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Ospedale di Giarre, la lunga cronistoria di un impegno civile

A cinquant’anni della prima pietra e a 25 dalla prima protesta delle associazioni per l’apertura della struttura ospedaliera

Anno 2025, cinquant’anni dalla posa della prima pietra dell’ospedale di Giarre e venticinque dalla prima protesta di piazza per l’apertura della struttura.

La prima pietra della struttura fu posta nel febbraio del 1975, alla presenza del ministro della Sanità Antonino Gullotti, del senatore Mario Scelba, dell’Assessore regionale   Gaetano Gullotta e del vescovo di Acireale Mons. Pasquale Bacile.  L’invito fu firmato dal sindaco On. Giuseppe Russo e dal Presidente dell’Ospedale Rosario Calì.  Sullo storico invito sono indicati alcuni indici:

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Negli anni novanta Rosario Pistorio, allora responsabile del Coordinamento della zona ionico-etnea del Movimento Federativo Democratico, inviò a Roma un   fax in cui si riepilogava l’iter progettuale della nuova struttura. La relazione sarà stata destinata sicuramente, ad una raccolta di dati nazionale sulle strutture sanitarie da anni non completate. Nel 1993 la struttura era, dunque, un cantiere aperto. A quell’epoca qualche associazione e qualche partito di opposizione avevano già posto il problema del completamento della struttura, con incontri con i dirigenti della sanità e con qualche comunicato.

Nel maggio del 2000 la struttura incompleta era una ferita aperta per Giarre e per il territorio.

Alla fine di aprile del 2000, la scrivente a e il prof. Gino Pagano, rappresentanti delle rispettive associazioni culturali, <<Chico Mendes >> e <<Associazione Futura>>, incontrammo   gli esponenti della Confcommercio di Giarre, presidente Armando Cutuli. Le due associazioni stavano somministrando sul territorio un questionario sulla legalità.  Fu durante quell’incontro, presso la sede della Confcommercio, che Mario Patanè titolare della storica libreria la Senorita e dirigente della Confcommercio, ci chiese di affrontare la questione dell’apertura del nuovo ospedale. Io e Gino Pagano rispondemmo che la Confcommercio doveva essere in prima linea. E così fu.

La prima azione delle tre associazioni fu quella di un sopralluogo, ai primi di maggio del 2000, presso il cantiere dell’Ospedale, a cui fu invitato a partecipare   il sindacato CGIL.

Del sopralluogo diede notizia il quotidiano <<La Sicilia>> del 6 maggio, mentre il periodico <<Gazzettino di Giarre>> sul numero del 20 maggio pubblicò il primo comunicato stampa del neo Comitato associativo.  L’impegno di  quel movimento  stimolò   e sollecitò   le azioni dei sindaci, delle associazioni  come Cittadinanza Attiva e il Tribunale dei diritti del Malato,  il deputato  giarrese della  zona, Salvino Barbagallo, allora assessore agli Enti Locali. Dopo alcune azioni del Comitato,  lo stesso Barbagallo organizzò una visita   del collega Assessore alla Sanità, Carmelo Lo Monte, presso l’ospedale , a cui “ naturalmente “  il Comitato non fu invitato.

E’ doveroso ricordare il lavoro dei giornalisti giarresi, che con i  lori articoli  davano notizie dell’impegno associazionistico sui quotidiani e sui periodici  : Mario Pafumi del << Giornale di Sicilia>>, Corrado Petralia del <<Gazzettino di Giarre>>, Mario Previtera corrispondente de  <<La  Sicilia>>,  Gabriella Leonardi per un bell’articolo su <<La Sicilia >> del novembre del 2000, la quindicenne Lorena Leonardi  che sul <<Gazzettino di Giarre>>  del dicembre del 2001, all’apertura della struttura, scrisse un pezzo, come giovanissima ed attenta inviata. Si ricorda anche il fotografo Santo Di Guardo che si ringrazia per le copie delle foto a suo tempo concessemi.

Tornando al sopralluogo del maggio del 2000, il neo Comitato coinvolse nelle azioni altre associazioni, tra cui   Cittadinanza Attiva, presieduta da Nino Li Mura ed altre che saranno citate.   Iniziò così   una girandola di comunicati, di incontri tra le associazioni, con i dirigenti sanitari e i sindaci.

