Intervista alla scrittrice Nhora Caggegi: “Il romanzo ‘Svanita’ nasce dalle mie paure e ansie di mamma”

Nhora (Eleonora) Caggegi ,42 anni, vive a Santa Venerina, laureata in Scienze della Comunicazione alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania è una prolifica autrice di poesie e romanzi. Sin da bambina ha manifestato un grande interesse per la scrittura e nell’adolescenza ha sviluppato un’intesa passione per la poesia e la letteratura. Leggere e scrivere è stata immediatamente la sua dimensione esistenziale più rilevante e si è dedicata neanche ventenne ad una prima pubblicazione con una raccolta “Sola tra sogno e realtà”(2001), e in precedenza ha cominciato a collaborare con diversi periodici locali e testate giornalistiche. Il fuoco sacro della narrazione non l’ha abbandonata e nel 2007 pubblica la raccolta di racconti “Coacervo di passioni”, mentre nel 2011 “Ora sono un uomo… Il silenzio del salice piangente”. Negli ultimi anni abbraccia il genere del thrilling a sfondo noir scrivendo due romanzi, il primo “Le origini del tormento. I delitti di Fear Lake” e il secondo “Svanita”, quest’ultimo presentato a Giarre per il ciclo Marzo in Rosa. Nhora è una donna dall’indole molto sensibile e dall’animo riservato. Ci ha rilasciato una breve intervista ed ecco le risposte che ci ha dato.
“Svanita” è un romanzo di forti emozioni di un genere che hai abbracciato negli ultimi anni…
Si dopo alcuni racconti e raccolte di poesie, ho scritto sei romanzi in tutto, adesso mi sono cimentata in questo nuovo genere letterario che mi intriga e mi offre la possibilità di affrontare argomenti delicati .
Ascoltando alcune letture del romanzo noto che usi metafore ed espressioni lessicali che richiamano la poesia…
Sono molto influenzata dalla mia formazione poetica e la prima raccolta erano proprio di poesie oltre che di piccoli romanzi brevi, il tutto congeniale alla formazione culturale e letteraria.
Nel romanzo “Svanita” si approfondisce in modo crudo e realistico un tema molto scottante. Si tratta di una sublimazione di ansie, paure, angosce oppure è un romanzo “ucronico”, fatti che sono avvenuti realmente che riporti nella fantasia letteraria?
Credo per tutti e due i motivi. Quando sono diventata mamma di una bambina oltre alla gioia di questa nuova condizione umana sono aumentate anche le paure. Sono cresciute le classiche domande che tutte le mamme si pongono “riuscirò ad essere sempre presente?”, “riuscirò a proteggerla sempre quando avrà i tuoi problemi?”, “sarò in grado di aiutarla quando ne avrà bisogno?”. E dunque questa empatia forse eccessiva e parossistica nasce e si sviluppa dalla mia esperienza della maternità.
Poi ovviamente provavo molto rabbia quando vedevo che la gente in qualche modo attaccava le madri che da un giorno all’altro vedevano scomparire i figli. Quindi queste povere donne si dovevano misurare su due fronti. Da una lato dovevano vivere questo enorme dolore e dall’altro dovevano pure subire attacchi mediatici pesanti in cui venivano giudicate ,venivano criticate e venivano sottoposte a dicerie di qualsiasi tipo.

Rosario Sorace,Nhora Caggegi e Miranda Grasso
Si fa uno screening totale della vita di queste vittime indirette fino al punto da scavare nei meandri più profondi e oscuri…
Si proprio così. Abbiamo tantissimi casi della cronaca di bambini scomparsi che mostrano come le madri siano sempre messe al centro dell’attenzione morbosa. Ho seguito tutti i casi di cronaca per scrivere la mia storia in maniera molto realistica. Ma allo stesso tempo ho impiegato tanto tempo a scrivere “Svanita” proprio perché volevo portare il giusto rispetto anche verso queste persone che purtroppo stanno vivendo davvero queste situazioni drammatiche. E in tal senso ho voluto riportare il dolore di queste persone in maniera personale, inserendo anche alcuni elementi reali nel mio libro, ma soprattutto ho fatto di tutto per difendere queste madri. Per esempio ricordo un caso in cui una persona nota veniva attaccata ed etichettata negativamente perché voleva avere notorietà come personaggio pubblico. È stata una cosa veramente tremenda.
Tutto ciò mi ha dato la forza in certo senso di portare avanti questa storia…
Nel romanzo metti in campo il dolore, l’angoscia e l’ansia che pervade il nostro tempo parlando della vicenda di una bambina che scompare. Come si esce da questo dolore ?
Credo che si non riesce mai. Forse si rielabora, ma non si esce mai del tutto da un trauma così profondo anche se ritrovano i figli.
Che progetti letterari hai per il futuro ?
Sto lavorando su una storia che riguarda la disabilità ,non posso dire molto di più, il nuovo progetto trae spunto da una vicenda vera su cui in questo momento non posso dire di più.