A parlare è Francesco Di Napoli, attore nel film “Hey Jose”

Altro giovane attore di indiscutibile talento presente all’ETNA COMICS 2025 è Francesco di Napoli. Al Festival ha presentato il film :”HEY JOE” insieme al regista Claudio Giovannesi , suo mentore dalla : “Paranza dei Bambini” in cui vestiva i panni del giovane camorrista Nicola Fiorillo che gli è valso il Ciack d’Oro come rivelazione maschile dell’anno e il premio Fantastichini come miglior attore emergente. Indimenticabile il suo schiavo “Wiros” nella serie : “ Romulus” diretta da Matteo Rovere, Mchele Al haique e Erico Maria Artale per SKY. E’ stato anche “Gianluca”, fratello minore della protagonista interpretata da Serena Rossi, nella fiction di RAI1 : “ Mina Settembre”. In : “ HEY JOE”, è Enzo, un ragazzo napoletano con un figlio, inserito nell’ambiente del malaffare che nel corso della narrazione, si ritroverà faccia a faccia con il padre biologico Dean,interpretato da James Franco, fino ad allora totalmente assente, tornato a Napoli dall’America per instaurare un rapporto con Enzo e portarselo via con sè. Alla fine della proiezione del film ho avuto il piacere d’intervistare Francesco e il regista Giovannesi.
A distanza di quasi 5 anni dalla “PARANZA DEI BAMBINI”, ritorni a lavorare con Claudio Giovannesi in “HEY JOE”che emozione è stata rincontrarti lavorativamente con Giovannesi?
Inizio col dire che Claudio per me , è sia un maestro di vita che un maestro a livello cinematografico. La mia reazione quando mi ha chiamato per un provino, che poi non era un vero e proprio provino era solo per vedere se ero rimasto il Francesco di una volta con una maggiore maturità, e quello che cercava l’ha trovato.Il primo incontro con lui sul set di “HEY JOE” è stato molto emozionante, perchè ci siamo ritrovati a distanza di 5 anni dalla “Paranza dei Bambini”che è stato un film di grande successo e che praticamente ha aperto la mia carriera, io oggi, se non fosse stato per quel film e per Giovannesi, non sarei qui.L’ emozione più grande però è stata quando mi ha detto che dovevo recitare con James, lui all’inizio non voleva neanche dirmelo, mi voleva fare una sorpresa, ma io gli ho detto :” Claudio: se questo è un attore Americano, famoso, che io conosco, se me lo fai vedere il primo giorno senza che mi avvisi, io svengo davanti a lui.”Quindi mi ha detto che era James Franco. E da lì mi sono messo una settimana prima che lui arrivasse a Napoli a studuare a casa da solo, per essere più pronto possibile a raffrontarmi con lui, è stata una cosa bellissima.
Com’è stato poi il vostro rapporto sul set durante la lavorazione del film?
Io all’inizio avevo un pregiudizio, visto che lui era un divo, un attore americano famoso, credevo che a me neanche mi filava, invece no, è una persona semplicissima, mi ha dato dei consigli che più o meno già sapevo, però sentirli da lui che ha fatto la scuola a New York, a parte tutta la carriera che ha avuto, acquisivano un altro sapore. Un consiglio che mi ha dato è stato : -“ io nella vita non sono padre, però ho avuto un padre,quindi tutto quello che potevo prendere da mio padre, l’ho preso e l’ho messo nel personaggio di Dean-.” E questo per me è stato un dono perchè ho capito che se qualche volta non riesco a trovare le chiavi per interpretare un personaggio le devo ricercare in altre persone simili al personaggio, che nel suo caso poteva essere suo padre, nel mio potrebbe essere un altro ragazzo con problemi sociali, di famiglia, col padre. Lui all’inizio sembra un pò divo, ma in realtà si scioglie in un modo. Mi ricordo che una volta stavamo girando a Taranto e lui inizial mente mi disse :” Francè, se qualcuno si vuole fare la foto con me, diglielo tu che ora non posso, questo discorso è durato un quarto d’ora , mi giro, e vedo lui che sta ballando in mezzo a venti persone, fregandosene di chi era, lui è così, una persona semplice e alla mano e l’ho apprezzato molto veramente.
Hai trovato qualche caratteristica in comune col tuo personaggio di Enzo ?
Si, in realtà c’è stato un periodo della mia vita in cui mio padre era un pò assente, ti parlo di poche settimane, sai i classici litigi in famiglia,ricordo però che in quelle settimane ne soffrivo molto di questa cosa, dopo avere avuto il consiglio di James, di prendere le cose del passato di altre persone, ho fatto una ricerca proprio su quei ricordi e li ho usati per interpretare Enzo. Per me non è stato comunque un dramma esistenziale, un trauma, è un piccolo ricordo di poche settimane che sono riuscito ad usare per interpretare queston personaggio.
Il sogno di quasi tutti igiovani attori è di lavorare in America tu ci hai mai pensato?
Si, ci ho pensato, però è anche vero che è molto difficile, anche perchè hanno un pregiudizio su di noi, nel senso che quando vai a fare un film in America di solito ti fanno interpretare l’Italiano che sta lì, che a me poi va anche bene.Io però ancora sono molto giovane, ho 23 anni, devo studiare, devo ancora formarmi del tutto, anche se un attore in generale non finisce mai d’imparare qualcosa. Comunque si, è un’ambizione che io ho e che spero , un giorno, possa diventare realtà, però devo studiare e stare sulla strada giusta.
