petrolini

Qualche giorno fa un turista ebreo-francese e suo figlio, di appena sei anni, sono stati vittima di insulti e aggressione in un autogrill nella zona di Milano.

(https://www.youtube.com/watch?v=55uTihFgq78).

Il giornalista e intellettuale Gad Lerner scrive il seguente post: “Insultare e minacciare persone che portano la kippah è un’ignominia che nessuna solidarietà con il popolo palestinese potrà mai giustificare”. (https://x.com/gadlernertweet/status/1950106425260179628?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Etweet)

Il signor Lerner ha ragione da vendere e condivido in pieno il suo pensiero. Quante volte è stato detto a un singolo e sconosciuto italiano “italiani mafiosi”? Qualcuno ricorderà la copertina di “Der Spiegel” con una P38 (la pistola) sopra un piatto di spaghetti.

(https://www.webitmag.it/der-spiegel-la-famosa-copertina-cui-si-bollava-litalia-come-un-paese-mafioso_2009/)

Stesse generalizzazioni becere, che poi si tingono di razzismo. Tuttavia, il deplorevole episodio, giustamente stigmatizzato, non sarebbe comprensibile se non inserito nel contesto del genocidio pervicacemente attuato da Israele a Gaza e rivendicato dai suoi governanti. Israele non sta solo sterminando i palestinesi, sta anche mettendo in pericolo gli ebrei-israeliani e quelli che vivono altrove.

Il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero (art. 21 della nostra Costituzione) è un caposaldo della democrazia. Tuttavia, vorrei ricordare che, dopo l’invasione dell’Ucrania, chi voleva esprimere la sua opinione sulle cause dell’iniziativa bellica russa, inserendole in un contesto, si sentiva e, con minor frequenza, si sente ancora “obbligato” a esordire con una frase diventata uno stucchevole mantra “c’è un aggredito e c’è un aggressore”. Una sorta di biglietto d’ingresso per poter continuare il proprio discorso senza essere immediatamente tacciato di filo-putinismo.

Applicando la stessa logica, si dovrebbe tacciare di “giustificazionismo genocidario” chiunque si azzardasse a condannare episodi come quello in questione senza aver prima chiarito che “c’è un genocida e c’è una vittima”. Un simile atteggiamento sarebbe senz’altro errato, come lo era (ed è ancora) quello riferito alla vicenda russo-ucraina.

Ma, secondo me, c’è di più. Simili atteggiamenti, spontanei, suscitati o “prezzolati” che siano, sono sostenuti da un intento propagandistico e una grande violenza argomentativa.

Una volta stabilito da coloro che dominando i media orientano l’opinione pubblica, chi siano i”buoni” e i “cattivi”, non rimane più spazio per chi voglia ricercare le vere cause di certi accadimenti. La verità è e deve essere una, semplice e prestabilita, chi vuol dubitare, come diceva il grande Petrolini, “si faccia un impero per conto suo”.

(https://www.youtube.com/watch?v=uTgWLe66meM – minuto 12’,22’’)

Share Article
Maurizio Salustro ha maturato 41 anni di esperienza nel settore legale, compresi 31 anni con la magistratura italiana, spaziando dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti. Ha presieduto la Prima Sezione Penale del Tribunale di Catanzaro. Ha svolto un’intensa attività internazionale sia con funzioni esecutive (in Kosovo come Giudice con la Missione ONU - UNMIK e, poi, come Pubblico Ministero per i crimini di guerra con la Missione dell’UE – EULEX; in Guatemala come Capo delle Indagini con la CICIG -Commissione Internazionale contro l’Impunità in Guatemala-, sia nel settore dello sviluppo delle istituzioni (specialmente in Georgia e Iraq). In pensione dall’agosto 2022, si dedica a iniziative di promozione sociale.

You may also like

TOP