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Investimenti nelle infrastrutture e ricadute socio-economiche

Fino a quando il tema infrastrutturale non sarà affrontato in modo serio e puntuale, attraverso una visione concretamente protesa a superare decenni di arretratezza, sarà complicato parlare di sviluppo soprattutto per le aree situate nel Mezzogiorno dello stivale che, storicamente, soffrono un’eredità pesante che si riflette nella penuria di risorse infrastrutturali di cui tanto vi sarebbe invece bisogno. 

In Sicilia, più in particolare, si continua ancora a viaggiare sulle monorotaie, il costo dei biglietti aerei eccessivamente elevato conferma come le logiche di mercato seguano una velocità diversa rispetto agli ingessati apparati politici ed amministrativi, e in tutto questo, la zavorra rappresentata dall’”insularità” suole rappresentare il suono di una perenne condanna che deflagra sulle teste delle popolazioni interessate da siffatto degrado.

Ciò che quindi desta scalpore, inoltre, si sostanzia nella circostanza che i fondi pubblici necessari a garantire lo sviluppo di questi territori ci sarebbero pure, ma, per una serie di criticità, la spesa rimane lenta e si scontra con more procedurali, giochi di parte e campagne elettorali senza soluzione di continuità, mentre a pagare il conto sono i cittadini distanti dal perseguimento di una coesione sociale finalizzata a debellare l’atavico divario tra il Nord e il Sud del paese, mai colmato.

In tale direzione, infatti, i progetti infrastrutturali svolgono una funzione decisiva per la crescita economica, la sostenibilità e la creazione di posti di lavoro e garantiscono, nel contempo, il mantenimento della competitività in ambito europeo. L’Europa, spesso criticata, – in molti casi anche giustamente – attraverso la BEI ha attribuito massima priorità all’esigenza di continuare ad investire in trasporti più puliti, nell’efficienza energetica e nello sviluppo urbano sostenibile, a riprova della sensibilità con la quale la materia infrastrutturale è percepita su base europea.

Basti pensare che, solo nel 2015, la Banca europea per gli investimenti ha provveduto all’erogazione di importanti risorse pubbliche, nella misura di quasi venti miliardi di euro, destinate a sostenere progetti infrastrutturali all’interno dell’eurozona.

L’infrastruttura presenta un carattere anti-ciclico, è una classe di attivo solida ed è una delle poche in grado, soprattutto in periodi di incertezza economica, di unire capitale pubblico e privato verso investimenti capaci di dare immediatamente nuovo slancio all’economia e di avere impatti finanziari ed extra-finanziari positivi nel lungo termine. Per gli esecutivi di tutto il mondo, il contesto attuale di mercato esprime una valida opportunità per accelerare cambiamenti strutturali rilevanti nell’ambito della transizione energetica e della digitalizzazione, facendo leva sugli investimenti infrastrutturali.

Nonostante la crisi, possiamo constatare che il mercato è rimasto e rimane attivo, con una solida pipeline di opportunità di investimenti, in particolar modo nei settori essenziali dell’infrastruttura come le energie rinnovabili, le telecomunicazioni e le infrastrutture sociali. 

Si calcola che nell’Unione Europea, con un orizzonte temporale che va sino al 2035, saranno necessari circa duemila miliardi di euro per finanziare il bisogno di infrastrutture con le banche sempre meno in grado di sostenere tali operazioni di finanziamento e le finanze pubbliche indebolite; pertanto, il capitale privato risulta quindi indispensabile e la remunerazione è di certo interessante. Gli attivi infrastrutturali che forniscono beni o servizi essenziali hanno dimostrato un buon livello di resilienza. Ciò è particolarmente vero per i servizi pubblici (acqua, gas, elettricità), i progetti legati alle energie rinnovabili, sostenuti da contratti o sussidi, le infrastrutture sociali e le reti di telecomunicazione. In generale,  si tratta di  attivi che beneficiano di flussi di cassa di lungo termine, contrattualizzati o regolamentati e che godono di posizioni competitive privilegiate nel loro contesto operativo.

Si può osservare come la maggior parte dei processi di finanziamento avviati prima della crisi su asset solidi sono stati completati in buone condizioni e, in alcuni settori, possiamo vedere un discreto numero di nuove transazioni e di nuovi processi di finanziamento. Le transazioni con esposizione al rischio di costruzione e i settori maggiormente impattati dalla crisi come quello dei trasporti hanno invece registrato un certo rallentamento, con alcune eccezioni per asset già operativi, diversificati e dotati di un solido track record. 

In quest’ottica, sia in Italia che in Europa, sarebbe auspicabile la realizzazione di importanti investimenti allo scopo di ridimensionare il divario tra infrastrutture esistenti ed infrastrutture necessarie. La nostra strategia è volta a favorire la transizione energetica attraverso investimenti in energie rinnovabili, la mobilità sostenibile, l’accelerazione della digitalizzazione con investimenti in reti di fibra ottica e torri di telecomunicazione e, infine, l’infrastruttura sociale, investendo nel sistema sanitario per creare capacità ospedaliere aggiuntive e moderne, e in scuole e università che sono fondamentali per la crescita sostenibile di un paese.

Che il tema infrastrutturale sia all’ordine del giorno dell’agenda politica è sicuramente pacifico, come lo è la sensibilità mostrata rispetto al tema medesimo sia in Italia che in Europa, sapendo altresì, che tali esigenze di sviluppo collegate al progredire delle infrastrutture, assumono piena ed urgente rilevanza soprattutto in alcune zone per le quali si paga già un grave ritardo capace di incidere sugli standard qualitativi di vita, nonché con il rischio di allargare la forbice del divario tra Nord e Sud, e, più in generale, tra il nostro paese e gli altri europei in una dimensione di interconnessa globalità.

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Sono animato dalla straordinaria passione per il diritto, quest'ultimo inteso come occasione inestimabile di ricerca di giustizia e verità. Sono un legale e mi occupo, altresì, in qualità di docente di insegnamento, consapevole dell'importanza fondamentale di formare ed informare le persone con le quali ho costantemente il privilegio di poter interloquire, investendo, su quei valori alti del convivere umano e civile che, talora, la mediocrità di questo tempo sembra non considerare. Amo la scrittura che si traduce nella capacità di comunicazione e, a tal proposito, vanto collaborazioni con alcune tra le più prestigiose riviste giuridiche scientifiche online, come Diritto.it, Altalex e Quotidiano Legale. Sul piano professionale, inoltre, sono un amministratore condominiale, iscritto presso il registro nazionale Confedilizia, nonché mediatore civile e commerciale ed arbitro presso la Camera Arbitrale Internazionale. Mi nutre pure la passione per il sociale, la quale è coincisa con l'impegno personale nel mondo dell'associazionismo e in compagini politiche, sempre e comunque, a sostegno del bene comune come propria stella polare. Credere sempre, fermarsi mai.
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