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Stop al Memorandum Italia-Israele?

Un gruppo di cittadini, tra cui avvocati, giuristi e professori universitari, rappresentati dall’avv. Luigi Paccione, hanno presentato al Ministero della Difesa e a quello degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in persona dei rispettivi Ministri pro tempore, una diffida, datata 21/05/2025, avente ad oggetto il Memorandum d’intesa tra il Governo italiano e quello israeliano “in materia di cooperazione militare e della difesa”, sottoscritto a Parigi il 16 giugno 2003, regolarmente ratificato (l. n. 94, 17/05/2005) e comportante oneri per il bilancio statale (quindi, a carico dei contribuenti italiani).

Il Memorandum si rinnova tacitamente ogni 5 anni, in assenza di denuncia scritta notificata all’altra parte prima della scadenza. Cosa, ovviamente, mai accaduta.

Nella diffida “ad adempiere per dovere di fedeltà alla Costituzione”, cui è allegata una copiosa documentazione, i sottoscrittori svolgono, in estrema sintesi, le argomentazioni che seguono

  • Il contenuto dell’accordo con il Governo israeliano non è conoscibile, in quanto coperto da segreto militare, ma è legittimo supporre che riguardi scambi informativi con finalità tutt’altro che pacifiche. Non è nota neppure l’aerea geografica di applicazione dello stesso. In particolare, se si tratti di territorio italiano, israeliano o dei territori palestinesi illegittimamente occupati da Israele da svariate decadi.
  • In sostanza, gli italiani non sono in grado di valutare se il Memorandum rispetti la l. n. 185 del 1990 (“Nuove norme sul controllo e sulla trasparenza dei trasferimenti italiani di materiale di armamento”) e questo in violazione del diritto all’informazione (art. 21 Cost.) e di quello alla pace (art. 10 Cost., in combinato con l’art. 28 della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo e lo Statuto ONU).
  • I predetti aspetti di incostituzionalità permangono tuttora. Inoltre, ciascuno dei tre rinnovi già avvenuti, è stato segnato da operazioni militari di Israele che hanno causato migliaia di morti e feriti (rispettivamente, operazioni “Piombo fuso” e “Margine protettivo” e intervento in occasione della pacifica “Grande marcia del ritorno”).
  • Un quarto rinnovo del Memorandum produrrebbe ulteriori incostituzionalità e violazioni del diritto internazionale, risolvendosi in un supporto ad attività dello Stato di Israele (occupazione dei territori palestinesi e operazioni militari nella striscia di Gaza) dichiarate ripetutamente contrarie al diritto internazionale da diversi organi di giustizia, come la Corte Internazionale di Giustizia e la Corte Penale Internazionale. Giudizi recentemente fatti propri dall’Assemblea Generale ONU.

Sulla base di tali argomenti, diffusamente sviluppati nel testo, i firmatari diffidano i Ministeri della Difesa e degli Affari Esteri e i rispettivi Ministri in carica ad attivare il procedimento per la denuncia del Memorandum in questione e determinarne la cessazione d’efficacia, avvertendo che “in caso di silenzio inadempimento, si procederà per le vie legali consentite”.

Il testo integrale della diffida è consultabile su vari siti internet e al link seguente:

https://www.libertaegiustizia.it/2025/05/23/non-in-nostro-nome/

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Maurizio Salustro ha maturato 41 anni di esperienza nel settore legale, compresi 31 anni con la magistratura italiana, spaziando dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti. Ha presieduto la Prima Sezione Penale del Tribunale di Catanzaro. Ha svolto un’intensa attività internazionale sia con funzioni esecutive (in Kosovo come Giudice con la Missione ONU - UNMIK e, poi, come Pubblico Ministero per i crimini di guerra con la Missione dell’UE – EULEX; in Guatemala come Capo delle Indagini con la CICIG -Commissione Internazionale contro l’Impunità in Guatemala-, sia nel settore dello sviluppo delle istituzioni (specialmente in Georgia e Iraq). In pensione dall’agosto 2022, si dedica a iniziative di promozione sociale.
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