Loading
Nuovo quotidiano d'opinione e cultura
Il tempo: la ricchezza per l’umanità
Nuovo quotidiano d’opinione e cultura

Clint Hill muore con il rimorso: “Avrei potuto salvare Kennedy”

Il 22 novembre 1963, il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy fu assassinato a Dallas, Texas, mentre viaggiava in una limousine scoperta con la First Lady Jackie Kennedy, il governatore del Texas John Connally e sua moglie. L’auto attraversava Dealey Plaza quando furono esplosi tre colpi di fucile dal sesto piano del Texas School Book Depository. Kennedy fu colpito mortalmente alla testa e al collo, mentre Connally rimase ferito.

L’agente del Secret Service Clint Hill si precipitò sulla vettura per proteggere Jackie, che in preda al panico cercava di soccorrere il marito. L’auto accelerò verso il Parkland Memorial Hospital, dove Kennedy fu dichiarato morto mezz’ora dopo.

Poco dopo, la polizia arrestò Lee Harvey Oswald, un ex marine con simpatie filo-comuniste, sospettato dell’omicidio. Due giorni dopo, Oswald fu ucciso in diretta televisiva dal proprietario di un nightclub, Jack Ruby, mentre veniva trasferito in carcere.

L’indagine ufficiale della Commissione Warren concluse che Oswald aveva agito da solo, ma il caso alimentò numerose teorie del complotto, suggerendo il coinvolgimento della mafia, della CIA o di gruppi politici ostili a Kennedy.

L’assassinio segnò profondamente gli Stati Uniti, ponendo fine a un’epoca di speranza incarnata dalla presidenza Kennedy e lasciando un’eredità di misteri e interrogativi ancora oggi irrisolti.

Per oltre sei decenni, Clint Hill ha convissuto con il senso di colpa per non essere riuscito a salvare John F. Kennedy. L’ex agente del Secret Service, noto per il suo gesto eroico durante l’attentato del 22 novembre 1963 a Dallas, è morto a 93 anni nella sua casa in California. “Se avessi reagito più in fretta, forse avrei potuto salvarlo”, confessò in lacrime in un’intervista del 1975.

Sebbene il suo nome fosse poco noto, l’immagine del suo tentativo disperato di proteggere il presidente è rimasta impressa grazie al filmato di Abraham Zapruder. Kennedy, che preferiva non avere agenti sui predellini posteriori per apparire più vicino alla folla, era senza una protezione diretta. Hill, assegnato alla sicurezza di Jackie Kennedy, si trovava sulla pedana sinistra dell’auto di scorta quando udì il primo sparo e vide il presidente accasciarsi.

Mentre Kennedy veniva colpito alla testa, Hill si lanciò dalla vettura di scorta, afferrò una maniglia del bagagliaio della limousine e si issò a bordo. Jackie, terrorizzata, si era arrampicata sul cofano, ma l’agente riuscì a riportarla all’interno mentre l’auto accelerava verso l’ospedale, dove il presidente fu dichiarato morto.

La sua storia ispirò il film In The Line of Fire, con Clint Eastwood nei panni di un agente segnato dal fallimento. Il dovere del Secret Service è proteggere il presidente a ogni costo, come accadde nel 1981, quando Jerry Parr salvò Ronald Reagan dall’attentato di John Hinckley Jr.

Hill, premiato per il suo coraggio e promosso fino a diventare vicedirettore del Secret Service, non riuscì mai a superare il trauma. Depressione e incubi sull’assassinio lo portarono al pensionamento precoce a soli 43 anni, segnando il resto della sua vita.

Share Article
Alessandro Sorace classe 1988, nato a Catania. Giurista, giornalista pubblicista, appassionato di arte, storia ed amante della cultura, del gusto e del buon vivere. Collabora da cinque anni col quotidiano online "Clessidra 2021".
TOP