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Il trionfo del sapere: l’ateneo di Padova guida il raking Censis degli Atenei Italiani

Il prestigioso Ateneo di Padova si conferma, ancora una volta, l’eccellenza indiscussa nel panorama universitario italiano, un faro di sapere e innovazione che brilla più intensamente che mai. L’istituzione veneta si erge trionfante al primo posto tra i mega atenei statali, quelle roccaforti del sapere con oltre 40.000 iscritti, un risultato che testimonia un impegno costante e una dedizione incrollabile alla qualità.

A sancire questo successo è la 25ª edizione della classifica Censis, un appuntamento annuale attesissimo che, con la sua analisi rigorosa e consolidata, offre una bussola preziosa per gli studenti e le loro famiglie. La metodologia Censis, infatti, va ben oltre il mero prestigio accademico, scandagliando parametri fondamentali come la qualità dei servizi offerti, l’efficienza delle strutture, l’entità delle borse di studio, l’apertura all’internazionalizzazione, l’efficacia della comunicazione e, cruciale per il futuro dei giovani, l’occupabilità dei laureati.

Palazzo Sardagna sede del rettorato dell’Università di Trento dal 2014

Con un punteggio complessivo di 90,3, Padova non solo consolida la sua leadership, ma ribadisce il suo ruolo di pioniere, lasciandosi alle spalle giganti come l’Alma Mater di Bologna (87,7) e l’Università di Pisa (84,7), quest’ultima protagonista di un balzo significativo di tre posizioni. Un lieve scivolone, invece, per la storica Sapienza di Roma, che si trova ora a pari merito con la Statale di Milano (84,2) al quarto posto, mentre Firenze risale con determinazione al quinto con 83,5 punti.

La sostanza non cambia irreversibilmente: non è solo ai vertici dei mega-atenei che si trasforma il linguaggio. Come rivelato da SkyTg24, la graduatoria si dipana con coerenza anche nelle altre fasce degli atenei statali, confermando eccellenze consolidate.

L’Ateneo della Calabria, con un inaspettato 94,3, si impone come vessillo indiscusso tra i grandi poli universitari (con una popolazione studentesca tra i 20 e i 40 mila iscritti), a riprova inequivocabile che il Meridione d’Italia è un crogiolo di ingegno e prospettive fertili, seguito con slancio dall’Università di Pavia e da quella di Perugia.

Tra i medi, è l’Università di Trento a brillare ancora una volta, con un punteggio di 93,7, a testimonianza di una ricerca e didattica all’avanguardia, tallonata da Udine e dalla Politecnica delle Marche.

Infine, tra i piccoli atenei, la cima è tenuta con ferma determinazione da Camerino (seguita da Cassino e Tuscia), forte di un notevole 96,0. Questo evidenzia in modo incontrovertibile come anche le istituzioni di dimensioni più contenute possano assicurare un percorso didattico di eccellenza sopraffina.
Il successo degli Atenei Non Statali: Un’Ode all’Eccellenza Privata
Il panorama universitario italiano non sarebbe completo senza uno sguardo approfondito al settore non statale, che si conferma un pilastro fondamentale nell’offerta formativa. Tra i grandi atenei privati, la Luiss Guido Carli di Roma si erge a modello di riferimento con ben 94,2 punti. Questo risultato non è fortuito: la Luiss, infatti, si eleva per il suo tangibile coinvolgimento nel campo degli incentivi economici per gli studenti meritevoli, un’eloquente manifestazione di apertura e di sostegno al talento e per un network globale che abbraccia più di 360 istituzioni accademiche partner in 75 Paesi, che apre le porte del mondo ai suoi studenti. A completare un podio di prestigio troviamo la rinomata Bocconi di Milano (91,4) e la sempre affermata Università Cattolica (78,0).
Sede della Luiss di Roma

Anche tra gli atenei non statali di dimensioni più contenute, la continuità premia l’eccellenza. La Lumsa si conferma in cima alla classifica dei medi (5-10 mila iscritti), un faro di preparazione e valori, mentre tra i piccoli (fino a 5 mila studenti), la Libera Università di Bolzano mantiene saldamente la sua posizione dominante con un punteggio altissimo di 95,2, a testimonianza di un’offerta formativa di nicchia ma di altissima qualità.

