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Scompare Sly Stone, un gigante della black music

La scomparsa di un gigante della “black music”, anche se definirlo tale appare riduttivo come è stato Sly Stone, nato Sly Stewart, all’età di 82 anni, lascia sempre un vuoto incolmabile per tutta una serie di motivi che qui proverò ad elencare in un articolo improvvisato, causa scarsa affidabilità della fonti che su di lui circolano.

Tra queste fonti, credo che la più affidabile sia paradossalmente l’autobiografia di Miles Davis, un musicista proveniente dal bebop di Charlie Parker la cui storia musicale nulla avrebbe a che vedere con quella di Sly se non dal fatto che Miles Davis elogia il genio musicale di Sly!
Lo elogia al punto da ispirarsi a lui e al suo look dal 1968 in poi (non è improbabile che sia stata la moglie protempore di Miles Davis, Betty Maubry, a farlo conoscere) al punto da diventare amico con lo stesso Sly che ovviamente ha una amicizia importante e non certamente facile per un carattere fumantino come quello del trombettista.
In cosa consiste il genio di Sly?
È stato il primo musicista nero ad avere aderito alla filosofia di pace e amore degli hippie, ha innovato la moda di quel periodo, ha costruito una banda chiamata Sly and The Family Stone dove per la prima volta suonavano in brani funky musicisti bianchi. Lui stesso ha una conoscenza non ortodossa della musica (Miles Davis fu più drastico, però bisogna dire che il trombettista in gioventù ha studiato musica alla Juillard School perché era di famiglia benestante nera, non certo lo fu Slyde¹), ma abbastanza pratica per suonare chitarra, organo, tastiere e pianoforte, oltre a sapere cantare e ballare in maniera meravigliosa.
Non a caso uno dei primi successi di Sly si chiama Dance To The Music, non a caso si racconta che da lì cominciò la scalata che lo portò ad avere successo mondiale e che lo avrebbe portato in posti dave sarebbe nata la sua leggenda: l’Ed Sullivan Show, Woodstock, Soul Train e altri palcoscenici di altissimo livello.
Il successo è enorme, però come spesso accade, nascono le prime frizioni all’interno del gruppo che da collettivo diventa sempre più di supporto ai comportamenti sopra le righe del leader.
Comportamenti determinati dal successo personale di Sly e dall’assunzione a tutto spiano di cocaina i cui effetti non tardano a manifestarsi in maniera drammatica al punto da distruggere la sua psiche e il suo enorme talento musicale.
Dal 1974 in poi assistiamo ad una caduta talmente profonda da arrivare a svendere I diritti d’autore delle sue canzoni e vivere come un anonimo senzatetto.
Per fortuna, grazie ad amici avvocati, riuscì a riprendere possesso e a trascorrere in relativa serenità.
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Nato a Riposto nel 1966, laureato in Filosofia a Catania nel 1991, dopo la gavetta nelle scuole legalmente riconosciute, dal 1996 accetta incarichi a tempo determinato in provincia di Sassari (Olbia, Ozieri, Alghero, Sassari) ottiene l'abilitazione all'insegnamento nel marzo 2000, e nel 2007, dopo avere lavorato per 5 anni al Liceo Classico della Maddalena, viene assunto a tempo indeterminato presso il Liceo Classico di Olbia dall'anno scolastico 2007/2008 divenendo titolare sino al 2016.Nel 2015 torna ad insegnare in Sicilia e dal 2018 ha preso la cattedra del Liceo Classico Michele Amari. Si è occupato di politica giovanissimo militando nell'arco dal 1983, nel 1990 si iscrive nel PCI, diventa membro del direttivo del PDS. Nel 2013 fonda la pagina FB Ripostesi per l'Alternativa e poi l'Angolo di Coordy diventando un opinionista locale sempre più apprezzato dai lettori per le analisi politiche locali. Ama leggere, giocare a scacchi frequentando circoli e partecipando a tornei singoli e a squadre, ascolta jazz ( dal 1991 al 2000 ha condotto un programma su Radio Eurosicilia International il cui nome è Jazztrain) e da qualche anno suona il contrabbasso.
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