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Strage di Bologna, i giudici d’Appello confermano: “Bellini trasportò l’esplosivo”

La Corte d’Appello di Bologna ha confermato senza esitazioni la condanna all’ergastolo per Paolo Bellini, ex terrorista di Avanguardia Nazionale, ritenuto colpevole di aver trasportato o fornito supporto materiale nell’attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Ricordiamo chi è stato; Paolo Bellini è una di quelle figure oscure che hanno attraversato la storia italiana per ben 30 anni, dai primi anni ’70 fino al ’99 anno del suo pentimento stando dietro le quinte di fatti drammatici che hanno scosso le fondamenta della Repubblica ed impegnato non poco gli inquirenti nella ricostruzione delle vicende che lo hanno visto coinvolto.

Paolo Bellini, nato a Reggio Emilia, cresciuto accanto al padre Aldo ex appartenente alla Folgore e nostalgico del ventennio mussoliniano, ha ripreso ideologicamente i sentimenti del padre e ne ha fatto ragione di vita. Tanto da essere presente il 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.  I giudici, guidati dal presidente Alberto Pederiali e dal consigliere Domenico Stigliano, hanno stabilito che Bellini, presente al momento dell’attacco, aveva un ruolo cruciale nell’operazione, consapevole che l’ordigno avrebbe causato la morte di 85 persone.

Insieme a Bellini, sono stati condannati Piergiorgio Segatel, ex capitano dei carabinieri, a sei anni per depistaggio, e Domenico Catracchia, ex amministratore di condominio a Roma, a quattro anni per false informazioni. Bellini è considerato un esecutore materiale, in concorso con altri ex membri dei Nar come Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, già condannati. I giudici hanno inoltre evidenziato il ruolo di Licio Gelli, ex Gran Maestro della P2, come finanziatore e orchestratore del depistaggio.

Uno degli elementi chiave del processo è stato il filmato Super 8 del turista tedesco Harald Polzer, che riprese un individuo somigliante a Bellini poco prima dell’esplosione. L’ex moglie di Bellini, Maurizia Bonini, ha riconosciuto l’ex marito nel video, smontando l’alibi che lei stessa aveva fornito in precedenza, rivelando che Bellini non era a Rimini al momento dell’attentato.

Gli avvocati delle parti civili hanno accolto con soddisfazione le motivazioni della Corte, lodando la meticolosità con cui sono state confermate le condanne. Hanno sottolineato l’importanza del riconoscimento del falso alibi di Bellini e il ruolo destabilizzante dell’attentato, orchestrato da compagini neofasciste con il supporto di apparati deviati dello Stato.

Segatel è stato accusato di occultare informazioni fondamentali per proteggere istituzioni e persone coinvolte nell’attentato, mentre Catracchia ha ripetutamente mentito sulle sue connessioni con i terroristi, ostacolando il pieno accertamento della verità sui mandanti e i finanziatori della strage.

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Alessandro Sorace classe 1988, nato a Catania. Giurista, giornalista pubblicista, appassionato di arte, storia ed amante della cultura, del gusto e del buon vivere. Collabora da cinque anni col quotidiano online "Clessidra 2021".
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