Il Comitato aveva incontrato, qualche giorno prima della venuta dell’Assessore Lo Monte, il direttore sanitario dell’ospedale, dott. Nunzio Catania.  Lo stesso Comitato nel luglio del 2000 invitò per un confronto, presso la sede della Confcommercio, il Direttore generale dell’ASL, Giuseppe Stancanelli. L’incontro si svolse il 12 luglio del 2000 e i Consiglieri comunali, saputa della presenza in città  dell’alto dirigente, lo invitarono nella Casa Comunale. Oggi  forse è impensabile che un alto dirigente incontri le associazioni nelle loro sedi, ma ancora ,e per poco ,si respirava  ancora il clima di cambiamento dovuto alla fase post tangentopoli.

Sulla spinta del Comitato anche la CGIL abbandonò   la politica dentro le stanze,  in occasione della visita dell’Assessore  regionale  diffuse ,infatti,  un volantino di colore verde  dal titolo 1975- 2000 Primo quarto di secolo.

Ad agosto, invece, si incontrarono i sindaci del Distretto.

I dirigenti dell’ASL, dietro questa pressione, comunicavano i vari step  per l’apertura della nuova struttura. A settembre 2000 però tutto è ancora fermo. Mario Privitera, ricordo, mentre ero in viaggio per Palermo, con tono concitato mi telefonò comunicandomi che ,da sue notizie, l ‘apertura dell’Ospedale  era ancora lontana.

Da qui la decisione del Comitato di preparare una manifestazione pubblica.

A seguito di questa notizia i sindaci della zona programmarono controlli mensili sulla struttura, mentre il Tribunale dei Diritti, inviò una lettera al sindaco di Giarre per il ritardato avvio del nuovo ospedale, segnalando la fatiscenza della vecchia struttura.

Nel frattempo le associazioni tennero fede all’annunciata  manifestazione di piazza , in cui furono coinvolte la chiesa e le scuole.  A novembre con una lunga nota ,  inviata via fax,  furono portati a conoscenza dell’iniziativa: il  Ministro della Sanità , l ‘Assessore regionale ,i sindaci del distretto e il Direttore Generale dell’ASL.

La manifestazione pubblica , indetta l’ 11 novembre del 2000, fu preceduta da banchetti per la raccolta di firme e dalla distribuzione di un volantino dal titolo :  La tua mano per l’Ospedale nuovo. Il  volantino  fu firmato da: Arci, Ass. Chico Mendes. Ass.Kallipolidee , Promozione e Sviluppo, Futura, Cittadinanza Attiva,   i sindacati Cgil – Cisl – Uil , Confocommercio, Osservatorio europeo per la legalità PIT Salute, Tribunale diritti del Malato , ULA – Clai .  I banchetti si tennero nei giorni  del 28 ottobre  e il 4 novembre.

Nella mattinata dell’11 settembre del 2000 il corteo della manifestazione partì dall’Ospedale vecchio per  arrivare a Piazza Duomo. La conclusione   dell’evento fu affidata  a padre Giuseppe Grillo,  parroco della chiesa Gesù Lavoratore, che anticipò  i tempi del compianto Papa  Francesco.  Alla manifestazione parteciparono delle rappresentanze studentesche  e di docenti , trasportati da un servizio gratuito offerto dalla ditta Buda.

Con rammarico  si ricorda che non tutti i  consiglieri e gli assessori   parteciparono alla manifestazione.

L’organizzazione della manifestazione  pesò sulle spese personali degli  organizzatori,  conservo ancora il preventivo della tipografia La Rocca di un milione delle vecchie lire, indirizzato alla scrivente e siglato dal titolare.

Il Comitato si pose  non solo l’obiettivo del funzionamento  del  nuovo  ospedale, ma prospettò  anche  la  questione di una strategia  sulla valorizzazione delle singole strutture  sanitarie sul territorio  Taormina – Catania,  e  quella di  Giarre si trova, ancora,   al centro di quest’asse.

In un comunicato del 18 dicembre del 2000 le associazioni invitarono  il sindaco  e la  dirigenza della USL a  valutare l’ipotesi  di  affidare un incarico ad una /un esperta /o  di strategia sanitaria per un possibile indirizzo specialistico dell’ospedale giarrese.

A dicembre , infatti, fu   inaugurato l’ospedale della vicina città di Acireale, che in “solo “17 anni aveva ottenuto il nuovo ospedale. Giarre da anni politicamente non era più in grado di difendere gli interessi del proprio territorio. A difendere la struttura acese erano stati  i politici :  Lombardo , Merlino,  Nicolosi, Aleppo, Sciacca, come scrisse il giornalista Giuseppe Contarino nel suo articolo di cronaca su <<La Sicilia>> .

