Il Castagno e il Giubileo degli uomini della montagna

Questo titolo mi ha subito ricordato un aforisma straordinario di Bernardo da Chiaravalle che calza a pennello con questo evento in simbiosi mutualistica con la natura:“Troverai più nei boschi che nei libri…. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà. “ (Bernard de Clairvaux, Lettere, XII sec, noto come Bernardo da Chiaravalle); un evento che ci ha comunicato il giornalista Giuseppe Lagona di notevole interesse. Ne riportiamo il comunicato integralmente con un’appendice di OBC Project di Gildo Barbetta che ha inteso bene innestare anch egli il progetto OBC project con l’evento naturalistico che si trasforma in un evento a tutto tondo, d’arte, sociale, naturalistico scientifico e di valorizzazione del territorio e dei lavoratori ad esso connesso, in particolare della montagna
“Giubileo a Vena degli Uomini della Montagna e innesto dai castagni millenari:
Il giorno 6 aprile 2025 sull’Etna, presso il Santuario Santa Maria della Vena di Piedimonte Etneo, che fa parte della Diocesi di Acireale, sarà dedicata una giornata al GIUBILEO DEGLI UOMINI DELLA MONTAGNA, dedicato a chi la montagna la vive e a chi in essa lavora, spesso con eroismo. Sono previsti I seguenti momenti: la S.Messa presieduta dal Vescovo della Diocesi di Acireale, monsignor Antonino Raspanti, celebrazione che sarà animata dal coro Venerabile Ignazio Capizzi di Bronte; l’inaugurazione delle ceramiche dei misteri del Rosario, che lascerà memoria dell’evento nel santuario all’aperto; l’annullo filatelico sull’evento, che interesserà in modo particolare i collezionisti; gli innesti con delle marze dei due patriarchi dell’Etna (Castagno dei Cento Cavalli di Sant’Alfio e Castagno Sant’Agata “della Nave” di Mascali) su dei polloni di castagno già presenti presso il boschetto Santa Silvia, che insiste nel terreno dello stesso Santuario.
Quest’ultimo evento, curato dall’AssociazioneTutela Marroni di Castione di Brentonico (Trento) darà un seguito di vita nuova alla missione di questi millenari esseri viventi e monumenti arborei e sarà segno di comunione Nord-Sud, per un gemellaggio Dolomiti-Etna in nome della pace e della speranza. Il messaggio di pace del Castagno dei Cento Cavalli di Sant’Alfio e il messaggio di speranza del Castagno Sant’Agata /della Nave saranno infatti motivo di riflessione per la giornata di partecipazione e per il tempo a divenire.
Sarà possibile acquistare durante la manifestazione delle cartoline commemorative, dotate di francobollo con annullo postale. L’annullo sarà effettuato con un timbro creato appositamente che ricorda l’evento degli innesti e un altro timbro che ricorda l’anno giubilare.
Come nasce l’idea di collegare questo evento a OBC Project ed alla NFT? Abbiamo intervistato Gildo Barbetta venuto espressamente in Sicilia, ad hoc, per rfafforzare il progetto stesso: “The OBC Project e il Castagno di Sant’Agata / della Nave”. Nell’anno giubilare e in ricordo di questo importante giorno che affonda le radici nelle storie vissute all’ombra di questo millenario e favoloso albero di Castagno, oltre al ricordo tramite cerimoniali, cartoline e francobolli, verrà presentato in anteprima mondiale un capolavoro del Castagno di Sant’Agata / della Nave in versione digitale. Quest’opera, realizzata dagli artisti Medea Montalbano e Gildo Barbetta, sarà utilizzata come NFT, attestando la proprietà digitale, l’autenticità e l’unicità dell’opera d’arte.
Chiediamo a Giuseppe Lagona: “Perché la scelta del santuario di Vena? Perché effettuare questi innesti proprio a Vena? Da secoli, addirittura dal VI secolo d.C. (la data del 597 è riportata infatti in cifra araba sulla soglia lavica dell’antica chiesa), questo luogo mariano è stato centro di culto a Maria per tutte le popolazioni dell’Etna, diffondendo pace e speranza. Il santuario di Vena, immerso in boschi di quercie e di castagni, è il più alto dei santuari dell’Etna, con i suoi 735 metri di altitudine. Dalle analisi al radiocarbonio del legno che costituisce il manufatto dell’icona della Madonna è emerso che trattasi di un legno di castagno recuperato da un tronco di almeno 150 centimetri, sicuramente si tratta di altro castagno longevo. La sua storia è di oltre 1400 anni. Voluto da papa Gregorio Magno che lo fondò, fu eretto ed insiste su una proprietà della madre dello stesso papa Gregorio, santa Silvia.
Il santuario di Vena nel 1392 passa di proprietà dalla famiglia Colonna al principe Giacomo Gravina sposato con la duchessa Crujllas, ancor prima che nel 1687 venisse fondata la città di Piedimonte Etneo da Ignazio Sebastiano Gravina. La religiosità dei Gravina era ben nota, fu proprio per questo che, anche nel caso di Piedimonte, come primo atto di fondazione della città fu eretta una chiesa, dedicata a San Ignazio di Lojola, dotata di ornamenti sacri per il culto di inestimabile valore, oltreché di una rendita annua legata al culto e per le messe.
La chiesa di Vena venne fregiata dai principi di Palagonia del titolo di Abbazia “Sancta Maria in ara coeli”. Nei primi anni del 1800 il principe Salvatore Gravina Cottone istituì un legato per messe, da celebrarsi nella stessa Abbazia. Il legato era di Lire 66 annue ed era intestato a nome del parroco di Sancta Maria ara coeli. Passata parte dell’ eredità dai principi di Palagonia all’ospedale Civico e Benfratelli di Palermo, le suddette annualità fino al 1933 furono garantite e regolarmente pagate. Questo ha fatto sì che la chiesa di Vena rimanesse viva anche quando le chiese siciliane nel 1867 passarono allo stato piemontese ed in Sicilia non furono più supportate e sostenute.
Gli organizzatori dell’evento vogliono esprimere un gradito ringraziamento a quanti parteciperanno all’evento e a quanti lo hanno autorizzato: la Diocesi di Acireale, la Direzione Generale dell’Economia Montana e delle Foreste, la Regione Siciliana, l’Associazione Tutela Marroni di Castione, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, il Corpo Forestale della Regione Siciliana, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, il Club Alpino Italiano, l’Associaziona Nazionale Alpini, l’Associazione Filatelica Numismatica Acese, le Poste Italiane S.P.A., l’Associazione Trucioli aps Ecomuseo del Castagno, la Demetra Life Green di Antonio Finocchiaro, i Comuni di Piedimonte, di Sant’Alfio, di Mascali , il proprietario del Castagno Sant’Agata, dott. Giambattista Grassi Bertazzi, la società croata Barbetta Servizi d.o.o., l’organizzazione internazionale “The OBC Project”, il Coro “Capizzi” di Bronte e la tipografia Massimino di Acireale.”