Loading
Nuovo quotidiano d'opinione e cultura
Il tempo: la ricchezza per l’umanità
Nuovo quotidiano d’opinione e cultura

Il saggio di Vincenza Sanfilippo “Non c’è giustizia”

SAGGIO DEDICATO ALLA STRAGE DI MALETTO DEL 2 LUGLIO 1991 TRA I VINCITORI ITALO TEDESCHI DEL PREMIO “APPRODI D’ AUTORE” A COLONIA IN GERMANIA

“Non c’è giustizia” di Vincenza Sanfilippo, edito da Graus Edizioni, è un saggio che ripercorre un tragico fatto di cronaca verificatosi nel luglio 1991 a Maletto, paesino, sotto le pendici dell’Etna, città delle fragole, borgo di suggestiva bellezza di quasi 4 mila anime, in cui tutti conoscono tutti.

Il coraggio, la forza, la tenacia di chi ancora è alla ricerca di verità e giustizia, saranno premiati nel corso del premio “Approdi d’ autore”, il prossimo 13 aprile a Colonia in Germania.  Il premio Approdi d’Autore, istituito nel 2005 dall’editore Pietro Graus per valorizzare la letteratura e il dialogo culturale, approda per la prima volta in Germania con un evento speciale ospitato al Cinedom di Colonia. Questa iniziativa nasce dal forte legame tra la casa editrice Graus Edizioni e la comunità italo-tedesca, che da anni promuove la cultura attraverso presentazioni e incontri con autori di rilievo.Tra i premiati italo tedeschi di questa importante rassegna figura il nome di Vincenza Sanfilippo autrice del romanzo “Non c’è giustizia”.

Il volume racconta la tragedia avvenuta nel corso di una calda notte estiva, precisamente il 2 luglio, 1991, ovvero descrive un incendio che, divampato nel locale di una macelleria adiacente all’abitazione della famiglia Sanfilippo, provocò la morte della signora Maria Minissale, moglie di Domenico Sanfilippo e dei loro due figlioletti, in tenerissima età, Claudio e Simona.

Si salvò Vincenza, che, a distanza di oltre 30 anni da quella notte funesta, ha deciso di raccontare quel terribile evento, che ha stravolto per sempre irrimediabilmente la sua esistenza e quella degli altri membri della sua famiglia che, per poco, come lei, scamparono alle fiamme.

Vincenza Sanfilippo 

Quella tragedia ha segnato in maniera indelebile la vita di Vincenza,  sopravvissuta all’ incendio e che all’epoca dei fatti aveva solo undici anni e che, a distanza di anni, racconta nelle pagine di questo romanzo, scalfita da un dolore costante, ma che è riuscita a superare grazie alla forza, al coraggio ed alla ricerca continua di verità e giustizia.

Vincenza, nata in Germania, negli anni ‘80, ma cresciuta a Maletto, terza di sei figli, vive ormai a Colonia da molti anni, in quella stessa Germania, che le aveva dato i natali e che i suoi genitori avevano deciso di lasciare poco dopo la sua nascita, per ritornare nella loro amata Sicilia. A Colonia si è costruita una famiglia e porta avanti, con successo, una propria attività, “Mamma Maria”.

Nonostante la sua vita abbia intrapreso una svolta felice, sono troppi gli interrogativi irrisolti, troppi i dubbi che continuano ad attanagliare Vincenza, che per questo motivo ha deciso di intraprendere una ricostruzione il più possibile fedele della vicenda, affidandosi alle testimonianze, alle fotografie, agli atti giudiziari e agli articoli di stampa, relativi a quella drammatica notte.

Ecco che nel 2019, dopo una rimpatriata con vecchi studenti ed un professore, arrivò la decisione di agire e combattere contro lei stessa ed il mondo, scrivendo questo libro dal titolo “Non c’è giustizia”. Alla puntuale precisione nell’esposizione dei fatti, dovuta al corredo di tale documentazione, si aggiunge la puntuale precisione con cui le considerazioni personali e il dolore di Vincenza si fanno spazio tra le righe delle pagine della sua opera.

“Quando chiudo gli occhi – scrive l’autrice- non ritrovo tra i miei ricordi quella bambina felice e spensierata. Al contrario, riesco solo a sentire le campane della mezzanotte suonare, la brezza di luglio sulla pelle, il mio corpo cercare disperatamente riparo e il mio respiro affannato invocare un po’ di ossigeno”.

Vincenza dichiara di non essere mai guarita da quella ferita, spesso insanabile dei sopravvissuti, un dolore sordo e inestinguibile che bussa di frequente alla sua porta e chiede di essere ascoltato, a maggior ragione per il fatto che quell’incendio, lei stessa sostiene, non è stato un incidente, ma un evento “premeditato” in nome del dio Denaro.

Nonostante il diretto coinvolgimento dell’autrice nella disgrazia che le ha portato via parte della sua famiglia, la narrazione si impernia innanzitutto su un resoconto cronologico degli avvenimenti, comprovato dall’inserimento della documentazione, frutto delle ricerche, direttamente nel testo; è solamente per arricchire di ulteriore verità quanto è già incontrovertibile sulla base delle prove addotte, che la Sanfilippo decide di esporre al lettore i propri ricordi, vividissimi, misti alle forti emozioni, in merito alla vicenda.

Ecco che la lettura diviene avvincente, fluida e piacevole, grazie ad uno stile omogeneo senza forzature, né punti di debolezza. Il lettore viene coinvolto facilmente dalla lucida rievocazione di eventi ed emozioni, il che favorisce con molta probabilità una lettura tutta d’un fiato. Il testo è adatto ad un pubblico vario, formato sia da adulti che da adolescenti, in quanto il coraggio, la forza d’animo e la strenua lotta nella ricerca della verità da parte dell’autrice risultano esemplari. L’autrice è cosciente che nulla potrà riportarle indietro la madre e i fratelli, deceduti, inseguito all’ incidente, ma almeno lei sa di avere raggiunto il suo scopo, quello di rendere alle vittime onore e giustizia e di ritrovare un’po’ di serenità.

 

 

Share Article
Patrizia Tirendi è giornalista, conduttrice televisiva, presentatrice, addetta stampa di enti pubblici e privati , digital communicator, freelance

You may also like

TOP