Il Comitato  giarrese   sospese le attività  durante il periodo natalizio,  il 25 gennaio del 2001, però, già si riunì  per ulteriori azioni dimostrative. Il  22 marzo le associazioni partecipano, insieme al sindaco di Giarre , Giuseppe Toscano, ad  un nuovo  sopralluogo presso la nuova  struttura . Al comune di Giarre, in questa fase, spettava  il compito di firmare  gli atti di autorizzazioni relativi all‘apertura della struttura.

Ad aprile il  Comitato  diramò un nuovo comunicato con cui manifestava la preoccupazione  per la  mancanza di un progetto complessivo  dell’ospedale,  per mancata ultimazione dei lavori  e  per  l’annuncio  da parte della azienda Sanitaria del trasferimento del reparto di fisiochinesiterapia , perché la struttura   era ritenuta ancora una cantiere aperto.

Dal  2001, però, la lente spoliazione de servizi dell’ospedale ebbe inizio dalla vecchia, struttura : a maggio un medico del  servizio di Ginecologia e di  Ostetricia venne  trasferito  all’ Ospedale di Paternò , a fronte di questa decisione il  Comitato  denunciò il mancato avvio  di un apposito concorso  per la copertura del posto vacante.

Il mese di settembre trascorse tra comunicati da parte del Comitato, articoli dei corrispondenti  del quotidiano “La Sicilia”  e del periodico <<Il Gazzettino di Giarre>> relativi al mancato impegno del completamento, dovuto  anche alle   mancate autorizzazioni da parte dei tecnici del  comune.

 

L’ APERTURA  del nuovo ospedale , finalmente,  fu annunciata   per il 24 novembre del 2001 .

Nel  lungo articolo  il giornalista della  <<La Sicilia >>  ricordò  le ingenti somme spese, descrisse  i  futuri servizi : reparto di lunga degenza pronto soccorso, due sale parto , una zona per il servizio tac, oltre ai reparti di ortopedia, neonatologia, cardiologia, psichiatria, otorinolaringoiatria, rianimazione.

Qualche settimana dopo l’annuncio dell’apertura del nuovo ospedale, il presunto rappresentante politico della zona, il deputato forzista Ilario Floresta ,  inoltrò un’ interrogazione al ministro della Salute, Girolamo  Sirchia,  invitandolo   a  volere considerare se esistevano  le condizioni  per potere inaugurare il nuovo presidio sanitario di Giarre . E  non casualmente il sindaco di Acireale    chiese   una commissione sull’ operato della ASL . Il gruppo consiliare giarrese <<Libertà Nuova >>,  invece di difendere  l’apertura della struttura manifestò perplessità. La contesa politica da parte del comune di Acireale, di Floresta e del gruppo consiliare era evidente: l’ospedale d Giarre “non s ‘ ha da aprire”.

Per la fatidica giornata del 24 novembre, dalle istituzioni  fu organizzato il servizio di  un bus navetta,  che sarebbe stato a disposizione delle cittadine e dei cittadini che volessero partecipare all’inaugurazione dell’ospedale. Il Comitato volle dare fiducia all’ Azienda sanitaria ,  ritenendo  un  passo importante e di responsabilità l’atto dell’ inaugurazione.   In un comunicato  , però, a firma di Nunziatina Spatafora, Armando Cutuli , Angelo Melita , Gino Pagano, Enrico Fiumara, Nino Giuffrè, Mario Patanè , Giuseppe Camarda,  fu affermato  che la festa avrà ragione di svolgersi solo quando una/o cittadina/a  potrà fruire del servizio ospedaliero,

L’anno si chiuse sicuramente con un atto significativo, da cui, temporaneamente, difficilmente si poteva tornare indietro.

A casa mi fu recapitato   l’invito,  che ancora conservo, dell’ inaugurazione.

A gennaio del 2002, ad un mese dalla cerimonia, il trasferimento della struttura non era stato avviato .  Il Comitato  incontrò  la direttrice sanitaria del presidio , dott.ssa Marinella Ienna ,  e formulò   un comunicato stampa  con cui si manifestava  la preoccupazione  del mancato trasferimento dell’ospedale . Preoccupazione derivata  anche dal cambio del direttore Generale , perché a  Giuseppe  Stancanelli  era successo  Giorgio Ragona. Anche la CGIL  esternò preoccupazione. Il  sindaco si adoperò  attraverso il simbolico sopralluogo  della struttura.