Il Francesco Di Napoli di oggi, con un bagaglio, anche se ancora piccolo, di carriera attoriale alle spalle, con quale sguardo guarda il Francesco di Napoli 18enne , che ancora faceva il pasticcere?
A volte mi capita di dire :” Cavolo vorrei ritornare quello di prima”, – nel senso che prima avevo più spensieratezza, dovuta anche alla giovanissima età e poi non ero ancora entrato nel mondo del cinema. Oggi ci sono molte più responsabilità, quindi ti posso dire che prima ero più rilassato, però quello che gli direi al Francesco di anni fa è- :” goditi ogni cosa che ti viene data,perchè in primo luogo non tornerà indietro e poi non si sa se continueremo su questa strada qui, io il cinema lo amo, ne sono appassionato, pero come dice mia mamma :” – stiamo sotto o’cielo-“ , nella vita può accadere di tutto, quindi la mia filosofia è la filosofia anche del Francesco 18enne che sarebbe – “ prendi la vita come viene, cogli l’attimo, carpe diem.
Ti ho apprezzato moltissimo in “Romulus” dove parlavi in proto-latino, che difficoltà hai avuto ad apprenderlo?
E’ stato un lavorone assurdo, io ringrazio anche il mio dialogue- coach che voglio nominare : “ – Danilo Sarappa,-“ che mi ha aiutato tantissimo, siamo stati prima delle riprese 5 mesi sul proto- latino, sulla fisicità che dovevo dare al personaggio. All’inizio della prima stagione parto come uno schiavo, e io mi sono inventata sta cosa che partivo col fisico mezzo gobbo, proprio da schiavo sottomesso e poi sul finale visto che diventavo un elemento più importante del gruppo mi raddrizzavo con la schiena, quindi era anche una trasformazione fisica quella che facevo, però sì, la cosa più tosta è stato il proto- latino, perchè innanzitutto è una lingua inventata, non era il latino classico e d’altronde io non ho studiato neanche quello a scuola, immagina quando mi sono trovato quella roba davanti, però è stata un’esperienza nuova. La cosa difficile poi era dare emozioni attraverso quella lingua, anche se secodo me, le emozioni si esprimono attraverso gli occhi, attraverso l’espressività, la lingua a mio avviso, passa in secondo piano se ci sono le emozioni interiori.
Secondo te- il panorama del cinema e della TV nei confronti di voi giovani attori si sta evolvendo?
Si, secondo me il cinema adolescenziale sta crescendo molto, anche con queste serie o film “Tim”, che in realtà da spettatore io non apprezzo molto, perchè sono di tutt’altro genere, però da attore è un’esperienza, che alla mia età, a mio avviso è da accettare. Tipo un ruolo, ti faccio un esempio banale, come le serie SKAM, tutte serie per “Tim” che a qualcuno possono piacere e ad altri no, però sono delle serie che ai ragazzi piacciono. E poi per un ragazzo di 23 anni come me, non è che ci siano tantissimi ruoli, devi fare sempre il ragazzo perchè la faccia è quella. Comunque sono convinto che da 5- 6 anni a questa parte il cinema per i giovani è cresciuto, anche se il cinema in generale si sta un pò spegnendo, ci vorrebbe una bella rincorsa e poi lanciarci di nuovo perchè è veramente un periodo tristissimo per il cinema e spero che qual cosa cambi, lo spero tanto.

Ti metteresti alla prova con il pubblico face to face facendo teatro?
Il teatro è una cosa che tutti mi stanno proponendo di fare, ma ammetto di avere paura a farlo. Ti parlo molto sinceramente, io ho anche un pò di ansia a parlare col pubblico dopo 6 anni che faccio questo lavoro, non è normale, secondo me, il teatro mi potrebbe aiutare a superare le mie paure e poi il teatro è l’emblema dell’attore, l’ attore parte dal teatro, vedi Servillo, quindi è un’esperienza che voglio fare. L’ho fatta da piccolo però quello non si considera teatro, io facevo “Pom” alla scuola teatrale, casualmente beccavo sempre il protagonista, però erano cose fatte così eravamo ragazzini.Vorrei invece fare uno spettacolo vero e proprio, c’è un mio amico con il quale stiamo organizzando una cosa, vediamo se riusciamo a farla.
Si può sapere di cosa si tratta?
In realtà no, perchè è tutta un’idea, non c’è niente ancora di scritto, di concreto, però ti dico che è una cosa che voglio fare devo provare.
Presto, credo nel 2026, ti vedremo in una grande produzione SKY con la Giannetta.
Si, si chiama : “ Rosa Elettrica”, non posso dire molto, siamo io, la Giannetta e altri attori conosciuti. E’ una serie on the road che abbiamo girato in 6 città d’Italia, ci siamo divertiti tantissimo, e secondo me è una serie che piacerà sia al pubblico giovane, perchè lancia un messaggio, e sia al pubblico medio italiano perchè è una serie che diverte e nello stesso tempo è drammatica c’è tutto.