“Mendelssohniana” inaugura con eleganza la rassegna Chiostri e Cortili

E’andata in scena venerdì 6 giugno, proprio nel cuore barocco di Catania, dove pietra lavica e arte sacra si intrecciano indissolubilmente, la prima serata della magica rassegna estiva Chiostri e Cortili, ideata e diretta dal M° Giovanni Ferrauto per la Camerata Polifonica Siciliana. Un inizio avvolto di sospesa bellezza, nel silenzio prezioso dello splendido Chiostro della Chiesa di Santa Maria del Gesù, restituito alla città dopo un lungo restauro e oggi scrigno ideale per l’ascolto musicale di perle della musica classica.

Giunta alla sua terza edizione, Chiostri e Cortili si conferma dunque come una delle esperienze artistiche più raffinate della stagione estiva siciliana. Sette concerti – fino al 22 luglio – con artisti provenienti da Austria, Polonia, Stati Uniti e un’attenzione costante al dialogo tra luoghi storici e musica da camera. Giovanni Ferrauto, da sapiente musicista qual è, firma un cartellone che unisce abilmente spirito internazionale e radici locali, con programmi intelligenti e accessibili (con una azzeccata vocazione divulgativa), senza mai rinunciare alla qualità artistica.

Ad aprire la rassegna è stato uno spettacolo monografico, Mendelssohniana, affidato all’Orchestra della Camerata Strumentale Siciliana sotto la guida sensibile e attenta del Maestro viennese Robert Lehrbaumer. Il programma, interamente dedicato a Felix Mendelssohn, ha trovato nella versione per archi un’inaspettata trasparenza timbrica e una levità tipicamente cameristica, che ben si sono adattati all’acustica naturale del chiostro.
Momento culminante della serata, insieme all’attenta esecuzione delle sinfonie 9 e 10, (facenti parte delle dodici sinfonie per orchestra d’archi scritte da Mendelssohn fra gli undici e i quattordici anni, dal 1821 al 1823, e destinate ad eseguirsi nei concerti privati che si davano ogni sabato sera nella sua ricca casa berlinese) è stato il celebre Concerto per violino e orchestra in mi minore op. 64, uno dei capolavori assoluti del Romanticismo, entrati di diritto a far parte dell’inalienabile repertorio di pezzi per questo strumento. Composto tra il 1838 e il 1844, il concerto rompe le convenzioni dell’epoca: il violino, senza alcun preambolo, non attende, ma entra subito, instaurando un dialogo continuo, trascinante e appassionato con l’orchestra.

Che dire della solista Karolina Nowotczyńska? Violinista polacca di grande eleganza e raffinatezza, ha offerto un’interpretazione intensa, limpida nonchè misurata, garantendo all’esecuzione una dimensione di sublime tensione lirica. Nel primo movimento (Allegro molto appassionato), ha saputo modulare il dramma e la dolcezza con grande coerenza narrativa, eseguendo il tema del suo strumento con trascinante dolcezza melodica. L’Andante, secondo movimento, è stato un momento di sospensione emotiva, poetico e rarefatto, davvero una romanza tenera. Il terzo movimento (Allegretto non troppo – Allegro molto vivace) ha messo in luce la brillantezza tecnica della solista, leggera e precisa come un arabesco sonoro, in obbedienza alla più intima natura del pezzo, sprizzante fantasia e humour: non a caso qualche critico scrisse “il più perfetto pezzo di musica che Mendelssohn ci abbia donato”.

La Nowotczyńska ha così davvero conquistato il pubblico con un suono caldo e avvolgente, sempre molto naturale, senza alcunchè di artificioso, capace di esaltare la bellezza lirica della scrittura mendelssohniana. La sua interpretazione ha restituito tutta la freschezza del concerto, evitando ogni deriva virtuosistica fine a sé stessa
Location
★★★★★
Acustica ideale e atmosfera incantevole
Organizzazione
★★★★★
Progetto culturale coerente e visionario
Orchestra
★★★★☆
Esecuzione compatta, grande musicalità
Solista
★★★★★
Eleganza e profondità interpretativa
Programma
★★★★★
Scelta monografica convincente e ben costruita
Esperienza complessiva
★★★★☆
Una serata di rara bellezza e intensità
Prossimi appuntamenti
La rassegna “Chiostri e Cortili” prosegue con sei concerti fino al 22 luglio, portando nei luoghi storici della città voci, strumenti e repertori tra Barocco, Romanticismo e Novecento. Seguite questo viaggio tra architetture e armonie, che fa della musica a Catania un ponte tra tempo e spazio grazie alla più romantica di tutte le arti.
Prossimo appuntamento: A NEW WEST SIDE STORY Musiche di Leonard Bernstein, Andrea Amici e Simone Zappalà Teatro Massimo Bellini 12 giugno ore 21