Il Comitato indisse  una conferenza stampa presso la Confcommercio, iniziativa con   cui non solo  mantenne alta l’attenzione verso le azioni  dell’ASL , ma ancora una volta si interrogò sul  futuro dell’Ospedale, auspicando  che  quello di  Giarre  potesse assumere  un ruolo specialistico.  Il  Comitato   annunciò  ,contestualmente ,   l’indizione di  una fiaccola di protesta  per il mancato avvio del  trasferimento della struttura,  ad oltre un mese   dall’inaugurazione. In quella  fase  il Comitato   era costituto da Confcommercio, Chico Mendes , Futura, CGLI CISL UIL ,  Liberamente ,Arci. Promozione Sviluppo e Territorio, Parrocchia Gesù Lavoratore, Stupor Mundi – Kallipoidee, a cui si aggiunse l’Associazione Santo Calì . All’iniziativa aderirono i giovani di Rifondazione Comunista, il Comitato Regina Pacis, i sindaci di Giarre e Mascali,  Giuseppe Toscano e Silvio Carota. La fiaccolata  ebbe  luogo nel marzo del 2002.

Ad aprile il Comitato,  finalmente,  in un comunicato manifestò  la soddisfazione del reale trasferimento del nosocomio presso la nuova struttura ,  contestualmente fu richiesto  al nuovo   Direttore Generale un   incontro,  che avverrà  il 15 maggio 2002 a Catania, presso la  direzione generale di via Santa Maria La Grande. Oggetto dell’incontro “ come la struttura di Giarre possa assumere la funzione di un centro specialistico , visti i servizi prestati dai vicini ospedali.“.

Pochi  anni dopo  il trasferimento nella nuova struttura   si  vociferò   che il reparto di ostetricia ,  pur  corrispondendo  ai parametri del numero annuale  delle nascite, previste  per il mantenimento  del reparto, sarebbe stato  trasferito ad Acireale, che contava invece meno nascite. Il dato mi fu fornita  da una nota e seria  ginecologa  giarrese che oggi non c’è più. Rispetto  al 2000 il contesto politico  era cambiato , la razionalizzazione della spesa pubblica sanitaria  cinicamente andava avanti , e gli ospedali sono stati  tenuti in vita anche in base alla forze politiche presenti sul territorio , e di queste forze Giarre da un po’ di anni ne era priva.

A fronte del taglio del servizio di ostetricia e di ginecologia ,si ricostituì  il movimento  delle associazioni  con il nome, suggerito da Maria Pia Fiumara ,  ME.DE.A, Movimento Etneo  Democratico Associazioni, che  indisse  per il 16 gennaio del 2006 un conferenza stampa. Della fluttuante presenza delle e dei partecipanti  all’interno comitato-movimento, operativo dal  2000- 2007,  desidero  citare anche  i nomi di Enzo  Venuto, Saro Previtera allora segretario della Confcommercio, Janì Russo, Lucio Fresta, Enrico Fiumara  , Mariella Russo, il compianto Filippo Messina, Paolo Pintabona,  Angelo Melita. Mi scuso con quelli che involontariamente  non cito.

Il Movimento  accoratamente si rivolse  ai parlamentari regionali   per frenare la chiusura  dell’Ospedale  :  Giovanni Villari, Salvo Raiti, Giovanni Barbagallo, Santo Liotta e Giuseppe  Spampinato , in  data 18 gennaio del 2006  presentarono una mozione con cui impegnarono  il governo ad intervenire con precisi atti di indirizzi affinché la struttura non venisse depotenziata. Anche la CCGL attivò  la sua  protesta .

 

Il 24 gennaio viene indetto una seduta straordinaria del  consiglio comunale , allora presieduto da Giuseppe Donzello.

Con lettera del 10 ottobre 2006  il   movimento  associativo inviò   una ulteriore lettera a tutti  i deputati  regionali e nazionali con  cui furono   invitati   a sostenere le ragioni di un territorio , autonomo da Catania e dotato di  servizi  sanitari essenziali  fin   dall’inizio del Novecento .  Il Direttore Generale annunciò una conferenza presso l’ospedale ,  a cui partecipò  il Comitato associativo.

