Intervista al Vescovo Antonino Raspanti “Il Giubileo è una verifica della propria vita alla luce del Vangelo di Gesù”

Monsignor Antonino Raspanti, nato ad Alcamo 65 anni fa, ricopre il ruolo di vescovo della Diocesi di Acireale dal 2011 ed è anche dal marzo 2022 Presidente della Conferenza Episcolale Siciliana. Ha condotto studi accademici presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma , conseguendo prima il baccellierato ,e dopo il dottorato, maturando in tal modo una formazione da teologo raffinato e di vasta cultura dottrinaria. Ha iniziato la sua attività di parroco a Trapani e ha insegnato in qualità di docente di Storia della Spiritualità presso la Facoltà Teologica di Sicilia. E’ diventato nel 1999 Preside della Facoltà teologica di Sicilia e dal 2005 al 2011 socio della Pontificia Accademia di Teologia nonché dal 2008 al 2011 ha ricoperto l’incarico di membro del Comitato per gli Studi di Teologia e Scienze religiose della CEI (Conferenza Episcopale Italiana).Animatore di innumerevoli iniziative protese a sviluppare l’associazionismo religioso tra cui nel 2003 la creazione della “Confraternita Beata Vergine Maria del Monte Carmelo”, in cui sono presenti sacerdoti e laici che si dedicano alla spiritualità, alla preghiera e alla lettura .Ha collaborato in numerose pubblicazioni tra cui la traduzione con introduzione e note de “La pratica facile per elevare l’anima a Dio” del mistico francese seicentesco Francois Malaval. E’ anche esperto nella Congregazione per l’educazione cattolica dove collabora alla stesura de “La cultura della qualità. Guida per le Facoltà ecclesiastiche”.
Nel novembre del 2005 Papa Benedetto XVI gli conferisce il titolo onorifico di cappellano di Sua Santità e nel luglio del 2011 lo nomina vescovo di Acireale. Nella Conferenza Episcopale Siciliana diviene vescovo delegato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso ed è vicepresidente del Comitato preparatorio del V Convegno ecclesiale della Chiesa italiana, che si svolge a Firenze nel 2015.
Nel maggio 2017 viene eletto vicepresidente per l’Italia meridionale della CEI e nel Marzo del 2022 è eletto presidente della Conferenza Episcopale Siciliana.
È anche membro del Pontificio consiglio della cultura dal novembre del 2019.
Ho menzionato soltanto alcuni aspetti e momenti dell’innumerevole e ricca attività svolta da Monsignor Raspanti e a conferma della sua vasta preparazione religiosa e dottrinaria vale la pena di ricordare che nel maggio del 2022 l’assemblea generale dei vescovi italiani ha votato una terna di nomi da indicare a papa Francesco per la incarico di presidente della CEI e oltre a lui sono stati votati i cardinali Augusto Paolo Lojudice e Matteo Maria Zuppi, e quest’ultimo è stato poi nominato da Papa Francesco. Abbiamo posto alcune domande a questa illustre figura del nostro territorio, il quale non ha tardato a rispondere con prontezza e lucidità.
Il Giubileo è un momento di rinascimento spirituale. Cosa comporta tale pesach per credenti e laici?
Comporta riesame e verifica della propria vita alla luce del Vangelo di Gesù, per una riconciliazione con Dio, con gli altri e con se stessi.
In che modo si prepara la Diocesi per quest’occasione religiosa in cui confluiranno a Roma decine di milioni di fedeli?
Abbiamo redatto un programma di eventi giubilari secondo i territori diocesani e i vari settori ecclesiali e pastorali. Inoltre parteciperemo a Roma con alcuni pellegrinaggi, sia della Diocesi intera, sia di alcuni (giovani, carcerati ecc.)
L’indulgenza plenaria sana i peccati. Tuttavia sa darmi le motivazioni della scarsa predisposizione dei fedeli ad accedere alla confessione?
Da parecchi decenni è diminuito il senso del peccato, la consapevolezza di un confronto diretto con la Parola di Dio e i suoi principi etici. È diminuito anche il valore dell’offesa recata alla comunità ecclesiale ed umana, quando non si rispetta la legge divina. Di conseguenza si è affievolita la prassi di riconciliarsi non solo nell’intimo della coscienza, ma anche con la comunità tramite i ministri a ciò deputati, che hanno ricevuto da Cristo il mandato e l’autorità per farlo.