Per quanto riguarda l’Università degli Studi di Enna ”Kore” si posiziona in modo interessante nelle graduatorie universitarie non statali. Secondo le recenti classifiche Censis, la Kore di Enna si è posizionata al settimo posto con un punteggio di 79,8, guadagnando una posizione rispetto all’anno precedente.
In sintesi, la Kore di Enna si sta affermando come una figura centrale nel panorama universitario, mostrando una tendenza al miglioramento nelle classifiche nazionali e ottenendo riconoscimenti importanti a livello internazionale, in particolare per la qualità della didattica e della ricerca.
Censis: La Bussola Indispensabile per il Futuro Accademico
Il ranking Censis, pubblicato ogni anno nel mese di luglio, si conferma uno strumento insostituibile per orientare gli studenti nella scelta dell’università. Non si tratta di un semplice elenco, ma di un’analisi dettagliata e approfondita che va oltre la reputazione, addentrandosi negli aspetti più concreti e tangibili dell’esperienza universitaria. In un’epoca in cui la scelta del percorso di studi è sempre più cruciale per il futuro, avere a disposizione una fotografia così nitida e oggettiva delle diverse realtà accademiche italiane è un vero e proprio dono.

Quale sarà la prossima tappa per gli studenti e studentesse appena diplomati dalle superiori in questo viaggio affascinante verso il sapere? La scelta è ardua, ma le stelle, o meglio, i numeri del Censis, sono lì per illuminare il cammino.

Università Kore di Enna

Ecco come si sono classificate le università statali della Sicilia secondo l’ultima edizione della classifica Censis per l’anno accademico 2025/2026 pubblicata nei giorni scorsi:

L’Università di Palermo si colloca in una posizione delicata, penultima tra i mega atenei statali, con un punteggio di 82,3. Questo rappresenta un arretramento di tre posizioni rispetto all’anno precedente, attribuibile principalmente a performance insoddisfacenti negli indicatori di “Occupabilità” e “Servizi”.

L’Università di Messina si trova in una situazione critica, classificata come penultima tra i grandi atenei. I suoi risultati sono particolarmente contenuti nei valori di “occupabilità” (67) e “strutture”, posizionandosi ultima negli indicatori complessivi.

L’Università di Catania, pur mostrando un miglioramento di cinque posizioni rispetto all’edizione precedente, si trova comunque tra gli ultimi posti (terzultima) nella sua categoria. Qui si evidenziano criticità nelle “strutture” e punteggi solo moderati nei “servizi” (72).

Dalla pagina di Unict comunicati stampa, riportiamo: ‘’Accolgo con grande soddisfazione il risultato della graduatoria Censis – commenta il rettore Francesco Priolo -. Si tratta di un dato che, al di là dei numeri, rappresenta finalmente il segno tangibile di un lavoro costante, condiviso e orientato alla crescita complessiva del nostro Ateneo. L’incremento sul punteggio generale ci incoraggia e conferma la bontà delle strategie messe in campo soprattutto in questi anni’’.

In conclusione, le università siciliane – Palermo, Catania e Messina – mostrano segnali misti.
Punti di forza: Comunicazione digitale avanzata.
Criticità: occupabilità, servizi e strutture fisiche.

Il quadro resta complessivamente sfavorevole rispetto ai migliori atenei italiani, anche se si intravedono elementi di miglioramento monitorabili nel prossimo futuro.

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A soli sedici anni ha iniziato il suo percorso nel giornalismo, scrivendo come corrispondente e raccontando la cronaca di Camastra e Naro sul giornale La Sicilia. Spinto dalla passione per l’informazione, qualche anno dopo ha iniziato a collaborare con testate di rilievo come il Giornale di Sicilia, Corriere dello Sport e L’Amico del Popolo di Agrigento, storico settimanale cattolico. Il suo viaggio lo ha poi portato a Milano, dove ha scritto per il Giornale di Milano Sud, dando voce alle storie e ai cambiamenti della zona meridionale della città. Ma le radici lo hanno richiamato in Sicilia, dove per un decennio ha diretto Tribeart, la prima guida dedicata alle arti visive dell’isola, punto di riferimento per artisti e appassionati. Da sempre convinto dell’importanza dell’etica professionale, afferma con decisione: “Il compito di chi fa giornalismo è uno solo: informare il lettore in modo corretto, senza compromessi”.
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