La scuola deve essere palestra di valori

In un mondo disastrato da adulti frustrati, narcisisti, complessati e immaturi, solo i bambini, gli adolescenti e i giovani rappresentano la possibilità di un futuro diverso. Il tema centrale, pertanto, è quello della loro formazione.
Ma quale famiglia e quale scuola devono impegnarsi in questo difficile compito?
Ho insegnato per 20 anni dopo la laurea, e adesso da almeno 5 mi reco negli istituti scolastici di ogni ordine e grado a dialogare sui valori importanti della vita, sulla legalità e sui principi fondamentali della Costituzione italiana.
I giovani sono migliori di come si pensa in modo sbrigativo e superficiale.
Mi accorgo, invece, che talora la inadeguatezza riguarda i genitori e, purtroppo, alcuni insegnanti.
Occorre formare quanti decidono di avere figli, e pretendere che lo Stato selezioni con rigore il corpo docente.
Lo scopo essenziale della scuola non è tanto e solo quello di impartire un certo complesso di nozioni, quanto di comunicare la gioia e il gusto di imparare, di fare da sé, di essere liberi e autonomi.
La scuola non deve essere uno strumento di omologazione al sistema che considera gli esseri umani una massa da asservire alla logica della competizione e del profitto.
Il processo formativo serve solo se valorizza i talenti di ciascuno e contribuisce alla crescita di persone dotare di capacità critica. Insomma, dei veri adulti.
Bisogna mettere le ragazze e i ragazzi al centro della scuola, liberarli da ogni paura, dare loro motivazioni e felicità, creare una comunità di compagne e compagni che non siano antagonisti, dare importanza alla vita e ai sentimenti che si vanno sviluppando dentro ciascuno.
La vera scuola deve educare ad essere rivoluzionari ed eretici.
Se la scuola non fa questo ha fallito il proprio compito, rimanendo uno dei tanti inutili carrozzoni di questo Paese.