La battaglia continuò  ancora durante il  2007, i deputati Salvo Raiti e Salvo Fleres, sollecitati  dal Comitato,  intervennero  rispettivamente con una visita ispettiva  e con la presentazione  di una interrogazione. Ricordo che io e Gino Pagano , prima dell’interrogazione , incontrammo Salvo  Fleres presso la sua segreteria.

Ad aprile i giornali  riportarono  la notizia   che il reparto di pediatria  non era  dotato di personale sufficiente.

Durante l’estate il Comitato  protestò per la riduzione dei posti letto, e lanciò  ancora un appello  affinché  non venissero   soppresse   le realtà  sanitarie che insistono sui significativi territori di  Giarre e di Militello.

Il 4 luglio  fu trasmessa dalle associazioni  un’ ennesima  nota ai deputati di turno, Angelo Lombardo e Salvo Fleres .

Dal 9 luglio al 15 del 2007 luglio  l’ospedale  fu chiuso per urgenti lavori alla cabina elettrica.

A luglio dello stesso anno  furono  chiusi  anche i reparti di Pediatria e Otorino , con la scusa di dovere effettuare  lavori presso il tetto della struttura. I consiglieri  indissero  una seduta  straordinaria del Consiglio  con il direttore generale  dell’ASL , anche la CGIL svolse la sua funzione.

Il Comitato, sempre a luglio  promosse   la presenza di alcuni parlamentari regionali e nazionali ,  che   effettueranno un sopralluogo  :  Giovanni Burtone,  Marilena Samperi e  Salvo Raiti .

Nel contempo  agirono  anche i sindaci , mentre  i dirigenti dell’ ASL    sembrarono  disponibili   ad individuare una vocazione specifica per l’ospedale, ma  intanto fu annunciata   la notizia che da Acireale il reparto di geriatria sarebbe stato   trasferito a Giarre. Tale notizia, anticipò l ’imminente mission della struttura giarrese! La mia documentazione si ferma a questa data, al 2007,   non si ferma invece il declino della struttura fino alla chiusura del reparto di ginecologia e ostetricia, del pronto soccorso, di ortopedia , di chirurgia.

La battaglia per l’ospedale, continuò, oltre  il mio personale  impegno e quello  dei vari rappresentanti delle associazioni che dal 2000 avevano seguito  le sorti della struttura.

Nel 2008 si costituì  un nuovo  comitato ,  portavoce della problematica fu Angelo D’anna, che non aveva  partecipato allo storico Comitato operativo dal 2000 al 2007.   Il nuovo  Comitato, o più modernamente  la nuova Rete  delle associazioni,   mise in campo tutte le azioni possibili per evitare la chiusura dell’ ospedale.

Nel 2015 si costituì un ulteriore Comitato di associazioni  << Rivogliamo L’Ospedale >>,  di cui   ricordo  l’impegno di Angelo La Rosa.

Grazie a questa ulteriore battaglia che, “fortunatamente”, coincise con un impegno elettorale   di uno dei candidati alla presidenza alla Regione, nel 2021   sono stati riaperti, con ulteriore e farsesca inaugurazione, uno zoppicante ma irrinunciabile Pronto Soccorso ed alcuni reparti.

Concluso, però, il temporaneo impegno elettorale del candidato eletto, il problema dell’apertura dell’ospedale di Giarre si ripresenta puntualmente, in questi giorni di luglio 2025 i giornali <<Il Gazzettino di Giarre>> e  << La Sicilia>> hanno informato la cittadinanza del territorio sul depotenziamento , che anticipa la chiusura , della struttura della zona ionico- etnea .

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Nunziatina Spatafora, nata a Giarre il 26 giugno del 1958, laureata in filosofia e Scienze delle Amministrazioni presso l'Università di Catania, lavora presso la Città Metropolitana di Catania di cui è presidente del Comitato Unico di Garanzia. Negli anni settanta, ottanta e novanta del secolo scorso, è stata fondatrice ed animatrice di associazioni femministe per i diritti delle donne e per l'esplicitarsi della cultura delle e sulle donne. I documenti di questa attività si trovano presso il suo archivio personale oppure presso il blog http://nunziatinaspatafora.blogspot.com È stata dirigente del Pci, Pds,Ds impegnata sui temi sociali ed di sviluppo locale. Dagli anni ottanta collaboratrice di giornali locali, per dieci anni iscritta all’albo dei pubblicisti e giornalisti, nel 2000 ha pubblicato un testo su Sciascia: le donne, la mafia presso la casa editrice di Catania CUECM. Ha tenuto diversi incontri nelle scuole del territorio sulla parità di genere.

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