C’è una crisi della partecipazione dei fedeli alle funzioni religiose e cosa si può fare per arginare questa presenza sempre più ridotta?
Rinvigorire la fede nel cuore di ogni discepolo, indirizzandolo al dialogo personale con Cristo e all’ascolto della sua Parola nella Chiesa. Istruire di più sul senso della liturgia per nutrirsi in essa dell’incontro con Gesù Cristo.
Il Concilio Vaticano II è stato nel secolo scorso un momento nodale nella storia del cattolicesimo. A suo avviso cosa bisogna fare ancora per l’attuazione di quel vasto programma di idee che modernizzò la Chiesa?
Avere il coraggio di riprenderne in mano i testi, studiandosi di accoglierli nel contesto attuale, che ormai è molto diverso rispetto agli anni Sessanta del Novecento, senza dimenticare di innestarli nelle radici secolari della fede siciliana (essendo noi in Sicilia).
Ci sono sempre meno preti cosa si può fare per colmare questo gap?
Lavorare per rendere sempre più vive le comunità cristiane e coltivare lo slancio missionario in questa nostra società.
La moderna separazione tra Stato e Chiesa sancita dal Patto Lateranense e dal Concordato ha consentito una convivenza pacifica tra esigenze spesso confliggenti. Cosa manca ancora che non è stato fatto?
La carenza generale di educazione civica si ripercuote anche su questo aspetto della vita di cittadini e di cattolici. Bisognerebbe informare di più su questa materia, dove le conoscenze sono vaghe e imprecise, se non a volte erronee.
Forse la pace nel mondo dipende anche dalla riaffermazione degli stati teocratici che manifestano un’evidente volontà di dominio di una religione sull’altra?
Noi abbiamo con fatica fatto una certa chiarezza nella separazione/distinzione di cui lei parlava. In altre religioni e Stati questo è lungi dall’essere realizzato. Non saprei dire se dipende anche da aspetti contenutistici dei vari “credo”.
La libertà di culto viene impedita in molte parti del mondo e i cristiani vengono perseguitati. Cosa pensa a tal proposito?
Ne prendo atto, mi addoloro e prego/parlo del rispetto della libertà religiosa.
La lotta contro la povertà e per lenire la sofferenza degli ultimi è un impegno prioritario della Chiesa. Quali sono le iniziative della diocesi in tal senso?
Potrei fare un lungo elenco delle iniziative che le comunità della diocesi attuano, come pure quel che fanno alcuni organismi più specifici, come Caritas, San Vincenzo, Famiglia Camilliana, associazioni di ogni genere. Non lo faccio per evitare di esser noioso e dimenticare alcuni. Dico solo che in diocesi quasi nessuno dorme all’aperto o rimane senza cibo.

Monsignor Antonino Raspanti
Ritiene che un eccesso di “proselitismo” ecumenico del Vaticano abbia danneggiato l’unificazione del cristianesimo nel mondo?
No
Bisogna riconoscere che Papa Francesco ha preso una posizione molto dura sugli abusi sessuali dei prelati. La diocesi si muove per sensibilizzare i preti a rigorose regole comportamentali?
Siamo stati tra i primi in Italia e in Sicilia a fare corsi sull’argomento ai sacerdoti, ai seminaristi, agli operatori pastorali, ai catechisti e agli insegnanti di religione. Abbiamo un Servizio diocesano per la tutela minori e persone vulnerabili, con uno sportello e un cellulare dedicati, oltre che le persone pubblicamente indicate nel sito della diocesi: https://www.diocesiacireale.it/tutela-minori-e-persone-vulnerabili/
Mi permetta una domanda curiosa e personale. Il vescovo gode di un periodo feriale e nel tempo libero cosa fa?
Purtroppo non godo di molto tempo libero. Quando riesco, guardo i sunti di avvenimenti sportivi su YouTube. Mentre in agosto mi assento per circa sedici giorni e vado in una parrocchia di Manhattan a riposare, ripassare la lingua, aiutare nelle messe e nelle confessioni, godere di eventi culturali, leggere dei libri.