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Lina Scalisi: Un nuovo capitolo per l’università di Catania

L’Università di Catania si prepara a scrivere una pagina di rinnovamento e innovazione con la recente nomina della professoressa Lina Scalisi a prorettrice, una scelta voluta con determinazione dal neo rettore, professor Enrico Foti. Questa mossa strategica non rappresenta solo un cambio di poltrone, ma incarna una visione di governance condivisa e dinamica, capace di rispondere alle sfide contemporanee del mondo accademico.

 

Un curriculum di eccellenza 

Lina Scalisi è una figura di rilievo che echeggia con vigore nel panorama della storiografia moderna italiana.

Professore ordinario presso il dipartimento di Scienze umanistiche dell’università di Catania, ha costruito nel tempo un profilo di eccellenza, intrecciando ricerca rigorosa e impegno istituzionale. La sua esperienza si estende oltre i confini locali: è stata coordinatrice della valutazione della qualità della ricerca (VQR) e attualmente guida, a livello nazionale, l’Area 11 dell’agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), che racchiude discipline storiche, filosofiche e pedagogiche. Dal 2020, inoltre, presiede l’Accademia di Belle Arti di Catania, incarico confermato fino al 2026, a testimonianza della fiducia e della stima che la comunità accademica le riserva.

Un impegno che va oltre la docenza

La carriera di Lina Scalisi si distingue per un impegno che supera la mera attività didattica. La sua leadership si è manifestata nella gestione di progetti di ricerca internazionali e nella partecipazione a comitati scientifici di alto livello, elementi che sottolineano la sua capacità di dialogare con realtà accademiche complesse e diversificate. Rilevante è anche il riconoscimento internazionale ricevuto come Académica Correspondiente della Real Academia de la Historia de España, un attestato che certifica la sua autorevolezza nel campo della storia moderna.

Una visione strategica per l’ateneo

La nomina di Lina Scalisi a prorettrice non è un semplice atto formale, ma un segnale chiaro di come il professor Foti intenda costruire un modello di governance basato sulla complementarità e sulla collaborazione tra discipline differenti. L’unione delle competenze di Foti e Scalisi punta a rinforzare l’identità dell’Università di Catania, rendendola più aperta, più autorevole e più legata al suo territorio. Lo scopo è rafforzare la capacità dell’Ateneo di interagire in modo efficace e continuativo con le istanze sociali e culturali della Sicilia.

Passione e dedizione per l’istituzione

Dietro la figura istituzionale della pro-rettrice si cela una profonda dedizione per la ricerca e la formazione. Lina Scalisi ha sempre dimostrato una passione autentica, testimoniata dalla sua incessante attività di coordinamento di corsi, seminari e conferenze internazionali. Il suo impegno è volto a promuovere non solo la qualità scientifica, ma anche l’innovazione e la capacità di interpretare le trasformazioni culturali e sociali contemporanee.

Verso nuove frontiere

Con l’investitura della professoressa Scalisi, l’università di Catania si incammina verso una profonda trasformazione e un vigoroso slancio evolutivo.

La sua leadership, fondata su competenza, visione e capacità di dialogo, rappresenta un punto di riferimento per l’ateneo e per l’intero sistema accademico nazionale.

Sotto la sua direzione, l’università di Catania si appresta a cristallizzare il proprio posizionamento strategico, emergendo quale polo d’eccellenza e avanguardia, intrinsecamente orientato alla prospettiva futura senza disgiungersi dalla propria eredità fondativa.

Questa formulazione mira a un registro molto più formale e accademico, utilizzando termini specifici per esprimere i concetti richiesti.

In definitiva, la scelta di Lina Scalisi come prorettrice è molto più di un semplice avvicendamento: è l’inizio di un cammino condiviso verso un’università che sa rinnovarsi, valorizzando le competenze e il territorio, e che si prepara a lasciare un segno indelebile nella storia accademica italiana.

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A soli sedici anni ha iniziato il suo percorso nel giornalismo, scrivendo come corrispondente e raccontando la cronaca di Camastra e Naro sul giornale La Sicilia. Spinto dalla passione per l’informazione, qualche anno dopo ha iniziato a collaborare con testate di rilievo come il Giornale di Sicilia, Corriere dello Sport e L’Amico del Popolo di Agrigento, storico settimanale cattolico. Il suo viaggio lo ha poi portato a Milano, dove ha scritto per il Giornale di Milano Sud, dando voce alle storie e ai cambiamenti della zona meridionale della città. Ma le radici lo hanno richiamato in Sicilia, dove per un decennio ha diretto Tribeart, la prima guida dedicata alle arti visive dell’isola, punto di riferimento per artisti e appassionati. Da sempre convinto dell’importanza dell’etica professionale, afferma con decisione: “Il compito di chi fa giornalismo è uno solo: informare il lettore in modo corretto, senza compromessi”.

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