Lettera aperta alla Regione Siciliana dal mondo dello spettacolo

Esortiamo la Regione Siciliana a rafforzare tutti gli strumenti normativi ordinari e trasparenti per sostenere e finanziare lo spettacolo dal vivo, senza dover ricorrere alle “mancette”. Questo è il momento per farlo!
In questi mesi, il dibattito politico e mediatico sembra giustamente aver decretato la fine delle cosiddette “mancette”, ovvero quei contributi discrezionali e arbitrari concessi direttamente a enti, associazioni, per le loro attività di spettacolo, a volte anche con l’intermediazione delle amministrazioni locali. Ciò quasi sempre in assenza di bandi pubblici, trasparenza e criteri oggettivi. Una stagione che finalmente sembra chiudersi – e sarebbe pure ora – dopo aver arrecato danni quasi irreparabili.
Ma la questione vera è: cosa accadrà adesso? Non sembra sufficiente declamare “basta finanziamenti diretti”. Serve subito una puntuale e corretta risposta strutturale per non abbandonare il mondo culturale, sociale, musicale e territoriale che, seppure in grande affanno, tiene vivi l’identità e il tessuto lavorativo della nostra Regione con professionalità e dedizione
La soluzione — semplice e concreta — a nostro parere è questa: la Regione Siciliana deve rafforzare e potenziare unicamente gli strumenti finanziari specifici già esistenti.
Ci riferiamo a quei pilastri normativi che non vanno inventati ex novo, ma solo potenziati e rifinanziati adeguatamente:
Parliamo del FURS, il Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo, istituito dall’articolo 65 della L.R. 9/2015.
È uno strumento pensato proprio per sostenere, con criteri oggettivi e attraverso bandi pubblici, le attività teatrali, musicali e di danza promosse da soggetti professionali: associazioni, cooperative, fondazioni, operatori qualificati. è regolamentato da ottime leggi di settore esistenti (come la L.R. 25/2007 per il teatro e la L.R. 44/1985 per la musica) ed è frutto del lavoro dell’Assemblea Regionale Siciliana, che ha voluto dotare la nostra Regione di un sistema di sostegni serio e moderno.
Da anni ormai assistiamo all’inspiegabile mancato finanziamento della lettera c) dell’art. 7 della LR 25/2007, relativo a festival e rassegne, che poi sono gli eventi culturali maggiormente oggetto di arbitrari contributi ad personam, elargiti senza preventiva istruttoria e per palese spirito di favoritismo.
Ma anche altri articoli della LR 25/2007 non sono più finanziati da anni, privando il settore di strumenti capillari e accessibili alle realtà più fragili e periferiche. Tra questi: Il supporto ad attività teatrali svolte fuori regione o all’estero (art. 7, lett. b), che potrebbe dare respiro alle produzioni siciliane anche in ambito nazionale e internazionale; I progetti di formazione professionale di attori e tecnici teatrali (art. 8, lett. a), fondamentali per garantire qualità, crescita e ricambio generazionale nel settore; valorizzazione degli spettacoli classici nei siti archeologici (art. 8, lett. b), una risorsa unica che coniuga cultura e turismo; contributi per acquisto, adeguamento e ammodernamento di attrezzature teatrali (art. 9), essenziali per garantire condizioni di lavoro dignitose e qualità tecnica degli spettacoli; sostegno a teatro per l’infanzia e la gioventù (art. 10), settore educativo e artistico cruciale per la formazione delle nuove generazioni; E infine, i contributi per la gestione di sale teatrali private o cooperative (art. 13), presidi culturali importanti, spesso collocati in contesti urbani o provinciali dove l’offerta pubblica è carente.
Chiediamo ancora una volta il rifinanziamento completo e totale di tutti gli articoli della Legge regionale 25/2007
La nostra proposta organica è semplice: potenziare il FURS e gli altri strumenti legittimi, trasparenti ed equi, usando le risorse risparmiate con le mancate “mancette”, che erano messe in conto assestamento finanziaria 2025 e che non saranno assegnate, per l’annunciata fine dello smodato uso dei trasferimenti senza bando.
Il nostro fine è ottenere che tutte le forme di sostegno regionale vengano erogate solo dopo preventiva approvazione dei progetti e la successiva rendicontazione, in base a criteri certi, trasparenti ed equi, dettati dalle specifiche leggi di settore.
Con la manovra di variazione al bilancio 2025, la Regione ha la straordinaria occasione di trasformare il taglio delle pratiche opache in un rilancio della legalità, della trasparenza.
Non occorre creare nuovi canali: è sufficiente incrementare in modo strutturale e triennale, fino al 2028, il FURS e le altre leggi esistenti, visto che peraltro i soggetti capaci e legittimati a essere finanziati aumentano di anno in anno esponenzialmente, a grande beneficio dell’occupazione nel settore cultura.
È tempo che la Regione investa con coerenza in ciò che lei stessa ha costruito nel tempo, con il contributo dell’ARS e di migliaia di operatori che hanno creduto in un modello culturale pubblico, pluralista, qualificato e libero da sudditanze e ad appartenenze politiche.
È necessario inoltre portare l’attenzione su un altro nodo cruciale: i trasferimenti diretti ai Comuni per attivitò di spettacolo. Anche in questo caso, l’assenza di procedure pubbliche e valutazioni comparative ha spesso favorito dinamiche opache.
Ribadiamo che un sistema pubblico non può continuare a distribuire fondi senza regole certe. Come abbiamo già denunciato pubblicamente e in via giurisdizionale nel 2024 in tutte le sedi di governo nazionali e regionali, all’autorità giudiziaria e agli organi di informazione, rilevando tutti i profili di illegittimità costituzionale delle condotte, censurate poi alla luce delle norme vigenti.
Chiediamo al Presidente della Regione, alla Giunta, al Presidente dell’ARS e a tutti i Deputati di proporre e approvare questi incrementi al FURS nelle variazioni di bilancio 2025.
Chiediamo che regole eque, dignità e fiducia nel futuro vengano restitui al settore culturale e siciliano, finchè siamo in tempo per farlo.
Per una Sicilia che investe nella Cultura, con il rispetto delle Leggi e la fiducia dei Cittadini.
F.to Latitudini Rete Siciliana di Drammaturgia Contemporanea
(59 organismi associati)
Stati Generali dello Spettacolo dal vivo in Sicilia
(102 organismi)