La parola ad Alberto Rossi, interprete di Paolo Corbera di Salina nel Gattopardo

Presenti giovani attori di talento a questa 13esima Edizione dell’ETNA COMICS come:- ALBERTO ROSSI, catanese, interprete di Paolo Corbera di Salina, nella grandiosa Produzione Netflix Italia“Il Gattopardo” diretta a quattro mani dalla regista LAURA LUCCHETTI e dal regista Inglese TOM SHANKLAND-. Alberto è gia stato nel cast della II stagione della serie tutta siciliana :” MAKARI”, con Ester Pantano, Claudio Gioè, Tuccio Musumeci, Domenico Centamore, Antonella Attili. Al cinema è stato interprete :” dell’Estate più Calda” diretto da Matteo Pilati e dell’ “Ombrello” diretto da Bianca Di Marco. Incontrandolo, per caso, mentre visitava i vari padiglioni dell’ETNA COMICS, gli ho chiesto di rilasciarmi quest’intervista.
Sei Paolo Corbera di Salina in questa gradiosa produzione Netflix Italia, che effetto ti ha fatto partecipare ad un progetto così importante?
Io onestamente lo trovo ancora incredibile l’aver lavorato in questo progetto così importante e ambizioso ma anche coraggioso. – Quando ho saputo che stavano preparando un : -“ Gattopardo”, mi sono subito chiesto, da siciliano, come sarebbe stato fondamentalmente rivedere un : “ Gattopardo” , che non sia quello di Visconti o magari quello che abbiamo letto nel libro di Tomasi di lampedusa-. – “ In realtà, nel momento in cui ho preso la parte di Paolo nel progetto, da quando mi hanno confermato di essere dentro, ho subito avuto un senso di protezione verso il personaggio, verso il progetto, verso tutto, quindi lavorarci, è stato per me, davvero emozionante.- Ricordo di aver pianto, la prima volta che ho saputo, però poi ho subito ripreso coscienza e conoscenza, e ho lavorato, spero, nella maniera più giusta e seria.-

In questa serie, uno dei temi fondamentali è il rapporto tra il principe Fabrizio di Salina, interpretato da Kim Rossi Stuart e il figlio Paolo, come avete lavorato con Rossi Stuart per ben costruire questa relazione?
“ Io, quando ho scoperto che mio padre sarebbe stato Kim Rossi Stuart praticamente ho avuto il gelo. Perchè dovermi rapportare con un attore importante, bravo, che ammiro da tanto tempo, è stato veramente molto scioccante all’inizio, poi ho deciso di mettere il mio abito più professionale e avere quel rapporto iniziale subito.- Kim, su questo è stato bravissimo, dall’inizio delle prime letture del copione e dalle prime azioni che abbiamo fatto, da subito ha iniziato ad entrare nel personaggio, dicendo che lui aveva bisogno di lavorare in questo modo, quasi già recitando anche nella vita reale, e devo dire che io e lui siamo entrati molto in quella dinamica- padre e figlio- tant’è che a volte , io lo vedevo che, sul set, mentre ripeteva le battute lui mi gurdava, parlando con me a distanza ed entravamo subito nel personaggio, quindi non c’è stato mai un attimo in cui io e lui non eravamo dentro il ruolo.- Forse una sola volta, dopo un scena molto importante, dove io e lui litigavamo.- Dopo questa scena c’era forte tensione, allora io e Kim ci siamo avvicinati e abbiamo mangiato io e lui il pranzo sotto un albero e quella è stata una cosa bellissima, è stato un momento che ricorderò per sempre.-
Il tuo personaggio nella serie, è stato potenziato rispetto al romanzo di Tomasi di Lampedusa, nel quale è molto poco sviluppato, quindi tu come ti sei preparato per costruirlo-?
In realtà ho deciso di dare un senso molto di Alberto. Quindi ho provato ad immaginare come si potesse sentire un Paolo di qualche secolo fa, di come poterlo in qualche modo farlo mio, mischiare un pò di passato e presente e metterci il mio parlando anche del rapporto psicologico che c’è tra un padre e un figlio, della rabbia che ci può essere su alcune dinamiche familiari, e quella forza, qel coraggio che credo di avere in alcune cose, in altre non sono come Paolo però ovviamente ho cercato d’inventare un pochettino con la professionalità, credo di avere dato a Paolo un contributo più personale sotto il lato psicologico.
Conoscevi già il romanzo, lo avevi letto?
Io lo lessi in realtà quand’ero piccolino a metà, mi aveva annoiato. Poi un’annetto prima del “Gattopardo”, quando si è iniziato a vociferare che c’era la creazione di questo bellissimo progetto, ho iniziato a rileggerlo, e addirittura lo lessi due volte in due libri diversi, perchè c’erano delle cose che m’interessavano, ho fatto tutto uno studio su questo Paolo, anche se era molto difficile trovare delle cose su di lui, chi era, come viveva, non c’era molto e quindi ho messo molto del mio.
Hai una formazione teatrale, ti piacerebbe confrontarti con il palcoscenico?
Io ho iniziato col teatro da piccolino, però poi ho subito lavorato e studiato per una recitazione cinematografica, quindi sono stato proiettato verso il mondo del cinema e della televisione, però ovviamente vorrei ritornare in teatro con qualcosa che mi faccia stare bene, con qualcosa che sento di poter fare, perchè è molto difficile fare teatro, quindi bisogna essere preparati, ed io voglio anche avere il giusto progetto.
Progetti futuri?
In questo momento sto facendo un sacco di provini, quindi vediamo cosa succederà.