Gli amanti fluttuanti di Chagall e il volo come metafora di amore, trascendenza e fuga

“Il Compleanno” (The Birthday), dipinto da Marc Chagall nel 1915 e conservato al MoMA di New York, è un olio su cartone che celebra l’amore dell’artista per la prima moglie, Bella Rosenfeld. La donna, nel suo libro, racconta che, mentre decorava la stanza con dei fiori per il compleanno del pittore, lui arrivò improvvisamente e le chiese di fermarsi perché desiderava farle un ritratto. Poi la baciò…
Il dipinto raffigura i due amanti sospesi in aria, in una posa irreale e trasognata, a simboleggiare l’ estasi d’amore che trionfa sulla realtà quotidiana. La scena, ravvivata da cromie essenziali di rosso, bianco e blu, mescolate in nuances variegate, fonde fiaba e intimità, sogno e quotidianità.
Realizzata nella casa d’abitazione a Vitebsk (Bielorussia) nel 1915, poco prima del matrimonio, l’opera presenta uno stile surrealista e onirico anteriore alla codificazione del movimento ufficiale, con influenze del cubismo (nella scomposizione dei piani) e dell’arte popolare russa. La prospettiva è volutamente distorta per enfatizzare l’emozione rispetto alla realtà fisica: i due amanti fluttuano, sfidando la gravità, perché il volo è leggerezza, l’amore è stare “tre metri sopra il cielo”, vicini, attaccati, indissolubili.
Il pavimento rosso simboleggia la passione e l’intensità del sentimento amoroso. Chagall contorce il collo in modo innaturale per baciare Bella, indicando un trasporto totale e una fusione con l’amata. L’amore fa realizzare anche cose impossibili.
Gli elementi domestici, come tavoli, sedie e la finestra su Vitebsk, creano un piacevole contrasto tra la quotidianità della stanza e l’evento magico del volo che l’amore puro, esclusivo, realizza all’interno di essa. Chagall dipinge minuziosamente ogni cosa, ad indicare che quando è con Bella ogni elemento della realtà è al suo posto, è in ordine internamente ed esternamente.
Il volo è anche metafora di fuga dalla trista e triste realtà, per scampare agli orrori della guerra, della malattia e della povertà.
Nel quadro si intuiscono radici ebraiche e cultura yiddish: le figure fluttuanti richiamano la figura del luftmensch yiddish (letteralmente “uomo d’aria”), lemma che indica una persona sognatrice, sradicata, che vive nel mondo delle idee o delle nuvole, metafora dell’identità ebraica diasporica.
In un’epoca segnata da guerre, pogrom e persecuzioni, il volo diventa l’unica possibilità per non pensare alla miseria e alla violenza del mondo reale, rifugiandosi nella fantasia e nell’onirico.
Fluttuando sopra il villaggio natale (Vitebsk), la coppia celebra, pertanto, un’unione che sfida il tempo e lo spazio, mantenendo vivo il legame con la Storia personale e universale, con un passato e una cultura spesso minacciati.
Chagall era un ebreo che visse nell’Europa vivace ma devastata del XX secolo, tra rivoluzioni, guerre mondiali e persecuzioni. Nacque nel 1887 a Vitebsk, una piccola città della Bielorussia che allora faceva parte della Bielorussia. Il giorno stesso della sua nascita, il villaggio venne attaccato dai cosacchi durante un pogrom e la sinagoga fu data alle fiamme; un trauma che l’artista- rievocando le proprie origini- condensava nella sentenza: “Io sono nato morto”.
Il misticismo e il folklore chassidico plasmarono la sua visione del mondo, infondendo nella sua arte successiva sia il senso del terreno che del celeste. Quando Chagall si trasferì a Parigi nel 1910, incontrò le avanguardie del Cubismo, del Fauvismo e dell’Espressionismo e imparò a fondere la tecnica moderna con la profondità spirituale della sua immaginazione infantile.
I primi anni segnarono l’emergere del “topos” del volo, mentre sbocciava l’amore per Bella. Quando i due si conobbero, lui aveva 23 anni, e lei ne aveva compiuti da poco 14. Bella è la musa eterna di Chagall. Presente in numerose opere, viene spesso raffigurata con vestiti bianchi o neri, fluttuante, con capelli scuri e un’espressione eterea. L’immagine degli amanti che “volano” uniti in un bacio, “quali colombe dal desìo chiamate” ha un saldo richiamo iconografico con la rappresentazione classica di Paolo e Francesca nella Commedia di Dante. I due amanti sono raffigurati in volo, trascinati da una tempesta infernale, ma sempre uniti, anche dopo la morte. L’abbraccio volante è un “topos” che Chagall rilegge in chiave onirica e mistica. La sospensione in aria simboleggia un amore che trascende le leggi della natura e della gravità, elevandosi a una dimensione “altra”.
Nelle opere più tarde, il volo assume i caratteri di un’ elegia malinconica, come nell’etimo originario che la collegava alla morte, rappresentando gli innamorati come “fantasmi della memoria”, in un abbraccio che è al contempo un addio.
Bella Rosenfeld morì il 2 settembre 1944 a New York. La sua scomparsa, causata da un’infezione, avvenne durante il loro esilio negli Stati Uniti a causa della guerra. La morte di Bella gettò Chagall in una profonda depressione, procurando una interruzione forzata della sua attività artistica per diversi mesi. I suoi dipinti successivi, si tramutarono in malinconiche elegie. Attraverso il volo, gli amanti divennero fantasmi della memoria, eternamente sospesi sopra un mondo che non poteva più contenere il loro amore.
Oltre all’amore, sotto i colori luminosi e le forme morbide, il volo cela, quindi, la nostalgia. Le figure fluttuanti appaiono in villaggi che evocano la sua patria perduta, un ricordo preservato ma irraggiungibile.
“Sopra la città”, il capolavoro del 1918, dipinto subito dopo la rivoluzione russa e in un periodo storico difficile, cristallizza il concetto in modo vivido: Marc e la sua amata Bella si alzano in volo da Vitebsk, i corpi tesi, i volti sereni perché restano insieme, nonostante le brutture del mondo laggiù, sospesi tra la terra e l’eterno.
Gli amanti fluttuanti simboleggiano anche la vulnerabilità della beatitudine come mezzo di fuga dalla miseria.
In opere come Gli amanti nel cielo rosso (1950) o Gli amanti blu (1914), il volo della coppia può essere letto sia come un abbraccio che come un addio. Il loro librarsi su villaggi frammentati o spazi celestiali suggerisce un desiderio ardente di aggrapparsi a ciò che inevitabilmente sta sfuggendo. La tavolozza di Chagall intensifica le emozioni: blu profondi per la malinconia, rossi passionali per la memoria e verdi luminosi per la speranza.
Ogni dipinto diventa un copione emotivamente codificato. Nel colore e nel volo Chagall trova la chiave della guarigione: i teneri amanti si sollevano non perché “possono”, ma perché “devono” allontanarsi dal mondo sottostante che è misero.
Opere come “La passeggiata” (1917-1918) o “Sopra la città” (1918) sono esempi nitidi di questo incrocio tra amore terreno e visione mistica.
Il bacio lieve del pittore, che fluttua sopra l’amata, avvolgendola, simboleggia la leggerezza e delicatezza con cui va trattata ogni donna… E il respiro si ferma.